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I Test Psicologici

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Come capire cosa si ha e da chi psicologo rivolgersi specializzato nella questione (1487712065450)

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on . Postato in Depressione | Letto 563 volte

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Jep gambardella, 28le risposte dellesperto

 

domanda

 

Salve,


Ringrazio anticipatamente tutti i professionisti che mi risponderanno. Cercherò di essere breve ma più preciso possibile. Oggi ho 28 anni. Vivo uno stato di indifferenza! Non provo più stimoli! Mi sento come se non apparterei più alla vita! Come se la vita mi vivrebbe e non l'opposto!

Mi sento solo e sento che da solo non riuscirei più a fare nulla! Sento il bisogno di qualcuno che mi stia addosso e che mi aiuti nel raggiungimento dei miei obiettivi! Cosa che prima non mi è mai accaduta.

Anzi ho sempre lottato da solo in prima linea sacrificandomi per raggiungere i miei obiettivi ed mi sentivo un grande per questo. In questo ultimo periodo Fumo in modo nervoso (anche 10 sigarette in un ora) finché non mi vengono i conati. Mangio in modo nervoso e convulsivo altalenino. Ora peso 110 kg x 1,80.

La mia forbice di peso e 90 kg - 120 kg che cambia in 1/2 mesi! Poi ad un punto decidevo di mettermi a dieta, carne bianca e verdure varie senza schifezze per settimane!Lavoro da 8 anni in azienda con orario turnista (mattine,pomeriggi,notti, domenica e festivi).

Nelle more mi sono iscritto all università ed ho concluso la laurea magistrale a 25 anni.Tra tirocini e abilitazione ora esercito anche attività di studio.La mia infanzia non è stata bellissima!
Mio padre (padre padrone) legatissimo alla madre e a suo fratello.

Mia madre (vittima) che non sapeva gestire e spesso ci caricava di tensione e sfoghi a me e mio fratello. Educazione rigida e ovattata da una campana di vetro. Noi eravamo i giusti e tutto il mondo era sbagliato. Non avevo amici , non sapevo relazionarmi ed mi sentivo sempre inferiore. Quando i miei litigavano e arrivavano alle mani, io li dividevo.

Mi ricordo, che a 16 anni, mi promisi di abbandonare più presto possibile questa casa! Appena raggiunta la maturità economica a 23 anni comprai casa. A 24 dopo ennessime discussioni tra i miei e anche nei mie confronti abbandonai tutti e andai a vivere da solo. Lontano 30 km da casa e dal quel quartiere che non avevo mai frequentato.

Non è stata facile ma stavo bene! Quella pace e tranquillità che non avevo mai vissuto! Sono stato fidanzato 2 anni con una ragazza conosciuta qualche mese prima che andavo a vivere da solo.
Ho dato tutto me stesso in questa relazione nonostante abitasse a quasi 70 km dalla mia nuova casa!

Ricordo che al ritorno crollavo spesso e mi fermavo nelle aree di sosta a dormire! Ricordo le ore intere che l'aspettavo fuori il suo posto di lavoro! Ricordo che nonostante dessi tutto da piccoli e grandi cose io venivo sempre dopo tutto! Perfino del cane!

Alla fine tra tante discussioni mi ha lasciato! È passato un anno e 4 mesi e ogni giorno ho dei flash back che mi ricordano tante scene! All'inizio ho reagito portandomi a letto più ragazze che potevo ma mi accorgevo che non era la stessa cosa anzi la cosa mi ha scocciato! Ho deciso di mettere in vendita casa mia perché mi da brutte sensazioni!

Mi ricorda la solitudine di quando vivevo da solo e i ricordi di quando stavo con la mia ex! La cosa strana è che io vorrei ricomprare casa nella sua stessa città (la sua è una città turistica con il mare e tante bellezze anche mondane ) ma allo stesso tempo ho paura perché non vorrei rivederla! Cosa impossibile! Io sento di essere maturato, di aver capito i miei errori e di aver capito che non era la ragazza per me! La mia esperienza di abitare da solo è durata 8 mesi e sono tornato a casa mia solo per pressioni familiari!

Ora non esco, non ho stimoli, mi muovo solo per lavoro. Rivivo con i miei perché ormai li ho accettati per quello che sono. Vorrei trovare la forza di cambiare pagine ma non ce l'ho! Scusatemi se forse non sono stato chiaro ma per me è difficile scriverlo come parlarne ma so di avere qualche problema e vorrei guarire.

 

 

 


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risposta

 

 

Gentile utente,


Il suo sfogo, sincero e denso di informazione, fa pensare al bisogno di poter raccontare e rivivere eventi della sua vita che hanno segnato profondamente la sua esistenza.

Per capire cosa si ha bisogna analizzare in profondità le proprie problematiche e venire al nocciolo della questione. Spesso ci si riesce attraverso una psicoterapia, altre volte tramite dei percorsi di meditazione, L importante e provare a stare meglio ed attivarmi per ottenere un cambiamento.

La sua vita ha subito carri svolte, che sicuramente avranno avuto degli effetti si di lei sia nel pesce termite che alla lunga, sarebbe importante che lei, attraverso un percorso di analisi potesse capire quali desideri e quali conseguenze tutto questa attiva.

Per la richiesta sul tipo di professionista a cui rivolgersi è consigliabile capire quale orientamento sente più affine alla sua persona. Per fornirle una panoramica le posso ricordare che dopo la laurea magistrale in psicologia, L abilitazione all albo degli psicologici della propria regione,  uno psicoterapeuta effettua un percorso ( o più) di specializzazione quadriennale in psicoterapia.

La società italiana di psicoanalisi ha un orientamento freudiano, la classica psicoanalisi sul lettino che si effettua più volte a settimana. Poi ci sono gli orientamenti affini, le scuole di psicoterapie dinamiche, che hanno come riferimento principale la scoperta dell inconscio e la rielaborazione dei vissuti passati.

Ma non ci sono solo questo indirizzo, esistono i sistemici ( terapia della famiglia) i cognitivi, la psicoterapia adleriana, bioenergetica, ericksoniana...e molti altri, quello che è fondamentale e documentarsi, verificare la professionalità dello specialista e valutare la relazione terapeutica che di stabilisce.

Alcune persone di trovano meglio con un tipo di orientamento piuttosto che con un altro, è una questione individuale e soggettiva, L importante è non scoraggiarsi e cercare ciò che sente le fa bene. Guarire e risolvere le proprie questioni è possibile.

 

 

 

A cura della Dottoressa Luisa Bonomi

 

 

Pubblicato in data 20/03/2017

 

 

 

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Tags: depressione

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