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Chiara , 48 anni

E' difficile descrivere in sintesi ciò che mi sta accadendo, e credo che non sarà neppure semplice dare un opinione, ma ho bisogno di aiuto. Dei miei 48 anni di esistenza non ricordo momento più difficile, mi sento spaccata a metà.

Dopo diversi anni di malessere, sette mesi fa ho iniziato una psicoterapia, l'ho fatto credendo che la mia ansia, le mie paure, le mie crisi di pianto fossero la causa del deterioramento del rapporto con mio marito.

La nostra é stata una fusione totale ed esclusiva, abbiamo condiviso tutto, 24 ore su 24 sempre insieme per 20 anni, niente figli per scelta, pochissimi amici, parenti lontani.

Il lavoro era il nostro grande progetto, abbandonato quello per un'attività meno stressante (un homework) ci siamo resi conto di avere interessi e desideri inconciliabili, eccetto quello di voler invecchiare insieme. Impossibile ritagliarci un proprio spazio, gliene ho parlato tante volte, ma lui senza di me si sente mutilato.

Lo amo, non voglio lasciarlo, gli farei del male, lui dice che sono tutta la sua vita, ma la nostra é diventata una vita spenta, sembra giunta ad un punto morto.

Vado in analisi. La diagnosi é nevrosi funzionale, e affonda le sue radici lontano nel tempo: molestie sessuali subite ripetutamente durante l'infanzia.

Il mostro é mio padre. Una ferita sempre aperta. Risultato: libido inibita, autocensura della sessualità. Del mostro, mio marito ha sempre saputo, e ha sempre correlato a ciò il mio scarso appetito sessuale, in termini di frequenza. A questo mio problema di fondo, poi se n'é aggiunto un'altro: 10 anni fa mio marito é stato colpito da una patologia del pene, che ne ha compromesso progressivamente l'erezione ma non l'eiaculazione, terapie inefficaci, operazione sconsigliata.

Ho fatto di tutto affinché non lo vivesse come un dramma, e ci sono riuscita dissimulando. I nostri rapporti sessuali sono sempre stati appaganti per lui, per me sempre meno fino a diventare dolorosi fisicamente e psichicamente: fare l'amore con lui solo per il suo bene contro la mia volontà per la mia psiche significa rievocare il fantasma.

Ma questo non glielo dirò mai, gli voglio troppo bene. L'analisi mi ha dato consapevolezza di tutto ciò, ma una metà di me avrebbe voluto non averla mai fatta perché ora vivo in un tormento.

Tutto é accaduto per un sogno, un sogno erotico, mi sveglio urlando, ho avuto un'orgasmo vero: una sensazione così potente non l'ho mai provata in vita mia...mi appare l'uomo del sogno: l'analista!

Da quel momento in poi l'individuo che prima vedevo come analista-prete é diventato l'oggetto di un desiderio prepotente che mi occupa incessantemente la mente. Mi sembra assurdo perché, nonostante sia ingabbiata, ricevo attenzioni da uomini ben più attraenti.

Mi documento e scopro che ciò che mi accade può essere la manifestazione del transfert, quindi illussorio penso, intanto la mia fantasia escogita mille modi per sedurlo, ma non ne metto in pratica neanche uno, mi autocensuro e decido di essere sincera e rispettosa.

In seduta, gli dico subito che il transfert ha funzionato, gli racconto il sogno, sorride compiaciuto, mi chiede chi é l'uomo, rispondo "lei", rimane palesemente sorpreso (ma sostiene il contrario), si prende tempo per riflettere. Appuntamento dopo 15 giorni (io non potevo prima).

Intanto, io mi sento diversa, il mondo mi appare sotto una luce nuova, mi sento viva. Gli altri si accorgono del mio cambiamento, positivo per tutti tranne che per mio marito.

Non ha torto, con lui sono distaccata e inizio ad uscire con le amiche, cosa mai fatta prima, diventa sospettoso e inizia a controllarmi anche l'aria che respiro.

Arriva il giorno della seduta, ci vado col cuore in gola, vorrei interrompere per abbattere il muro dell'etica professionale: se smetto di essere una paziente, potrà vedermi come donna, ma non ho il coraggio di dirglielo. Gli chiedo di aiutarmi a risolvere il transfert perché l'uomo del sogno é diventato un pensiero ossessivo.

Il suo atteggiamento é cambiato: é neutrale, evita il mio sguardo. Mi risponde che quello che mi é accaduto non é la manifestazione di un transfert, ma un sentimento naturale che accade tra un uomo e una donna adulti, e poiché non é patologia lui non può fare nulla.

Gli esprimo, allora, la volontà di interrompere l'analisi e gli chiedo di segnalarmi un altro psicoanlista. Si dichiara d'accordo sull'interruzione giacché rileva un netto miglioramento dei sintomi, si complimenta con me per la rapidità del risultato raggiunto, e non ritiene necessario segnalarmi un collega.

Con grande imbarazzo cerco di capire se in qualche modo lui ha provocato questo sentimento, ma non mi dà appigli. E conclude: "Signora, lei é una donna ancora giovane per la sua età ed é molto intelligente, per il suo squilibrio psichico le suggerisco di farsi un amante". "(!)" Gli auguro buone vacanze senza un arrivederci, e chiudo qui.

Sono trascorsi tre mesi, non riesco a togliermelo dalla testa, sogno ad occhi aperti di incontrarlo ovunque io vada.

Ad occhi chiusi, invece, é tornato il vecchio inquietante sogno: un uomo che non riesce a penetrarmi. Con mio marito mi sento spaccata a metà: un giorno mi appare il mio carceriere, il giorno dopo un cucciolo abbandonato. Un giorno scateno l'inferno, il giorno dopo lo spengo . Vorrei fuggire restando; Sono sempre stata una moglie fedele ma ora con l'immaginazione lo tradisco, e io vorrei vivere nella realtà.

L'ansia non mi attanaglia più, ma non sono sicura di essermi liberata dalla nevrosi: un senso di vertigine incessantemente mi accompagna come un'ombra. Ed ecco il mio quesito: il mio é un caso di transfert irrisolto o una passione naturale? e se é un transfert irrisolto, da chi farmi aiutare a risolverlo? dallo stesso analista o da un altro? La prego, mi risponda.

Infinite grazie Chiara.

 

 


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Carissima Chiara, forse questa domanda non può avere una risposta precisa, in quanto solo all'interno della relazione paziente-terapeuta si può dare un senso a quel che succede. Sicuramente sarebbe bene chiedere al tuo analista un incontro o più incontri per chiarire dentro di te questo dubbio. Il transfert, comunque, implica sentimenti d'innamoramento e di coinvolgimento che difficilmente si distinguono da quelli che nascono nelle relazioni sentimentali e di solito è un buono stimolo di riflessione e crescita per la persona.

E' chiaro che il rapporto con un uomo attento e disponibile, protettivo e sensibile ai tuoi discorsi, (proprio in quanto analista, quindi modello nuovo e positivo) in una donna che ha vissuto le tue esperienze di vita può aver scatenato un impatto emotivo forte e difficile da gestire. Chiedi a lui di aiutarti ad elaborarlo e superarlo.

 

 


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Tags: transfert controtransfert

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