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Dipendenza affettiva e relazione con narcisista (154513949962)

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le risposte dellespertoSorriso, 41

domanda

 

 

Buongiorno, non sapevo come definire il "settore"...così ho indicato altro.

Cercherò di essere breve. Sono sposata, e ho figli. Tempo fa il mio matrimonio attraversò una crisi profonda, entrambi fummo responsabili di quanto accadde. Tentammo una terapia di coppia, ma che non ebbe buon esisto. Mio marito si rifiutò di partecipare alle sedute, così intrapresi un percorso individuale. La terapia individuale durò qualche anno, nel corso della quale affrontai tutte le problematiche annesse alla mia infanzia.

Liti violente tra i miei genitori sin da quando ero bambina, attaccamento evitante da parte di madre, ambivalente da parte di padre, nel quale oggi ritrovo anche tratti narcisistici della personalità. Nel corso di questa crisi conobbi un uomo. Sembrava il principe azzurro, romantico, gentile, galante, incredibile, sembrava nemmeno potesse essere vero che esistesse un uomo così al mondo. Eppure era vero. Insomma, mi innamorai e sviluppai subito nei suoi confronti una dipendenza affettiva, riconosciuta immediatamente dalla mia terapeuta. Ma io imperterrita, vivevo i miei alti e bassi, dovuti a questa relazione, un incontro tra patologie, la mia dipendenza affettiva e il suo narcisismo. Grazie alle sedute con la mia terapeuta, e una serie di infinite letture, ho riscontrato in quest'uomo una personalità del narcisista covert.

La rispecchia in tutto e per tutto. Così anche nel modo di chiudere la relazione. Grazie anche alla mia psicologa, finalmente, trovai il coraggio di alzare la creta e fare le mie pretese, o meglio, davanti alle continue assenze di lui, mancanze di tempo, interesse e evidenti interessi verso altre... troncai il tutto liquidandolo con un messaggio piuttosto distaccato. In seguito al quel messaggio, senza parole, senza spiegazioni, senza nessuna possibile discussione, lui mi bloccò il numero di telefono, tutti i contatti facebook, le mail, tutto quanto. SO che è stato un bene, lo so nel profondo di me stessa, ma ci sono giorni, momenti in cui invece è così difficile, momenti in cui vorrei poter parlare con lui, almeno per chiarire, perché ricevere una porta sbattuta in faccia in questo modo fa davvero male.

E per assurdo, lo vorrei nonostante sia stata io per prima a troncare con un messaggio, ma ero davvero sfinita, ed avevo agito per rabbia, probabilmente non era quello che davvero avrei voluto fare. Ora vorrei solo avere giorno per giorno la forza di resistere alla tentazione, perché è un'ossessione, ogni giorno entro nella sua pagina facebook con un nuovo profilo per leggere cosa faccia, con la speranza di trovarci qualche lacrima per me, e puntualmente mi faccio del male, perché lui assolutamente non prova alcun tipo di empatia per me.

Anzi, si ritiene la vittima, nonostante la sofferenza che ho subito in tutto il nostro trascorso, una sofferenza che so benissimo di essermi anche autoinflitta, perseverando in una relazione che una persona che non avrebbe mai potuto darmi più di quanto mi desse, illudendomi che quel nulla potesse bastarmi, ma purché lui ci fosse, purché lui restasse, io esaltavo lui e nel contempo distruggevo me stessa, i miei desideri, i miei bisogni. E se tentavo di allontanarmi, lui trovava il modo di tornare in un modo che lo faceva apparire come una vittima, ed io la colpevole perché lo trascuravo, perché non tenevo conto dei suoi bisogni, perché non capivo che i suoi tempi erano tutto quanto lui potesse offrirmi e che i miei piagnistei erano solo inutili perdite di tempo e di vita.

Sminuiva tutto quanto io desiderassi, e se chiedevo tempo lui si scocciava, era chiaramente infastidito dalle mie richieste di attenzioni, pertanto cercavo di farle arrivare in modo molto velato. Perché non lo allontanassero. Questo fino a che sono esplosa, e appunto in quel messaggio, finsi, perché questo feci, finsi di troncare, cosa che in lui scatenò una serie di azioni volte a cancellarmi completamente dalla sua vita. Ora io sto abbastanza bene, ci sono momenti in cui mi sento triste e mi dispiace. Mi dispiace perché al di la di tutto gli volevo sinceramente bene.

Ora so con certezza che una relazione con un uomo simile non la vorrei nemmeno se in cambio mi venisse offerto il paradiso o la vita eterna. Grazie a questa chiusura ho rivalutato moltissimo mio marito, lui è sempre stato vero con me, lui mi ha sempre amata veramente, nonostante sapesse tutto. Non ha mai smesso di credere che un giorno io mi sarei ravveduta e avrei capito di aver sbagliato tutto. Non mi ha mai lasciata. E io so quanto devo a mio marito, è stato merito suo se io non ho fatto a pezzi la mia famiglia per qualcosa che esisteva solo nella mia mente. Ma talvolta, è ancora difficile, ancora devo litigare con me stessa per non leggerlo sui social, oggi, per caso su instagram ho visto che aveva riaperto il profilo.

E questa volta sono stata io a bloccarlo, ma con dei grandi sensi di colpa, nei suoi confronti. Perché nonostante tutto ancora lo giustifico, ancora penso, poverino, non è colpa sua, io so di averlo fatto soffrire, questo lo so per certo. Ero quella che più di tutti, riusciva ad esaltare il suo ego, la sola rimasta, ed ora non ha più nessuno. Lui ha quasi cinquant'anni, so che non cambierà mai, ma non riesco a fare a meno di dispiacermi, è una persona molto intelligente, e così tanta intelligenza sprecata in una vita priva di qualsiasi sentimento di amore sincero, è una vita che io non vorrei mai e che non auguro a nessuno.

Oggi sono felice che sia finita, ma vorrei riuscire anche a smettere questi pensieri che mi riportano inevitabilmente da lui, vorrei cancellarlo, cancellarne il ricordo, così che il mi pensiero non tornasse più li, perché ogni volta che ci torna fa male e sembra che io, qualunque cosa faccia, non riesca a smettere di pensarlo. grazie per qualsiasi aiuto.

 


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risposta

 

 

Gent.le sorriso,

Ho letto la sua storia, ciò che lei ha vissuto all’interno della sua famiglia d’origine e all’interno della sua famiglia acquisita. Per ciò che riguarda la famiglia di origine, capisco la sua sofferenza nell’essere stata coinvolta dai problemi di coppia dei suoi genitori. Da bambina avrà portato un peso grande nel non sentirsi vista nei suoi bisogni poiché mamma e papà erano troppo impegnati a litigare, senza poter riconoscere le sue esigenze, con un attaccamento ambivalente- evitante da parte di entrambe le figure di riferimento. Cara sig.ra è evidente anche la ambivalenza che anch’essa prova verso suo marito.

Lo vuole lasciare da una parte, ma dall’altra  è l’unico ad averla amata. Solo lei conosce la verità. Se ritiene di essere amata da quest’uomo può anche ritornare con lui,  ma la cosa più importante è che lei possa imparare a gestire il suo rapporto con quest’uomo, non sentendosi più debole di lui o come se senza di lui, lei non vale niente come donna, come moglie e come madre. La sua richiesta di dimenticarlo come se non fosse mai esistito questo suo matrimonio, mi sembra una realtà impossibile.

È un’esperienza che lei ha fatto nella sua vita e che dovrebbe accettare serenamente, cercando di comprendere cosa vuole da se stessa, quali sono i suoi bisogni e desideri e se veramente si è mai lasciata con questo uomo. Se soffre di dipendenza affettiva, è meglio che possa continuare il suo percorso di Psicoterapia per imparare ad apprezzarsi come persona, a rivalutare le sue capacità e a vivere l’altro non come qualcuno su cui appoggiarsi o aggrapparsi, ma come qualcuno con cui camminare di pari passo senza sentire l’altro più forte. Le auguro che lei possa superare questo conflitto presente nel suo cuore  , riuscendo a riconoscere ciò che desidera ed i sentimenti di amore che prova.

Cordiali saluti

 

Pubblicato il 20/12/2018

 

A cura della Dottoressa Iolanda Lo Bue

 


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Tags: consulenza online gratuita dipendenza affettiva

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