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Eventi difficili, bambini e ritorno a scuola. Aiutarli nel cambiamento.

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Per un bambino, comprendere l'impatto reale di un evento catastrofico, è un passo non facile. Ad un anno dallo stravolgimento delle nostre vite si apre uno spiraglio di 'normalita'' come ad esempio rientrare a scuola in presenza. In questo breve articolo proveremo a comprendere questi passi delicati in un momento storico importante.

Eventi difficili bambini e ritorno a scuola. Aiutarli nel cambiamento

Esistono degli eventi, definiti catastrofici, che se vissuti da vicino potrebbero provocare conseguenze devastanti a livello emotivo e cognitivo. Esistono dei disturbi, ben classificati, che compaiono anche a distanza di anni e cambiano la vita di chi li sperimenta.

Per fare alcuni esempi, possono essere definite lesive le esperienze legate a terremoti, a devastazioni ambientali, ai maltrattamenti fisici/affettivi o ad un evento pandemico, come il più recente che tutti conosciamo. A volte per essere colpiti profondamente da alcune vicissitudini non è necesssario che l'evento sia stato vissuto od osservato in prima persona, a volte basta ascoltare una terribile notizia, sia che essa avvenga vicino o lontano, per rimanere letteramente spaventati.

Gli adulti, generalmente, posseggono gli strumenti necessari per distinguere una brutta notizia, dalla reale o possibile probabilità che l'evento possa accadere anche a loro, diverso è se invece ci interroghiamo su cosa possa pensare un bambino o comunque un minore di fronte ad un evento incontrollabile come la pandemia da Covid-19.

Per quanto i bambini possano essere degli ottimi osservatori e apprendano molto velocemente, la loro età gli concede la possibilità di vivere anche nel mondo della fantasia. Quando un minore è di fronte ad uno solo degli eventi sopra citati potrebbe non avere ben chiaro il confine tra realtà e finzione.

Lo psicologo David Rusbasan afferma che quando i bambini crescono, danno un senso al mondo prima attraverso la vista, poi il linguaggio, poi attraverso connessioni più complesse tra ciò che hanno imparato, "il loro cervello registra prima le risposte istintive: paura, sorpresa e gioia", è solo quando invecchiano che il loro cervello può elaborare emozioni più complesse.

L' adulto che si prende cura del ragazzino, bambino o fanciullo dovrà comprendere bene quali sono le informazioni che ha in possesso e valutare come affrontare il tema emerso. Conosciamo tutti la difficoltà che si prova nel tentare di spiegare ad un bambino l'esistenza di argomenti difficili, tristi e complessi da gestire, per questo l'approccio che si potrebbe utilizzare per spiegare loro cosa è una pandemia e del perchè non sono andati a scuola per così tanto tempo, dovrà essere chiara e semplice allo stesso tempo.

Se il minore è in possesso di un device dal quale attinge informazioni dall'esterno è opportuno, prima che l'adulto di riferimento gli spieghi l'evento-oggetto della comunicazione, assicurarsi della quantità e la qualità di informazioni che eventualemente possiede, cercando così di poter fornire un quadro ben chiaro ai suoi occhi.

Quando ci si trova ad avere un colloquio con un bambino, molto probabilmente potrebbe capitare di trovarsi a rispondere ad alcune domande spiazzanti, per ciò è necessario avere un minimo di preparazione su ciò che possiamo o vogliamo dire e sopratutto su quanto conosciamo dell'argomento. I tempi di elaborazione possono essere diversi da persona a persona e per questo quando ci interfaccciamo con un ragazzo o un bambino dovremmo sempre sapere che avrà i suoi tempi ed è bene rispettarli facendo fede sulla nostra capacità empatica.

Nessun genitore porta con sè la perfezione, mostrarsi incerti a volte non è necessariamente un danno ma la dimostrazione che, in determinate situazioni ci si può sentire spaesati e sopratutto, che ciò non comporta una privazione di cura e protezione verso la famiglia ed i figli.

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Nell'attuale contesto storico il rientro a scuola è un momento che certamente segna una linea di passaggio per il ritorno alla normalità. Immaginare che ciò avvenga in totale naturalezza e con poche problematiche è quasi impossibile. Un bambino, ma anche un adulto, si ritrovano a riprendere gli impegni, le giornate e gli orari con un ritmo diverso da quello sperimentato da un anno a questa parte, senza considerare le difficoltà che sono state affrontate per mantenere una continuità scolastica, mettendo in gioco, ancora una volta la propria capacità di adattamento.

Recuperare le vite a 'prima' che tutto accadesse richiede tempo e fatica, ma le strategie che possono essere utilizzate a nostro vantaggio sono molte. Un esempio di come poter aiutare i bambini o ragazzi a non lasciarsi prendere impreparati potrebbe essere quello di fornire loro le informazioni utili ad affrontare le nuove disposizioni, oppure potremmo chiedere loro se hanno qualche timore e cercare di fugare, per quanto possibile, le loro preoccupazioni, un altro esempio può essere di cercare di garantire una solida routine che dia una senso di contenimento e sicurezza dello spazio condiviso in famiglia.

Qualora capiti che un ragazzo o bambino si senta particolarmente sensibile al cambio di abitudini potrà essere di aiuto creare un dialogo in positivo che li faccia sentire accolti e compresi, aiutando così il minore a maturare un dialogo interno che li faccia sentire meno a disagio nei momenti di difficoltà.

Mostrarsi sempre pronti e preparati di fronte a situazioni di difficoltà è un lavoro che mette a dura prova tutti noi, sebbene quest'anno appena passato è stato particolarmente estenuante e che il ritorno alla quotidianità porti delle incertezze, possiamo sempre mettere in campo strategie utili alla nostra quotidiana esperienza. Facendo questi piccoli passaggi, possiamo fare molto per supportare i più piccoli nella navigazione di questi cambiamenti imminenti e non sempre negativi.

 

 

Riferimento:

  • When upsetting current events shake kids’ worlds. Moments like the Derek Chauvin verdict can bring out strong emotions in children. Here’s how parents can help them cope. Angela Hatem. National Geographic 2021.

  • “Getting back to normal” is something most of us have been looking forward to. It sounds great in the abstract, but actually returning to in-person activities after experiencing a year of  COVID-19 social distancing could be stressful. Dr. Julia Martin Burch shares insights and tips to ease your child’s transition back to in-person activities. Julia Martin Burch. APA 2021.

 

 

(a cura della Dott.ssa Assunta Giuliano)

 

 


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Tags: cambiamento ritorno a scuola bambiniaiuto

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