Pubblicità

Droghe, traumi e malattie psicologiche (163056)

0
condivisioni

on . Postato in Dipendenze e Abusi | Letto 1157 volte

1 1 1 1 1 Votazione 0.00 (0 Voti)

Mario, 30

Gentile Dottoressa,
mi chiamo Mario ho 30 anni ed ho un dubbio che mi perseguita. Sono di buona famiglia, non ho mai avuto problemi economici, ma ho incontrato una serie di acciacchi durante il mio percorso. Intorno ai miei 18 anni ho utilizzato droghe leggere e per una singola settimana, dopo una delusione amorosa anche alcune droghe pesanti di svariato tipo in una vacanza "per dimenticare" ad Ibiza. Da quell'età ad ora ho avuto dei traumi, ho perso prima mio nonno paterno che mi ha cresciuto in infanzia, poi mia nonna materna che viveva con noi ed anche lei un punto di riferimento della mia adolescenza ed in fine mia madre un anno e mezzo fa. Ora sono in cura da uno psichiatra, un ex collega di mia madre, che mi ha diagnosticato attacchi di panico e sono sotto cura preventiva con l'Haldol (in quantità lievi) per più episodi di manie persecutorie dovuti al troppo stress avuti in passato. Oggi il psichiatra mi ha chiesto se avessi fatto usi di "pasticche" o altre droghe pesanti in passato ed io non ho avuto coraggio di dirgli di si. Sono passati circa 10 anni da quando successe ed ora questo dubbio mi perseguita. Spero possiate chiarirmi questa questione. Grazie.

 


consulenza psicologica

Vuoi richiedere una consulenza gratuita online ai nostri Esperti?
Clicca qui e segui le istruzioni. Ti risponderemo al piu' presto!

 

Pubblicità

 

 



Caro Mario,
se non capisco male il dubbio che lei ha, si riferisce al legame fra il suo malessere attuale e l'uso di droghe, avvenuto 10 anni fa. Il fatto che il suo psichiatra le abbia formulato questa domanda, non significa che vi sia necessariamente un legame. Teniamo conto che ogni persona ha una reazione tutta sua ai farmaci, alle droghe e agli eventi. In linea generale le sostanze hanno il potere di agire anche a lungo termine, ma nel suo caso c'è stato un uso e abuso molto ristretto nel tempo, per pensare che vi sia stato un legame a così lunga gittata. Talvolta capita che l'uso di droghe scatena dei disturbi emotivi sottostanti, sveli problematiche e insicurezze fino ad allora rimaste nascoste, che poi permangono anche se non viene più utilizzata alcuna sostanza. Ma da quanto dice, mi sembra non sia questo il suo caso. Il suo malessere, sembra invece chiaramente e anche ben riconosciuto da lei, derivato dai tanti lutti, ma soprattutto dalla perdita di sua madre, che ha scatenato una serie di paure e angosce importanti. E' però importante valutare questa condotta (l'uso di sostanze) e il suo psichiatra giustamente glielo ha chiesto. E' importante prendere nota di tutti i suoi modi di reagire di fronte allo stress e all'abbandono. In quel caso (in vacanza ad Ibiza), lei ha abusato per dimenticare la perdita della relazione. Per cui è importante prendere in considerazione il fatto che lei potrebbe essere nuovamente predisposto a questa condotta. Predisposto, non significa che lo farà, ma che potrebbe farlo. Penso ci siano vari fattori da valutare del suo mondo interno e di quello esterno, per fare un bilancio delle risorse e delle fragilità, per mettere a punto un piano di intervento più appropriato possibile. Mi chiedo invece perché mai abbia negato al suo psichiatro tale uso e perché non si fida di lui. Perché questa domanda non l'ha fatta a lui/lei? Che paura ha? Sembra quasi che debba mantenere una "buona immagine" di fronte a lui o lei. Intanto avere una buona immagine non significa essersi comportanti sempre in modo ineccepibile, anzi gli errori aiutano proprio a comprendere cosa è più corretto per noi. Inoltre, il suo curante non è un giudice, bensì un esperto che le offre la sua competenza per aiutarla. Questo suo timore quindi mi sembra che vada al di là della realtà. Mi chiedo se non sia legato in qualche modo a sua madre e al fatto che lo psichiatra sia un suo collega. Mi chiedo anche che tipo di rapporto avesse con sua madre e in che modo è morta, come vi siete lasciati, ecc. Sono solo piccoli spunti, ma soprattutto il suggerimento a prendere in considerazione l'ipotesi di lavorare anche su queste tematiche, che insieme ai farmaci ottimizzino il suo processo di guarigione. Mi sembra, che nel suo caso Mario, non è tanto importante la sua condotta passata, quanto il giudizio che lei offre a sé stesso e che la ostacola nel processo di cura e di fiducia.

 

(Risponde la Dott.ssa Sabrina Costantini )

 

Pubblicato in data 29/08/2013

 


Scrivi articoli di psicologia e psicoterapia e ti piacerebbe vederli pubblicati su Psiconline?
per sapere come fare, Clicca qui subito!

Ti è piaciuto l'articolo che hai appena letto e vuoi essere informato sulle novità che vengono pubblicate su Psiconline.it?
Iscriviti alle nostre newsletter settimanali per essere in continuo contatto con la psicologia!

Scegli come ricevere la newsletter:
I agree with the Privacy e Termini di Utilizzo
 
Pubblicità
Stai cercando un pubblico specifico interessato alle tue iniziative nel campo della psicologia?
Sei nel posto giusto.
Attiva una campagna pubblicitaria su Psiconline
logo psicologi italiani
Corsi, Stage, Informazioni per formare e far crescere i Professionisti della Psicologia Logo PSIConline formazione

 

 

 

0
condivisioni

Guarda anche...

Pubblicità

Pubblicità

I Sondaggi di Psiconline

Cosa ne pensi delle Tecniche di Rilassamento e della Meditazione?

Pubblicità

Le Risposte dell'Esperto

Pensiero ossessivo (1624140870…

Fabio, 34 anni     Gentile Dottoressa/Dottore! Mi chiamo Fabio e 5 anni fà ho commesso un errore di tipo erotico.Ho cominciato a scambiare dei...

Problemi con marito [162342796…

Viola, 38 anni     Buongiorno, avrei bisogno di un consulto per dei problemi con mio marito.Mio marito è molto irascibile ma oltre a urlare no...

Ansia e paura nella guida [162…

Clarissa, 22 anni       Salve, vi scrivo perchè da un paio di mesi sto facendo le guide in autoscuola ma la sto vivendo un po' male...

Area Professionale

La trasmissione intergenerazio…

Modificazioni epigenetiche nei figli di sopravvissuti all’Olocausto I figli di persone traumatizzate hanno un rischio maggiore di sviluppare il disturbo post-t...

Il Protocollo CNOP-MIUR e gli …

di Catello Parmentola CNOP e MIUR hanno firmato nel 2020 un Protocollo d'intesa per il supporto psicologico nelle istituzioni scolastiche. Evento molto positiv...

Come gestire il transfert nega…

Per non soccombere alle proiezioni negative del transfert, lo psicoterapeuta deve conoscere con convinzione ciò che appartiene alla psiche del paziente e ciò ch...

Le parole della Psicologia

Ecolalia

L'ecolalia è un disturbo del linguaggio che consiste nel ripetere involontariamente, come un'eco, parole o frasi pronunciate da altre persone Si osserva, come ...

Sexting

Il termine "sexting" letteralmente deriva dalla fusione di due parole inglesi "sex" (sesso) e "texting" (inviare messaggi). Il "sesso virtuale", traduzione ita...

Efferenza

Il termine “efferenza” si riferisce alle fibre o vie nervose che conducono in una determinata direzione i potenziali di riposo e di azione provenienti da uno sp...

News Letters

0
condivisioni