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Odoriamo la stessa cosa? L'olfatto si svela

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Un nuovo studio cerca di spiegare le differenze individuali nel modo in cui percepiamo gli odori

Odoriamo la stessa cosa Lolfatto si svela
"Questo vestito lo vedi nero e blu o bianco e oro?" ormai tutti ricordiamo il famoso "enigma del vestito" che impazzò su internet un pò di tempo fa. Le persone si divisero e l'ampio dibattito è servito per evidenziare come gli essere umani possano percepire in maniera differente il proprio mondo sensoriale.

Nonostante la discordanza degli scienziati sulle motivazioni delle risposte sull'enigma del vestito, un nuovo studio condotto dalla Monnell Center insieme ad altri istituti hanno indagato le varie differenze indivuduali riguardanti la percezione degli odori, dimostrando come piccoli cambiamenti in un singolo gene di un recettore olfattivo possano influenzare il modo in cui una persona percepisce un odore come "forte" o "piacevole".

I risultati degli esperimenti vanno ad arricchire la conoscenza sul modo in cui i recettori olfattivi nel naso (circa 400 negli esseri umani) codificano le informazioni sulle proprietà degli odori ancor prima che l'informazione raggiunga il cervello.

L'autore dello studio, Casey Trimmer, sostiene come "approfittando della variazione naturale nella famiglia dei recettori olfattivi, possiamo ottenere informazioni cruciali su come funziona il sistema olfattivo e su come le differenze in questo sistema possono influire sulla scelta del cibo, sulla salute nutrizionale e sul benessere generale".

Come detto prima, gli esseri umani possiedono circa 400 recettori olfattivi nel loro naso. Una singola molecola di odore può attivare diversi recettori olfattivi diversi , mentre un determinato recettore olfattivo può essere attivato da diverse molecole di odore.

Il sistema olfattivo in qualche modo interpreta questi schemi di attivazione dei recettori per riconoscere la presenza, la qualità (ha l'odore di ciliegia o di fumo?) e l'intensità di milioni di odori diversi.

"Sappiamo ancora molto poco su come i recettori olfattivi traducono le informazioni da una molecola di odore nella percezione della qualità, dell'intensità e della piacevolezza di un odore" ha detto il neurobiologo olfattivo Joel Mainland. "Esaminando come la variazione in un gene di un recettore olfattivo cambia la percezione dell'odore, possiamo iniziare a capire la funzione di ciascun recettore, che a sua volta ci aiuterà a capire come i recettori lavorano insieme in modo da poter decifrare il codice olfattivo e decodificare l'olfatto".

Piccole differenze nei geni dei recettori olfattivi sono molto comuni nell'uomo e possono influenzare il modo in cui funziona ogni recettore. Annusando la stessa molecola di odore possiamo avere percezioni differenti.

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In questo studio, pubblicato online su Proceedings of the National Academies of Sciences, i ricercatori hanno esaminato questo fenomeno su un campione di 332 persone, chiedendo loro di valutare l'intensità percepita (forza) e la gradevolezza di circa 70 odori diversi, molti dei quali componenti comuni del sapore del cibo, fornendo quindi anche una rilevanza nel mondo reale per lo studio.

Sono stati rilevati anche campioni di DNA dei soggetti e sono state utilizzate tecniche capaci di processare un grandissimo numero di campioni in un tempo molto ridotto, per identificare le differenze nel DNA di oltre 400 geni dei recettori olfattivi di ciascun soggetto. Infine attraverso sofisticati modelli matematici, hanno chiesto se e in che modo le differenze di ciasciun gene influivano sulla percezione degli odori.

"Abbiamo usato i geni delle persone per identificare chi ha una forma "spezzata" di un dato recettore e abbiamo confrontato la loro percezione dell'odore con quella degli individui che hanno una versione più "funzionale" di quel recettore. L'odore è meno forte? È più piacevole?" ha detto Trimmer.

I risultati sono stati sorprendenti: un cambiamento in un singolo recettore era spesso sufficiente per influenzare la percezione dell'odore di una persona.

"Poiché la maggior parte degli odori attiva diversi recettori, molti scienziati pensavano che perdere un recettore non avrebbe fatto la differenza nel modo in cui percepiamo quell'odore, ma il nostro lavoro dimostra che non è così e le modifiche di un singolo recettore possono fare una grande differenza su come si percepisce un odore " sostiene la Mainland

Ad esempio, prendendo in esame le variazioni del recettore noto come OR11A1 e l'odore 2-ethylfenchol hanno scoperto come "l'odore associato al 2-ethylfenchol è parte della ragione per cui le verdure di radice come le barbabietole hanno un sapore terroso, quindi le differenze nel recettore OR11A1 possono spiegare perché alcune persone descrivono le barbabietole come associabli fortemente all'odore di sporco", ha detto Trimmer.

Nei prossimi studi i ricercatori tenteranno di ampliare la loro comprensione del sistema olfattivo utilizzando modelli matematici più sofisticati per esaminare il contributo dei recettori multipli implicati nella percezione degli odori.

 

fonte

C. Trimmer, A. Keller, N. R. Murphy, L. L. Snyder, J. R. Willer, M. H. Nagai, N. Katsanis, L. B. Vosshall, H. Matsunami, J. D. Mainland. Genetic variation across the human olfactory receptor repertoire alters odor perception. Proceedings of the National Academy of Sciences, 2019; 201804106

 

Articolo a cura del Dottor Andrea di Maio

 

 

 

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Tags: odori news di psicologia percezione degli odori recettori olfattivi

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