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Omosessualità (30/03/2015)

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on . Postato in Sessualità | Letto 96 volte

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Roberto, 41

La mia Storia: La mia storia è molto contorta e vorrei sapere se è il caso di intraprendere un percorso di terapia cognitivo comportamentale o di psicodinamica.
Dall'età di 5 anni (forse 4) ho avuto i miei primi "rapporti" con coetanei maschi, era semplicemente lo strusciarsi tra corpi con o senza vestiti.
Non capivo cosa stessi facendo però lo facevo. Così è stato a tempi alterni ovviamente fino ai 7 anni. Una volta lo feci anche con una coetanea femmina e mi piacque.
Cambiando zona cambiai amici e tutto quello che era successo me lo dimenticai subito, ricordo solo che tra gli 8 e i 10 anni mentre andavo a scuola fissavo i ragazzi molto grandi ma non capivo il perchè, ero quasi imbambolato. Fino a che verso gli 11 anni iniziai con le prime masturbazioni e i primi pensieri verso i compagni di classe.
Le solite cose che si fanno da ragazzini, ricordo che mio padre aveva dei giornalini porno nascosti (etero) che guardavo con interesse morboso.
A quell'età capii che ero diverso dagli altri e mi chiusi più di quello ero, sono sempre stato timido. Lo diventai ancora di più.
Saltuariamente fino ai 18 anni mi masturbavo con mio cugino sempre con piacere ma dopo subentrava la vergogna.
Ho avuto una seconda occasione con una compagna ma è stata anch'essa un occasione solo di toccamenti. Non avevo molti amici, anzi quasi nulla, i migliori amici erano i compagni di classe dove nonostante non fossi molto ferrato per lo studio, ci andavo volentieri appunto per loro.
Con le ragazze mi trovavo molto bene ed erano loro ad avvicinarsi a me, ma le consideravo solo amiche.
Non provavo attrazione fisica come quella che provavo per i ragazzi però se vedevo una ragazza bella rimanevo a bocca aperta e non ci riuscivo a parlare.
Premesso tutto questo all'età di 21 anni finalmente ho avuto i primi rapporti completi con ragazzi gay, ho sempre avuto il ruolo di attivo. Il ruolo di passivo mi fa letteralmente schifo. Ogni volta che ho avuto e che ho un rapporto con un uomo alla fine del rapporto anche se appagante mi ritrovavo prima con un senso di colpa e negli ultimi anni con un vuoto interiore. Le donne anche belle, per quel poco che capivo se ci stessero provando con me, mi facevano paura. Si paura.
Non so di cosa, ma ho sempre pensato che la donna non deve essere violata nell'intimità perchè forse il sesso con lei l'ho sempre paragonato a quello dei video hard. Infatti nei video se vedo una donna che fa sesso mi fa star male per lei, mi da fastidio tutta questa volgarità gratuita che rappresenta, mentre per l'uomo non mi da fastidio.
Ora alla mia età guardo indistintamente uomini e donne. Se però guardando l'uomo mi scattano fantasie sessuali, nella donna invece vedo la tenerezza, la famiglia, la serenità. Se una donna come è capitato di recente mi provoca pesantemente, io divento timidissimo e scappo, fuggo, cambio discorso, mi imbarazzo troppo.
Volevo anche dire che fino a pochi anni fa frequentavo molto i locali gay ma non mi sono mai piaciuti perchè troppo improntati sul sesso facile anche al loro interno.
Certo li ho usati anche come valvola di sfogo. Storie serie con uomini? poche anzi pochissime, perchè finivano per la mia smania di avere una storia d'amore come quelle etero, cosa molto rara negli ambienti gay. Oggi ho questo dubbio, sto frequentando solo locali etero e mi sento troppo sereno e divertito tra gente etero, ho delle amicizie durature che mi sono attaccato morbosamente cosa che non succedeva tra i gay in  quanto li c'è troppa superficialità e poca durata, si parla troppo di sesso.
Mi piacerebbe provare una relazione o almeno del sesso con una donna ma ho tanta paura. Ancora una volta scappo.
Ho anche paura che se dovesse piacermi no mi perdonerei mai di aver passato 20 anni della mia vita tra gay e locali gay.
Cosa posso fare? avete suggerimenti in merito? sono bisex, etero o sono solo un gay con molti problemi? Grazie

 


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Caro Roberto, dal racconto si evince che oltre ad avere ben presente la tua omosessualità hai necessita di capire se ciò è quello che fa parte del tuo orientamento sessuale o se invece hai anche attrazioni eterosessuali.
La domanda che poni quale tipo di terapia seguire io ti consiglio quella psicodinamica rispetto alla comportamentale poiché può andare più al profondo dei tuoi pensieri più che hai comportamenti.Una terapia anche se dovevi intraprendila prima è molto consigliata per il vivere sereno.

Auguri


(Risponde il Dott. Sergio Puggeli)

Pubblicato in data 30/03/2015

 

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