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Gli smartphone ci rendono stupidi?

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La risposta è sì. I risultati di un recente studio suggeriscono che la semplice presenza dello smartphone può ridurre la nostra capacità cognitiva.

SMARTPHONE

 

I ricercatori dell'Università del Texas hanno scoperto che le nostre capacità cognitive si riducono notevolmente con la semplice presenza dello smartphone, anche se è spento o a faccia in giù. Lo studio è stato pubblicato all’interno del Journal of the Association for Consumer Research.

I dati emersi da questa indagine hanno permesso di evidenziare come la capacità di trattenere ed elaborare informazioni sia migliorata significativamente quando lo smartphone dei partecipanti era posizionato in un'altra stanza, durante la somministrazione di test per misurare la capacità di controllo attentivo e i processi cognitivi.

I partecipanti che tenevano gli smartphone in tasca o in un sacchetto, inoltre, hanno ottenuto punteggi migliori, rispetto a coloro i quali avevano poggiato il telefono sulla scrivania durante lo svolgimento dei test. I risultati suggeriscono che la semplice visione del proprio smartphone sembra indurre uno “svuotamento del cervello", causando l’impoverimento delle risorse cognitive disponibili.

Nel giugno del 2016, i dati di un altro studio hanno mostrato come i possessori di smartphone interagiscano con questi in media 85 volte al giorno, utilizzandolo anche subito dopo il risveglio, poco prima di andare a dormire, e spesso nel bel mezzo della notte.

Queste prove empiriche sono utili a ricordarci di tenere lontani i nostri smartphone in ogni momento della nostra vita che ci chiama ad essere completamente presenti. Questa nuova ricerca clinica della McCombs School of Business dell'Università del Texas di Austin serve anche a rafforzare la validità e l'importanza dei "comportamenti distanzianti da smartphone" in altri aspetti della vita, come durante la guida o la socializzazione face-to-face con gli amici e i familiari.

Per verificare la presunta riduzione delle capacità cognitive causata dalla semplice visione del proprio smartphone, Adrian Ward e i suoi collaboratori della McCombs School of Business hanno condotto due esperimenti diversi coinvolgendo circa 800 partecipanti.

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All’interno del primo esperimento, i ricercatori hanno chiesto ai partecipanti dello studio di sedersi ad una scrivania e svolgere una serie di test, i quali richiedevano una completa concentrazione e che prevedevano la misurazione della capacità cognitiva. Prima di iniziare la prova, ai partecipanti è stata data l’istruzione di mettere i propri smartphone in modalità aereo “silenziosa”.

In modo assolutamente casuale, alcuni partecipanti hanno dovuto mettere gli smartphone sulla scrivania rivolti in basso, altri in tasca o in un’altra stanza. Come è stato già accennato in precedenza, i ricercatori hanno scoperto che i partecipanti che hanno lasciato gli smartphone in un’altra stanza hanno ottenuto punteggi significativamente superiori, rispetto a quelli che avevano il telefono fisicamente vicino a loro durante lo svolgimento della prova.

Nel secondo esperimento, i ricercatori hanno scoperto che i partecipanti che erano stati identificati come estremamente dipendenti dai loro smartphone hanno ottenuto dei punteggi peggiori nei test cognitivi rispetto ai loro coetanei meno dipendenti, a prescindere dal fatto che tenessero lo smartphone sulla scrivania, in tasca o in una borsa.

La buona notizia è che quando lo smartphone è stato collocato in un'altra stanza, tutti i partecipanti allo studio - indipendentemente dal grado preesistente di dipendenza da smartphone - hanno eseguito ugualmente bene i test sulle capacità cognitive.

Adrian Ward ha riassunto i risultati della sua ricerca dichiarando: "Possiamo osservare una tendenza lineare che suggerisce che quando lo smartphone è nelle immediate vicinanze, la capacità cognitiva disponibile dei partecipanti diminuisce. A livello cosciente non pensiamo al nostro smartphone, tuttavia il semplice tentativo di imporre a noi stessi di non pensare a qualcosa, provoca il dispendio di alcune risorse cognitive”.

Una delle più importanti evidenze emerse da questo studio è che non importa se lo smartphone sia acceso o spento, rivolto verso l’alto o il basso o su una scrivania. Il semplice fatto di avere lo smartphone a vista, potrebbe ridurre le competenze necessarie per lo svolgimento di compiti cognitivi che richiedono risorse attentive. Fortunatamente per noi, l’atto di mettere il telefono in un’altra stanza, in tasca o in borsa sembra essere un semplice rimedio per questo problema.

 

 

Tratto da: psychologytoday

 

 

(Traduzione e adattamento a cura della Dottoressa Rubina Auricchio)

 

 

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Tags: smartphone news di psicologia

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