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Bulimia

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on . Postato in Le parole della Psicologia | Letto 1922 volte

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Bulimia

La bulimia è, insieme all’anoressia, uno dei più importanti disturbi del comportamento alimentare. L’etimologia della parola “bulimia” deriva dai termini greci boús = bue e limόs = fame, cioè “fame da bue”, il che indica le ricorrenti abbuffate dei soggetti che soffrono di questo disturbo, capaci di introdurre fino a 5000 calorie in un solo pasto.

Durante queste abbuffate, l’ingestione del cibo è compulsiva, con una scarsa attenzione ai sapori.

Lo psichiatra Gerald Russell, studioso dei comportamenti alimentari, fu il primo a dar nome a tale disturbo nel 1979, chiamandola: “bulimia nervosa:una inquietante variante dell’anoressia nervosa”. Il sesso femminile è risultato essere più colpito da questo disturbo, con un’insorgenza attorno alla tarda adolescenza (12/14 anni) o nella prima età adulta (18/19 anni).

Le caratteristiche principali di questo disturbo sono:

  • Eccessi alimentari: un grandissimo bisogno di mangiare senza alcun limite, che si verifica con episodi ricorrenti ed è scatenato da particolari stati d’animo, fatti o circostanze. Il cibo può essere di varia natura: dolci, alimenti ipercalorici, pietanze fredde o addirittura ancora surgelate.
  • Disperati tentativi di contrastare le conseguenze degli eccessi alimentari:  i principali metodi  utilizzati sono le cosiddette condotte di eliminazione, come il vomito autoindotto, l’uso di lassativi o di diuretici. In altri casi, questi comportamenti sono assenti e il mantenimento del peso corporeo è ottenuto mediante l’esercizio fisico esagerato o fasi di digiuno successivo.

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La caratteristica più importante è la paura ossessiva di ingrassare, una paura talmente intensa da far ignorare tutte le considerazioni relative alla salute, all’equilibrio mentale e ai rapporti personali.

Un aspetto fondamentale che accompagna le crisi bulimiche è la sensazione di perdere il controllo di sé: spesso i pazienti  riferiscono una sensazione di estraniamento durante l’abbuffata. Dopo la crisi quasi sempre subentrano senso di colpa e autosvalutazione.

 

Riferimenti bibliografici:

  • Gomez J. (2000) “Tenere testa alla bulimia”. Editori Riuniti.
  • Lingiardi V. (2004) “La personalità e i suoi disturbi”. Il Saggiatore, Milano.

 

 

(Dott.ssa Susanna Mariagrazia)

 

 

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Tags: disturbi alimentari bulimia

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