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I disturbi alimentari nell’anziano

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Secondo la National Eating Disorders Association, i disturbi alimentari, tra cui anoressia nervosa, bulimia nervosa e binge eating, sono patologie psichiatriche caratterizzate dalla presenza di sentimenti estremi e comportamenti legati al peso e al cibo che possono mettere in pericolo la vita di chi ne soffre. Queste condizioni emergono generalmente durante l’adolescenza e nella prima età adulta, ma le persone di mezza età e gli anziani non sono immuni, soprattutto se non sono state risolte problematiche relative all’immagine corporea.

disturbi alimentari nell anziano

Una ricerca condotta nel 2012 ha mostrato come il 13% delle donne di mezza età e più anziane ha sperimentato sintomi di un disturbo alimentare nei precedenti cinque anni; il 70% stava cercando di perdere peso e per il 62% il peso ha influenzato negativamente la propria vita.

Come accade per i cambiamenti corporei dell’adolescenza, quelli geografici che avvengono durante la prima età adulta e quelli familiari e di carriera che possono verificarsi durante la mezza età, anche molte delle transizioni tipiche dell’età avanzata, come la pensione, i lutti in famiglia e tra gli amici, possono causare un disturbo alimentare. La presenza di svariati fattori stressanti durante questa fase della vita, infatti, lascia emergere il rinnovato desiderio di avere qualcosa da poter controllare.

Tuttavia, i disturbi alimentari sono difficili da identificare negli anziani, poiché molte condizioni più comuni legate all’età, come la perdita del gusto e la demenza e un accesso limitato alle risorse alimentari, possono causare problemi alimentari. Inoltre, i medici che lavorano con gli anziani sono stati educati a considerare i disturbi alimentari come la causa di sintomi quali debolezza, vertigini e disidratazione.

Individuare un disturbo alimentare in età avanzata può essere un problema, dal momento che il trattamento si differenzia da quello che si effettua per i disturbi alimentari in altre fasi della vita, anche se le conseguenze del deficit nutrizionale - un sistema immunitario debole, un lento recupero dalle ferite, ansia, deficit cognitivi, muscoli e ossa indeboliti e aumento del rischio di cadute – sono le stesse.

L’alimentazione non andrebbe trascurata in qualsiasi momento della vita, soprattutto quando si è anziani. Se avete qualche dubbio sulle abitudini alimentari di un anziano di vostra conoscenza, prendete in considerazione questi suggerimenti degli esperti:

 

1. Non saltare alle conclusioni.

Non date per scontato che un’inspiegabile perdita di peso o delle restrizioni alimentari siano la causa di un disturbo alimentare, prima di scavare più a fondo. Quando un anziano ha delle difficoltà a mangiare, è presente quasi sempre una causa medica alla base (effetti collaterali dei farmaci, limitazioni fisiche, barriere economiche, demenza, depressione, ecc).

Altri anziani, invece, possono mangiare meno a causa della riduzione della loro attività, una strategia per mantenere il proprio peso. Dall’altro lato, non bisogna dare per scontato che un anziano in sovrappeso possa avere un disturbo alimentare o problemi nutrizionali.

 

2. Approccio alla cura.

Il miglior modo di determinare la causa della perdita di peso è andare direttamente alla fonte. Provate, ad esempio, ad invitare una persona per un pasto e osservarne i potenziali ostacoli.

Si può scoprire che ci sono difficoltà legate alla preparazione del cibo, disinteresse per il cibo stesso o la paura di diventare grassi. Bisogna, inoltre, ricordare che gli anziani sono troppo orgogliosi per ammettere di avere difficoltà economiche o di non avere le forze per andare a fare la spesa.

 

3. Un trattamento è disponibile. E funziona.

A seconda della causa della perdita di peso o di declino nutrizionale, è possibile insegnare all’anziano nuove strategie per aiutarlo. Se, ad esempio, il cibo non ha un buon sapore come in passato, si consiglia la sperimentazione di spezie che contribuiscono a renderlo di nuovo gradevole.

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Se, invece, l’anziano non mangia abbastanza perché depresso o affetto da demenza, il trattamento di questi disturbi può aiutare a migliorare le abitudini alimentari. Se il problema risiede nell’accesso alle risorse alimentari, possono risultare utili servizi di consegna dei pasti e se vi sono difficoltà nella preparazione del cibo, si può ricorrere a cibi precotti o attrezzature in grado di ridurre tali difficoltà.

Se, invece, si tratta di un disturbo alimentare, è necessario rivolgersi ad un professionista della salute mentale. Trattamenti come la terapia cognitivo – comportamentale è efficace con i disturbi alimentari, in ogni fascia d’età.

Ad esempio, la Dottoressa Margaret Maine, nel suo lavoro con le donne anziane che presentano disturbi alimentari, prima aiuta loro ad imparare che tale condizione è una patologia, non un difetto del carattere, poi lavora con loro per cambiare il modo di considerare il proprio corpo.

Istruire sul corpo è fondamentale, dal momento che molte donne non sono consapevoli, ad esempio, che il tessuto adiposo della pancia tende ad aumentare durante la menopausa ed è una forma di adattamento protettivo volto a sostituire alcuni degli estrogeni che stanno perdendo.

 

Tratto da: usnews

 

(Traduzione e adattamento a cura della Dottoressa Rubina Auricchio)

 

 

 

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Tags: anziano disturbi alimentari

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