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Lo stereotipo

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on . Postato in Le parole della Psicologia | Letto 4642 volte

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Il termine stereotipo deriva dalle parole greche "stereos" (duro, solido) e "typos" (impronta, immagine, gruppo), quindi "immagine rigida".

stereotipo

Si tratta di una credenza o un insieme di credenze su un luogo, un oggetto, un avvenimento o un gruppo riconoscibile di persone accomunate da certe caratteristiche o qualità.

Gli stereotipi sono schemi cognitivi, attivati automaticamente, di cui le persone si servono per valutare o prevedere il comportamento degli altri. Ma trattandosi di un procedimento euristico – ovvero di una scorciatoia mentale rapida ma non necessariamente efficace – quando ci si serve di uno stereotipo per valutare una persona sconosciuta non si tengono in considerazione le sue caratteristiche personali, ma si fa affidamento sul fatto che, essendo membro di un determinato gruppo, allora avrà le caratteristiche di quel gruppo; ciò potrebbe portare ad una valutazione che spesso si rivela rigida e non corretta dell’altro.

Lo stereotipo può avere un significato neutrale (ad es. lo stereotipo del Natale con la neve e il caminetto acceso), positivo (ad es. gli italiani sono calorosi) o negativo (ad es. i tedeschi sono freddi e calcolatori) e, in questo caso, rispecchia talvolta l'opinione di un gruppo sociale riguardo ad altri gruppi. Se usato in senso negativo o pregiudizievole, lo stereotipo è considerato da molti come una credenza indesiderabile che può essere cambiata tramite l'educazione e/o la familiarizzazione. Talvolta lo stereotipo è una caricatura o un'inversione di alcune caratteristiche positive possedute dai membri di un gruppo, esagerate al punto da diventare detestabili o ridicole.

Può essere utile riflettere sul come e sul perché tendiamo a creare degli stereotipi, anche se spesso essi si rivelano nient'altro che concezioni errate. In parte molti dei nostri stereotipi sono trasmessi culturalmente (come quelli legati alla differenza uomini/donne, oppure relativamente al carattere o ai difetti di certe popolazioni), e ci spingeranno ad etichettare certi atteggiamenti in maniera diversa a seconda dell'attore coinvolto per rimanere coerenti con lo stereotipo di base.

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Ad esempio, se condividiamo lo stereotipo che le donne siano meno brave degli uomini nell'impiegare il computer, interpreteremo come mancanza di competenza un errore che causa l'arresto del sistema operativo da parte di un'amica o di una collega, mentre vedremo come una distrazione lo stesso errore commesso da un amico o un collega. Al contrario vedremo come eccezioni che confermano la regola, una donna particolarmente a suo agio con questioni informatiche o un uomo che non è in grado di utilizzare un computer, senza rischiare così di dover mettere in forse lo stereotipo di riferimento.

Gli studi sulla memoria hanno anche dimostrato come tendiamo a ricordare meglio e con più precisione episodi che confermano le nostre credenze e a dimenticare o sfumare quelli che le contraddicono; inoltre, dal punto di vista cognitivo, le persone tendono a dare un peso maggiore alle prove che confermano le proprie ipotesi piuttosto che a quelle che le contraddicono.

 

Per approfondimenti:

  • Sapere.it
  • wikipedia.org
  • La moralità e la percezione sociale. Ricerche e applicazioni  Ed.Maggioli

 

 (a cura della Dottoressa Sara D'Annibale)

 

 


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