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Il percorso di coppia: dalla relazione ideale alla relazione reale, fasi e cambiamenti

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on . Postato in Relazioni, Coppia, Famiglia | Letto 2529 volte

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il percorso di coppiaLa mia attività professionale mi porta spesso ad incontrare persone che stanno vivendo una vita di coppia poco soddisfacente per i motivi più diversi e vengo interrogata circa la possibilità di affrontare delle sedute di consulenza individualmente (di solito da parte della persona che mi ha contattato) o in coppia; spesso non è una richiesta di psicoterapia (quando cioé si parla di una domanda e di un '"offerta" già ben delineate) ma di persone che cercano spunti di riflessione per intravedere possibili vie d'uscita rispetto a tensioni con il partner che non trovano una soluzione, nonostante la forte motivazione a capire.

Si tratta di situazioni in cui l'incomprensione reciproca è causa di un profondo malessere.

Quando poi davanti a me arrivano i due partner, ho spesso la sensazione che entrambi narrino la propria versione della verità, ma è come se lo facessero utilizzando lingue diverse, per cui nonostante si alzi la voce o si ripeta più volte lo stesso tema, l'incomprensione resta aggiungendosi ad un senso di sfinimento e di frustrazione per la sensazione di girare a vuoto.

Eppure qualcosa sta già cambiando anche se i due troppo immersi nelle loro emozioni non lo colgono subito:

  1. sono alla presenza di un professionista che loro hanno cercato per essere aiutati, perché ormai consapevoli che qualcosa non funziona e che non ce la fanno a cambiare da soli;
  2. insieme al consulente di coppia, si costruisce un nuovo racconto che deve essere compreso e condiviso da tutti i presenti, per cui iniziano ad emergere i punti critici (ad esempio eventi relativi al passato ma ancora fonte di rancori e tensioni), quelli poco chiari e quelli di cui non si sapeva (ad esempio ricordo una donna che finalmente è riuscita ad esprimere il senso di rabbia, vuoto, delusione che l'assenza di lui troppo dedito al lavoro le stava causando; lui ha visto e compreso a fondo la sua sofferenza di cui non era pienamente consapevole).

- Di solito quando si diviene consulenti della coppia si ripercorre la loro storia, i fatti salienti, emotivamente più significativi e i cambiamenti che inevitabilmente sono avvenuti (ad esempio come ci si è conosciuti, la decisione di vivere insieme , i rapporti con le famiglie d'origine, la nascita dei figli ecc.). Tende così ad emergere una trama "psicologica" che aldilà dei singoli accadimenti presenta dei punti nodali che ricorrono nella storia di tante altre coppie.

Vediamo quali sono.

- Il divenire coppia. Cosa spinge due persone a divenire coppia? Perché il costituirsi come coppia resta il perno attorno al quale si dispiegano le scelte più importanti della propria esistenza, nonostante crisi e fallimenti siano sotto gli occhi di tutti?

- La spinta iniziale viene da Eros ovvero l'impulso della sessualità, una corrente energetica molto potente che serve ad avvicinare due persone, a superare l'inerzia e il timore dell'Altro, il confronto col nuovo; timori che, come testimoniano alcuni pazienti, possono divenire dei veri e propri blocchi relazionali che portano all'isolamento. Invece in condizioni normali, grazie all'attrazione sessuale e sensuale nei confronti dell'altro si innesca l'avvicinamento sia fisico che affettivo, offrendo ad entrambi la possibilità di scoprirsi reciprocamente. Tutto questo non può essere frutto di una relazione saltuaria od occasionale: richiede tempo, curiosità, riconoscimento dell'Altro non solo come oggetto sessuale ma nelle diverse sfaccettature di personalità, insomma un certo investimento sul partner prescelto. Non a caso la piena unità di coppia non è qualcosa di dato a priori ma che si costruisce nel tempo.

- Quando i partner si sono scelti sono diventati coppia si passa allo stadio dell'unità-fusione. E' la fase dell'innamoramento, in cui si vorrebbe vivere in perenne contatto con lui/lei. Solo questo può essere motivo di totale beatitudine e appagamento o al contrario di disperazione nera (quando i due litigano). Gli amici, gli hobbies, lo studio o il lavoro tutto perde di interesse, si opacizza. Troviamo un antecedente storico di questo stato d'animo nel rapporto tra madre e bambino (fino circa ai due anni) per cui la madre è fonte di appagamento totale per il figlio. E' la cosidetta "età dell'oro" della coppia, in cui i difetti dell'amato/a sembrano trascurabili o comunque li si accetta in maniera acritica ed insieme ci si sente onnipotenti; spesso c'è la tendenza ad isolarsi dagli altri per concentrarsi meglio su di sé.

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La scelta del compagno/a non è casuale ma avviene sulla base dei modelli affettivi e comunicativi della famiglia d'origine, possono essere modelli che essa ha trasmesso direttamente oppure all'opposto si configurano come un tentativo di saturare i vuoti da essa creati; per fare un esempio chiarificatore: alcune donne cercano nel partner una sorta di Principe Azzurro cui affidarsi totalmente, che sulla base di aspettative idealizzanti, sarà in grado di appagare ogni desiderio semmai senza neanche avere il fastidio di esprimerlo; per cui lui è indotto sì a comportarsi da "super-eroe" fino a quando questo ruolo non gli risulterà troppo gravoso e forzato ...

Di solito si tratta di copioni complementari quindi ben compatibili tra di loro ( la Principessa si accoppierà con il Principe Azzurro ma la Madre Protettiva cercherà un Cucciolo scapestrato ecc.) , le proezioni fantastiche, l'idealizzazione dell'altro sono gli ingredienti di base.

- Con il passare del tempo ed il ritorno alla vita di tutti i giorni che pone per forza dei correttivi, si assiste ad un graduale ritorno all'individualità, agli interessi personali, ad un reinvestimento delle proprie energie su elementi estranei alla coppia (ad esempio il lavoro, i figli, le relazioni sociali ecc.). Cambia ancora il rapporto perché l'investimento di interesse all'esterno riduce giocoforza il tempo e gli eventi vissuti insieme, condivisi e perciò la porzione di vita comune e quello che nella coppia si riporta o si tiene fuori. La crisi può farsi sentire quando tale processo non avviene contemporaneamente per entrambi, per cui l'equilibrio tra i due rischia di saltare.

Ci si trova su piani di esperienza diversi: uno resta legato alla vecchia immagine di coppia e mantiene come riferimento quel rapporto Ideale che non c'è più e forse non c'è mai stato, se non nei desideri e nelle fantasie. Oppure può essere che le strade dei due partner divergano a tal punto da non riuscire più a trovare un terreno di confronto comune delle esperienze vissute quotidianamente e neanche si desideri più farlo.

La coppia per sua natura è un sistema vitale che per stare in equilibrio si muove continuamente, generando progetti comuni intorno a cui far convergere l'interesse di entrambi, le energie creative (può essere un figlio ma anche una casa da ristrutturare) altrimenti è destinata a morire. Si può certo vivere sotto lo stesso tetto, essere formalmente sposati quindi coppia e non avere nient'altro in comune, neanche uno straccio di dialogo davanti alla cena serale.

Spesso il primo sintomo di cui ci si lamenta con il terapeuta è che la propria vita sessuale non funziona, che c'è una caduta del desiderio; ma ciò è solo una conseguenza della crisi in atto non certo estraneo a ciò che sta accadendo nella relazione.

Questi momenti di crisi sono passaggi delicati ma importanti perché si "fa storia" nella coppia, si comprende ciò che realmente è meglio per se stessi (separarsi o rilanciare il rapporto) e ripartire con nuove motivazioni per stare insieme solitamente più realistiche di quelle da cui inizialmente la coppia era partita. E' questo l'obiettivo di un lavoro di elaborazione per il cambiamento in cui ci si confronta con i limiti propri e dell'altro, guardando in faccia i problemi ed il loro portato emotivo.

Per concludere desidero ricordare il pensiero di Fromm il quale sosteneva che il vero amore è tipico di chi ha raggiunto un alto livello di maturità e per questo è possibile nella mezza età perché, egli ritiene, solo allora si avrà avuto modo di sviluppare appieno la propria personalità e si avrà compreso che:

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  1. l'amore maturo è quello capace di dare all'altro e quindi soprattutto di amare (più che pretendere di essere amato)
  2. lo scopo non è tanto quello di trovare la persona giusta, "ideale" ma imparare ad amarla, per come ne ha bisogno
  3. non confondere più l'esperienza dell'innamoramento con l'amore

Per quanto mi riguarda, ritengo che il mio lavoro di psicoterapeuta abbia avuto un esito positivo quando i due partner riusciranno a vedere l'altro per come realmente è, con tutti i limiti del caso, senza l'offuscamento di aspettative, sfruttamenti affettivi, idealizzazioni ecc., grazie al raggiungimento di un'autentica "indipendenza interna" che pone i due partner su un piano paritetico di confronto da cui si può tornare a progettare il futuro..

 

Bibliografia

  • Abraham G., Romé F., La scienza della coppia, ed. TEA Due 1995
  • Alberoni F., Innamoramento e amore, Garzanti 1979
  • Bonecchi Adalberto, La via dell'amore, Tranchida Editori 1989
  • Freni S., Maschile e femminile in psicoanalisi, relazione congressuale
  • Freud S., "Contributi alla psicologia della vita amorosa" in Opere , VI, Boringhieri 1974
  • Fromm Erich, L'arte d'amare, Il Saggiatore 1963
  • Scabini E., Psicologia sociale e della famiglia, Bollati Boringhieri 1995

 

Dott.ssa Marcella Dittrich, Psicologa, psicoterapeuta - Milano

 

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Tags: rapporto relazione coppia

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