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“Quando ho i soldi mi compro un pianoforte. Conversazioni con un protagonista della psichiatria del '900”

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“Quando ho i soldi mi compro un pianoforte” è un testo biografico che ripercorre le tappe fondamentali della vita di un grande protagonista della psichiatria del '900, Sergio Piro.

Quando ho i soldi mi compro un pianoforteIl libro è costituito da una serie di conversazioni registrate nel periodo da novembre 2007 e per tutto il 2008, come afferma Candida Carrino nell'introduzione al libro, e il risultato è rappresentato da un articolarsi di avvenimenti, situazioni, momenti di una vita vissuta con slancio e fervido impegno. Il tutto è stato strutturato in cinque capitoli, i cui titoli prendono spunto da episodi raccontati e parole pronunciate durante gli incontri, che vengono riportati, sembra, senza modificare o interrompere il libero flusso di pensiero dello psichiatra che parla di sé.

Il primo capitolo si apre con una domanda sugli anni preadolescenziali e adolescenziali, attraversati da una dittatura e da una guerra e una descrizione della propria famiglia.
Vengono ripercorsi i primi spostamenti con la propria famiglia, dalla Sardegna a Napoli all'età di 7 anni, che lo faranno sentire come “gettato in un mondo disordinato”. Ampio spazio è riservato anche a quelli che erano gli interessi di Sergio Piro, che andavano dallo studio del linguaggio e di diverse lingue alla passione per la musica, che gli sarà permesso di coltivare.
Vengono insomma analizzati tutti i contesti e i presupposti delle sue scelte successive in campo formativo e lavorativo.

A partire dal secondo capitolo, i discorsi si concentrano sul periodo lavorativo, con inizio nel 1959 con la direzione del manicomio privato di “Materdomini” a Nocera Superiore. Vengono descritte con semplicità espressiva e crudezza le condizioni in cui versavano i manicomi in quel periodo, senza mai generalizzare a situazioni non vissute in prima persona o che non fossero state esperienze di colleghi con cui era in contatto.

Emerge con decisione il suo pensiero e la costanza con cui lo ha riportato alla pratica: parla di ricerche effettuate in campo medico, si esprime su temi di svariata natura che danno corpo a questa figura di intellettuale raffinato ed eclettico. Aspetto non secondario che emerge dalla lettura del libro, è la corenza con cui Sergio Piro affronta ogni tema e che è caratteristica costante della sua personalità, portandolo in più momenti della sua vita a divergere, nonostante le pressioni istituzionali, arrivando perfino al licenziamento nel '69 dal Materdomini.

Uno dei maggiori contributi che forse offre la lettura di questo libro al vasto mondo degli operatori della salute mentale è proprio la scelta e, direi, quasi il bisogno che emerge del connubio di risorse e contributi professionali di diverse figure, capaci di trovare, sinergicamente, senso e occasioni per portare alla riforma, che in diversi casi è iniziata prima del varo della 180, e per rendere maggiormente coerente il lavoro di analisi e cura del disagio mentale.

Formalmente, si possono talvolta riscontrare periodi un po' lunghi o risposte che deviano abbastanza dall'argomento di domanda, ma credo che questo dipenda, almeno in parte, dall'immediatezza esperessiva con cui vengono riportate le conversazioni e prorpio questa caratteristica ha permesso l'analisi dei più svariati temi, fornendo importanti contributi storici, filosofici e più generali sulle dinamiche dell'esistenza.

Personalmente, credo che la lettura di questo libro possa rappresentare un utile strumento di arricchimento, su più versanti, non solo per tutti coloro che operano nel campo della salute mentale, ma anche per tutte le persone che in qualche modo sono a contatto con il disagio mentale o comunque sensibili ai temi trattati.

 

Sergio Piro e Candida Carrino. Liguori Editore, 2010 (pp.: 123, € 16,90)

 

Recensione a cura di Caterina Padulo

 

 

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