Pubblicità

Alta pressione e rischio di demenza nelle donne

0
condivisioni

on . Postato in News di psicologia | Letto 1521 volte

5 1 1 1 1 1 Votazione 5.00 (2 Voti)

L’alta pressione sanguigna nelle donne di mezza età aumenta le probabilità di sviluppare la demenza successivamente.

alta pressione demenzaSecondo un nuovo studio, le donne che hanno un’alta pressione sanguigna intorno ai 40 anni possono avere maggiori probabilità di sviluppare la demenza anni dopo.

"L'alta pressione sanguigna nella mezza età è un noto fattore di rischio per la demenza; questi risultati possono infatti aiutarci a comprendere meglio quando questa associazione ha inizio, come i cambiamenti nella pressione sanguigna influenzino il rischio di sviluppare la demenza e quali sono le differenze principali tra uomini e donne" riporta Rachel A. Whitmer, Ph.D., della Divisione Kaiser Permanente di Ricerca ad Oakland, California.

Lo studio ha coinvolto 7.238 persone che facevano parte del sistema sanitario di Kaiser Permanente Northern California.

Tutti i partecipanti erano soggetti a controlli della pressione sanguigna e ad altri test che sono stati eseguiti dal 1964 al 1973, intorno ad un'età media di 33 anni, ed eseguiti nuovamente intorno ai 44 anni.

In circa il 22% dei partecipanti si è potuto riscontrare che essi sviluppavano un’ elevata pressione sanguigna verso i 30 anni (il 31% uomini - 14% erano donne). Intorno ai 40 anni, invece, il 22%  del campione, in generale, presentava un’ alta pressione (25% uomini - 18% donne).

Pubblicità

I ricercatori hanno poi identificato 5.646 partecipanti ancora in vita e facenti parte del sistema Kaiser Permanente nel 1996 e li hanno seguiti per una media di 15 anni per vedere chi tra di loro aveva sviluppato la demenza.

Durante questo periodo, a 532 soggetti partecipanti dello studio, è stata fatta una diagnosi di demenza.

Non è stato possibile associare il fattore di rischio “alta pressione” ad un aumento della probabilità di sviluppare la demenza negli anni successivi.

Tuttavia, è stato riscontrato che le donne che a 40 anni presentavano un'alta pressione sanguigna, nel 65% dei casi aumentava il rischio di sviluppare demenza. Inoltre, secondo i risultati dello studio, per il 73%  delle partecipanti con una pressione alta intorno i loro 40 anni, vi erano più probabilità di sviluppare la demenza rispetto alle donne che avevano avuto una pressione stabile e normale, durante i loro 30 e 40 anni.

I risultati sono stati gli stessi anche quando i ricercatori hanno considerato altri fattori che avrebbero potuto influenzare il rischio di sviluppare la demenza, come il fumo, il diabete e l'indice di massa corporea.

"Anche se l'alta pressione sanguigna era più commune negli uomini, non è stata, però, trovata alcuna prova che l'alta pressione sanguigna a 30 o 40 anni aumentasse il rischio di demenza per gli uomini", ha riferito Whitmer. "Sono necessarie quindi ulteriori ricerche per identificare le possibili vie sesso-specifiche attraverso cui l'elevata pressione sanguigna accelera l'invecchiamento del cervello".

Lo studio è stato pubblicato in Neurology, la rivista medica dell'Accademia Americana di Neurologia.

 

Tratto da PsichCentral

(Traduzione e adattamento a cura della Dottoressa Emanuela Torrente)

 

Ti è piaciuto l'articolo che hai appena letto e vuoi essere informato sulle novità che vengono pubblicate su Psiconline.it?
Iscriviti alle nostre newsletter settimanali per essere in continuo contatto con la psicologia!

Scegli come ricevere la newsletter:
I agree with the Privacy e Termini di Utilizzo
 
Pubblicità
Vuoi conoscere il nome di uno psicologo e/o psicoterapeuta
che lavora nella tua città o nella tua regione?
Cercalo subito su

logo psicologi italiani
Corsi, Stage, Informazioni per formare e far crescere i Professionisti della Psicologia
Logo PSIConline formazione

 

 

Tags: donne demenza news di psicologia

0
condivisioni

Guarda anche...

Le parole della Psicologia

Afefobia

L’afefobia è una fobia specifica che si concretizza con il disagio e la paura ingiustificate e persistenti di toccare e di essere toccati da altre persone. La parola afefobia, data dall’unione di due...

Le parole della Psicologia

Ecolalia

L'ecolalia è un disturbo del linguaggio che consiste nel ripetere involontariamente, come un'eco, parole o frasi pronunciate da altre persone Si osserva, come stadio normale, nello sviluppo del...

Pubblicità

Pubblicità

I Sondaggi di Psiconline

Quanto sei soddisfatto del tuo lavoro?

Pubblicità

Le Risposte dell'Esperto

Essere spocchioso... (15472251…

Paolo, 42     Quali sono i significati profondi e psicologici di una persona "spocchiosa" ? ...

Senso di colpa (1547112077890…

Pietro, 25     Buongiorno, intorno all’età tra i 10 e i 13 anni mi è capitato più volte di “toccare” (senza costrizione) mia cugina più piccola (...

Mio fratello ha tentato il sui…

Sofia, 19     Salve, scrivo per mio fratello. Si chiama Lorenzo ed ha 19 anni. ...

Area Professionale

Un articolo alla volta - Comme…

Catello Parmentola ed Elena Leardini introducono il loro impegno con i visitatori di Psiconline.it a commentare, articolo dopo articolo, il Codice Deontologico ...

Distinguere tra disturbo evolu…

È difficile distinguere tra disturbo evolutivo e difficoltà di lettura? Significatività clinica di un Trattamento di Difficoltà di Lettura in soggetto di quarta...

La legge 4/2013 ha davvero nor…

Molto si è parlato a riguardo della legge 4/2013 che cerca di dare un inquadramento legislativo alle professioni non organizzate in ordini e collegi. Con que...

Le parole della Psicologia

Afasia

L’afasia è un disturbo della formulazione e della comprensione di messaggi linguistici, che consegue a lesioni focali cerebrali, in persone che avevano in pre...

Sindrome dell’arto fantasma

Il dolore della Sindrome dell'arto fantasma origina da una lesione diretta o indiretta del Sistema Nervoso Centrale o Periferico che ha come conseguenza un...

Mild Cognitive Impairment (MCI…

È uno stato di confine o di transizione tra l’invecchiamento normale e la demenza, noto come “lieve compromissione cognitiva”. Il declino cognitivo lieve consi...

News Letters

0
condivisioni