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Rifiuto scuola (143990)

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Lina 33

Buongiorno, il mio nipotino di 6 anni e mezzo da circa un mesetto, ma non tutte le mattine, piange a dirotto nel momento del distacco casa/scuola e pure durante l'orario scolastico. Riferisce di compagni di scuola che l'avrebbero sbeffeggiato più volte. Il bambino ha un ottimo rendimento scolastico e nel periodo della scuola materna non ha mai avuto problemi di distacco dalle figure genitoriali. In contemporanea a questi eventi accusa malessere, mal di pancia e arrossamenti nella zona perianale per i quali gli accertamenti medici non hanno condotto a patologie. Un giorno mi scrisse le seguenti frasi su un foglio: il papà è andato al lavoro ma si è dimenticato che l'azienda era chiusa, la mammma si è dimenticata di andare al lavoro, il cane "Macchia" non sopporta di stare a casa, se il pino non è sicuro muoriamo tutti ma un cane muore a un certo punto. Le ultime due frasi potrebbero essere giustificate dal fatto che il padre svolge un'attività saltuaria di giardiniere e il bimbo ha visto di recente morire il cane di un condomino, che tra l'altro era compagno di gioco del suo cane. La mia domanda è la seguente: il bambino può aver subito un trauma avendo visto accasciarsi il cane e aver provato per la prima volta il distacco. E' vero che i bambini non percepiscono la morte a questa età? Grazie

Salve, è vero che i bambini non comprendono tutte le implicazioni legate all'evento della morte, come un adulto, ma sentono e soffrono a livello profondo del distacco dalle persone, o anche dagli animali, a cui volevano bene e si sentivano in qualche modo legati affettivamente. Ma al di là delle possibili cause dei comportamenti di malessere, è da ripristinare con lui un rapporto di rassicurazione e di accettazione profonda dei suoi vissuti entrando in un dialogo più attento alle sue emozioni e agli stati d'animo del momento. I bambini sono molto sensibili a tutti gli avvenimenti che accadono intorno a loro, e pur nella loro evoluzione e crescita continua, possono vivere momenti regressivi e di chiusura, con varie manifestazioni psicosomatiche, e quando hanno la possibilità di esternare quello che provano, in un dialogo aperto e sincero, sicuramente si sentono meglio e in grado di superare ogni avversità con uno stato d'animo appropriato.

(Risponde il Dott. Renato Vignati)

Pubblicato in data 24/08/2010
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