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La proiezione

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on . Postato in Le parole della Psicologia | Letto 23335 volte

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La proiezione è un meccanismo di difesa arcaico e primitivo che consiste nello spostare sentimenti o caratteristiche proprie, o parti del Sè, su altri oggetti o persone.

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Il termine proiezione, dal latino proicĕre, “gettare avanti”, può avere un duplice significato e disciplina di appartenenza; in neurologia con tale vocabolo, si intende la corrispondenza tra un apparato somatico recettore o effettore (struttura periferica ) e un’area cerebrale (struttura centrale).

Nel contesto della psicologia, e della psicoanalisi più nello specifico, la proiezione viene identificata come un meccanismo di difesa; a tal proposito quest’ultimo fa riferimento alla costruzione che una persona fa di sè, cercando di tutelare le proprie caratteristiche autentiche, incluse le debolezze, le fragilità e, talvolta l’umanità.

Entrando più nel dettaglio, la proiezione è un meccanismo di difesa messo in atto dall’Io per affrontare situazioni di angoscia vissute come un pericolo per l’integrità o l’equilibrio del soggetto: nella proiezione si ha l’attribuzione ad altri di propri aspetti o vissuti negativi. In tal modo, l’individuo allontana da sé qualità, sentimenti e oggetti interni di cui rifiuta ogni coinvolgimento personale. La proiezione è un meccanismo di difesa molto primitivo ed è specifico dei disturbi paranoidi, ma può presentarsi anche nel pensiero comune sotto forma di superstizione.

Svolge un ruolo determinante nei primi anni della vita infantile: il bambino con grande naturalezza attribuisce ad altri (persone, animali o anche oggetti inanimati) i sentimenti e le reazioni che egli stesso prova, anche quando non è impegnato in una lotta difensiva contro i propri sentimenti o desideri.

Durante l’età adulta un utilizzo eccessivo della proiezione, come meccanismo di difesa, potrebbe determinare una percezione della realtà esterna come gravemente distorta, in quanto la capacità del proprio Io di esaminare la realtà risulta notevolmente indebolita.

Fu descritto per la prima volta da Sigmund Freud in Nuove osservazioni sulle neuropsicosi da difesa (1896), ed equivarrebbe per l’autore, all’utilizzo improprio di un processo mentale normale che consiste nel cercare all’esterno di sé stessi la causa di un dispiacere; successivamente, nell’opera L’inconscio (1915), Freud la definirà come una esternazione nel reale di un pericolo che l’Io non riesce a gestire.

Parlerà anche di gelosia proiettiva, in cui il soggetto si difende dai propri desideri di essere infedele imputando l’infedeltà al proprio partner e sviando così la sua attenzione dal proprio inconscio a quello dell’altro, con la diretta conseguenza di diventare più lucido rispetto all’altro e meno cosciente per quanto riguarda sè stesso.

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Freud, all’interno del setting analitico, non denomina mai il transfert in generale come una proiezione e usa quest’ultimo termine solo per designare un fenomeno particolare del transfert, ossia quello in cui il soggetto attribuisce all’analista discorsi o pensieri che sono in realtà suoi.

In un’analisi successiva, Freud fornirà anche una spiegazione metapsicologica della proiezione, che trova il suo principio generale nella teoria delle pulsioni; secondo l’autore infatti, l’organismo è sottoposto a due tipi di eccitazioni generatrici di tensioni:

  • quelle da cui esso può fuggire e da cui può proteggersi, cioè quelle esterne;
  • quelle da cui non può fuggire, vale a dire quelle interne;

La proiezione appare quindi come il meccanismo di difesa originario contro le eccitazioni interne che sono troppo spiacevoli a causa delle loro intensità; il soggetto infatti le proietta all’esterno, e la cosa gli permette di fuggire e di proteggersi da esse. Esiste pertanto << un’inclinazione a trattarle come se non agissero dall’interno, bensì dall’esterno. Questa è l’origine della proiezione>> (Pulsione e loro destino, 1915).

 

Per approfondimenti

  • mediazionefamiliaremilano.it
  • treccani.it
  • ass-arcano.it
  • Dizionario di Scienze Psicologiche, Ed. Simone

 

( A cura delle Dottoresse Giorgia Lauro e Ilaria Addorisio De Feo)

 

 

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Tags: Freud inconscio sentimenti desiderio meccanismo di difesa proiezione Oggetti; teoria delle pulsioni

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