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Le dinamiche di gruppo

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on . Postato in Il lavoro della psicologia | Letto 2786 volte

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Le ricerche sociologiche hanno cercato di indagare il significato che riveste il gruppo per l'individuo e per l'organizzazione sociale nel suo complesso.

dinamiche di gruppoUna delle principali distinzioni tra i gruppi, è quella che definisce gruppi primari e gruppi secondari:

I primi sono caratterizzati da una notevole frequenza e intensità di rapporti tra i membri e, di conseguenza, da una forte personalizzazione degli stessi; tra i secondi si possono comprendere i gruppi ideologici, i gruppi professionali o altri, dove comunque esiste uno specifico senso di appartenenza in vista di uno scopo comune, ma nei quali i legami affettivi tra i diversi componenti sono meno intensi e meno frequenti.

Quanto più il piccolo gruppo si avvicina al modello familiare, tanto più sarà caratterizzato da forti vincoli affettivi; nel caso, invece, delle grandi organizzazioni, ove prevalgono relazioni più anonime e sporadiche , i rapporti tra i membri del gruppo sono prevalentemente centrati sul raggiungimento degli obiettivi comuni.

Vi sono poi altre distinzioni , come quella introdotta da R.K.Merton, tra gruppi di appartenenza e gruppi di riferimento e altre ancora, come quella relativa ai gruppi formali , più stabili e organizzati, e quella invece relativa ai gruppi informali, più occasionali e legati al crearsi di condizioni contingenti. Nel caso dell'appartenenza a un gruppo, l'individuo subisce più direttamente l'influenza delle norme, degli atteggiamenti e dei valori che stanno alla base della natura del gruppo stesso; anche i gruppi di riferimento, tuttavia , che a volte sono soltanto generiche collettività o formazioni sociali nemmeno definibili come gruppi veri e propri, hanno la loro influenza sull'individuo, in quanto possono, seppure indirettamente orientarne gli atteggiamenti e stimolare processi di identificazione.

Le ricerche sociologiche hanno cercato, inoltre, di indagare il significato che riveste il gruppo per l'individuo e per l'organizzazione sociale nel suo complesso.

Attraverso l'osservazione di contesti lavorativi differenti, ad esempio, si è arrivati a giudicare in modo positivo, cioè funzionale al sistema sociale, il riprodursi in ambito lavorativo di relazioni affettive tipiche del gruppo primario (famiglia), in quanto si osservava che le persone più soddisfatte e contente di stare insieme si mostravano più disponibili e produttivenel lavoro; in altre situazioni, invece, l'intensità delle valenze affettive veniva individuata come fattore disturbante in quanto l'appartenenza a un forte sottogruppo interno formava posizioni di alleanza e omertà a tutela dei singoli individui e del gruppo, ma in contrasto con le esigenze della più vasta organizzazione.

L'APPROCCIO PSICANALITICO ALLO STUDIO DEI GRUPPI

Nella parte iniziale di "Psicologia delle masse e analisi dell'Io", S. Freud delinea in modo molto chiaro l'esistenza di una saldatura tra l'individuo e il collettivo, quando sostiene che : "Nella vita psichica del singolo l'altro è regolarmente presente come modello , come oggetto, come soccorritore,come nemico e , pertanto, in quest'accezione più ampia ma indiscutibilmente legittima, la psicologia individuale è, al tempo stesso, fin dall'inizio psicologia sociale".

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La psicologia individuale viene così naturalmente a collegarsi con la psicologia sociale nell'ambito dell'esperienza familiare caratterizzata da specifiche vicende reali ed emotive, che vanno a determinare la storia concreta dell'individuo.
Portando ad esempio due grandi organizzazioni come la chiesa e l'esercito, Freud mostra la natura e la forza del legame che tiene unito l'individuo a questi gruppi . L'idea, i valori rappresentati dall'amore per Dio e di ossequio alle sue leggi da una parte , e, dall'altra , gli ideali di patria di lotta al nemico , portano l'individuo ad assumere questi valori proprio come ideale dell'Io , cioè come qualcosa che diventa parte integrante della personalità.


GRUPPO IN ASSUNTO DI BASE E GRUPPO DI LAVORO

Le esperienze fatte da Bion con i gruppi lo hanno portato a sviluppare l'ipotesi dell'esistenza di una specifica mentalità di gruppo funzionante come una unità. La teoria di Bion, che rimane un punto di riferimento fondamentale per gli studiosi dei fenomeni grippali e anche per gli psicoterapeuti di gruppo, prende avvio da questa importante ipotesi , verificata sul campo e cioè l'esistenza di un'attività mentale collettiva che si produce quando persone si riuniscono in gruppo, attività che và spesso aldilà dei desideri coscienti dei componenti, anzi, a volte è in conflitto con i loro stessi pensieri e aspettative coscienti. La cultura del gruppo si viene a costituire come risultante di questi elementi, dando, in tale modo, forma sia a i livelli di funzionamento organizzativo sia a quelli affettivi.

Alcune fondamentali emozioni intense e primitive che spesso caratterizzano la vita di un gruppo vengono da lui chiamati "assunti di base" e cioè presupposti emotivi che vengono poi a determinare modi di pensare comportamenti e quindi la cultura del gruppo stesso nell'ambito di un preciso contesto o sotto la spinta di certi simoli.

Il primo è denominato assunto di base di "dipendenza"; il secondo assunto di base "attacco -fuga"; il terzo assunto di base "accoppiamento".

Gli assunti di base si rifanno a fantasie onnipotenti , a tecniche difensive di tipo magico simili agli stati emotivi del bambino che per evitare le frustrazioni legate alla crescita si rifugia in un mondo immaginario.

Secondo Bion gli assunti di base ostacolano la vita dei gruppi e l'integrazione sociale: essi possono infatti bloccare crescita ed emancipazione del singolo , impedendo il raggiungimento di obiettivi e la realizzazione di compiti di lavoro.

 

Dott.ssa Tina Carone - Psicologa, Psicoterapeuta - Roma

 

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Tags: lavoro, organizzazioni gruppi organizzazione sociale dinamiche di gruppo

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