Pubblicità

La Psicosi secondo Jung

0
condivisioni

on . Postato in Psicopatologia | Letto 6798 volte

5 1 1 1 1 1 Votazione 5.00 (5 Voti)

“Anche le persone abbastanza normali devono fare i conti con la forte irrazionalità del proprio inconscio”

jungCarl Gustav Jung si dedicò, fin dall’inizio della sua carriera, allo studio delle psicosi. Condusse una serie di esperimenti, su pazienti gravi, attraverso i quali sviluppò la sua interpretazione della patologia psicotica (De Coro, Iberni, 2010).

Secondo Jung alla base della psicosi ci sarebbe una rottura del meccanismo di compensazione che mette in relazione la coscienza con l’inconscio, garantendo l’unità della psiche (Gazzilo, Lingiardi, 2004).

Jung concepiva la psiche come un insieme di complessi tra loro differenti, cioè di nuclei dotati di significato, costituiti da pensieri e affetti.

La mente, secondo Jung, ha di per sé una natura dissociabile.

L’Io ha il compito di mantenere integrati i vari complessi e garantire un’esperienza di coerenza nel soggetto, di continuità del senso del sé (De Coro, Iberni, 2010).
La sua attività può però essere disturbata dall’azione di complessi autonomi inconsci. Infatti laddove entrino in conflitto con i contenuti consci, possono aumentare la loro intensità e condurre ad azioni impulsive automatiche, come avviene nella schizofrenia.

Nelle psicosi, a seguito della rottura del meccanismo di compensazione, l’inconscio emerge in modo dirompente e s’impadronisce dell’Io, e poiché l’inconscio è privo di organizzazione, l’intera personalità risulta disorganizzata (De Coro, Iberni, 2010).

L’inconscio che emerge in modo dirompente, per Jung, non è solo quello personale ma è anche quello collettivo.

Mentre l’inconscio personale è formato essenzialmente da contenuti che sono stati un tempo consci, ma sono poi scomparsi dalla coscienza perché dimenticati o rimossi, i contenuti dell’inconscio collettivo non sono mai stati acquistati individualmente, ma devono la loro esistenza esclusivamente all’ereditarietà.

Pubblicità

L’inconscio personale consiste soprattutto in “complessi”, mentre il contenuto dell’inconscio collettivo è formato essenzialmente da “archetipi” […] forme determinate che sembrano essere presenti sempre e dovunque (Jung, in Galimberti, 2005).
L’inconscio collettivo è quindi una dimensione psichica ereditata, il patrimonio arcaico della specie, comune a tutta l’umanità.

Per Jung la psicosi risulta quindi da un indebolimento dell’Io, un sprofondamento dello stesso nell’inconscio collettivo, da cui ne risulta sopraffatto e da un’invasione dell’intera personalità da parte dei “complessi” (Gazzilo, Lingiardi, 2004).

Inoltre Jung ha parlato di psicosi latente, sottolineando come tutti gli individui, anche quelli “abbastanza normali” devono fare i conti con la forte irrazionalità del proprio inconscio (Gazzilo, Lingiardi, 2004; Benedetti, 1973).

Considerando l’inconscio come un linguaggio per immagini e sfruttandone questa caratteristica, Jung mirava a rafforzare l’Io del paziente e a ristabilire l’unitarietà della vita psichica (Gazzilo, Lingiardi, 2004).

 

(a cura del Dottor Giovanni Madeddu)

 

Ti è piaciuto l'articolo che hai appena letto e vuoi essere informato sulle novità che vengono pubblicate su Psiconline.it?
Iscriviti alle nostre newsletter settimanali per essere in continuo contatto con la psicologia!

I agree with the Privacy e Termini di Utilizzo
 
Pubblicità
Vuoi conoscere il nome di uno psicologo e/o psicoterapeuta
che lavora nella tua città o nella tua regione?
Cercalo subito su

logo psicologi italiani
Corsi, Stage, Informazioni per formare e far crescere i Professionisti della Psicologia
Logo PSIConline formazione

 

 

Tags: psicosi psiche inconscio pensieri irrazionalità complessi affetti inconscio personale inconscio collettivo archetipi

0
condivisioni

Guarda anche...

Le parole della Psicologia

Atarassia

L’atarassia (dal greco “ἀταραξία”, assenza di agitazione o tranquillità) è «la perfetta pace dell’anima che nasce dalla liberazione delle passioni» secondo la filosofia etica legata alla ricerca...

Pubblicità

Pubblicità

I Sondaggi di Psiconline

Quanto sei soddisfatto del tuo lavoro?

Pubblicità

Le Risposte dell'Esperto

Adolescente invisibile (154452…

Luisa, 50     Sono madre di un ragazzo di quasi diciassette anni, situazione familiare conflittuale con un padre/bambino, geloso dell'amore di un...

Fuori da ogni gioco (154369450…

Elgiro, 59     Altro. Non saprei in che altra categoria infilarmi. Alla mia età, dopo aver provato e riprovato, ci si sente stanchi, rabbiosi e o...

Non so piu' che fare (15433284…

Gigia 2019, 32     Buongiorno, io ho bisogno di aiuto . Voglio farla finita perche' non riesco piu' a reggere le mie giornate da incubo con un uo...

Area Professionale

Distinguere tra disturbo evolu…

È difficile distinguere tra disturbo evolutivo e difficoltà di lettura? Significatività clinica di un Trattamento di Difficoltà di Lettura in soggetto di quarta...

La legge 4/2013 ha davvero nor…

Molto si è parlato a riguardo della legge 4/2013 che cerca di dare un inquadramento legislativo alle professioni non organizzate in ordini e collegi. Con que...

Il counselling non può essere …

Maria Sellini, Segretario Generale dell'AUPI, ha inviato una lettera al Quotidiano Sanità affrontando il problema del counselling. La riportiamo integralmente, ...

Le parole della Psicologia

Folie à deux

La folie à deux è un disturbo psicotico condiviso, ossia una “follia simultanea in due persone”.  Essa è una psicosi reattiva che insorge in modo simultane...

Ecolalia

L'ecolalia è un disturbo del linguaggio che consiste nel ripetere involontariamente, come un'eco, parole o frasi pronunciate da altre persone Si osserva, come ...

Stress

Il termine stress, tradotto dall’inglese, significa "pressione" (o “sollecitazione"), ed è stato introdotto per la prima volta da Hans Seyle nel 1936 per indica...

News Letters

0
condivisioni