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Spersonalizzazione (004408)

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on . Postato in Lavoro | Letto 621 volte

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Maggiorana, 35 anni

Mi occupo di informatica ed era un lavoro che adoravo, ora purtroppo mi interfaccio da un anno con persone nuove, all'inizio tutto andava bene. Di solito sono molto in armonia con le persone. Ma ora mi ritrovo con livelli gerarchici superiori ai miei, e devo subire vere e proprie angherie. Negazione di situazioni anche davanti a documenti scritti. Rimproveri urla e strepiti anche in presenza di altre persone.

Ogni cosa anche la piu' semplice che c'è da fare diventa sempre e comunque per me estremamente conplessa e difficile per delle vere e proprie follie che questi signori pretendono.
Morale odio odio questo lavoro e non mi riconosco piu' in quello che oggi sono. Mi alzo la mattina svuotato con l'angoscia di venire al lavoro, al solo sentire il telefono squillare mi sale la rabbia ed un continuo senso di rivalsa per non dire vendetta. Mi da fastidio relazionarmi con queste persone che giudico inette ed incompetenti. Non so piu' che fare so solamente che mi si spegne il sorriso in volto e le settimane si succedono in una lenta agonia. Non vado piu' neanche a prendere il caffè con i colleghi e mi sto chiudendo in me stesso. Certo inzio a prendere coscienza che questo è una vera e propria azione di mobbing. Ma che posso fare? ribellarmi e fare causa? e poi come manterrei la mia famiglia. Potete darmi qualche consiglio per affrontare questo brutto momento.

 

 


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Capita spesso di relazionarsi in ambito lavorativo in maniera assolutamente inadeguata rispetto ai propri bisogni e modi di interpretrare la vita.
L'errore più grande e più comune in queste occasioni è quello di mettere la cosa sul piano morale senza porre dei paletti e lasciandosi invadere dal malessere. Occorre invece considerarlo solo un brutto periodo con dei tempi non sempre brevi di decantazione, ma che spesso si risolve. L'impellenza è di farsi coinvolgere il meno possibile sul piano personale e di mantenere la mente lucida per trovare delle valide alternative. Bisogna cioè contenere l'emotività e far subentrare la razionalità e la freddezza, supporti indispensabili per trovare una soluzione.

( risponde la dott.ssa Lucia Daniela Bosa )


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