Pubblicità

Cancro pediatrico: quando il bambino torna a scuola

0
condivisioni

on . Postato in Infanzia e adolescenza | Letto 309 volte

5 1 1 1 1 1 Votazione 5.00 (1 Voto)

Tornare a una vita normale per un bambino affetto da cancro pediatrico è una condizione sempre più frequente. Questo implica diversi aspetti, tra i quali quello del rientro tra i banchi di scuola, che può verificarsi anche dopo mesi o addirittura anni di assenza

Cancro pediatrico quando il bambino torna a scuolaNegli ultimi anni, la ricerca ha fatto grandi passi avanti nella diagnosi e nella cura dei tumori dei bambini e dei ragazzi fino ad arrivare a una marcata e costante riduzione della mortalità per cancro pediatrico in Italia. I progressi della scienza hanno permesso, infatti, di giungere a un tasso di sopravvivenza superiore all’80%, percentuale che sale al 90% in caso di tumori del sangue. Basti pensare che negli anni ’80 non si andava oltre il 70%.

Partendo da questi dati, si intuisce come tornare a una vita normale sia una condizione sempre più frequente. Il ritorno a una vita normale implica diversi aspetti, tra i quali quello del rientro tra i banchi di scuola, che può verificarsi anche dopo mesi o addirittura anni di assenza.

La scuola è, subito dopo la famiglia, il principale luogo di socializzazione e formazione della personalità del bambino e del preadolescente. Il suo compito fondamentale non è semplicemente dare conoscenze e saperi, bensì fornire gli strumenti necessari per crescere culturalmente, psicologicamente e socialmente, con l’obiettivo di acquisire un certo grado di responsabilità e autonomia. È il luogo in cui nascono e crescono affetti, sentimenti, e si affermano le prime amicizie, che, in molti casi, resteranno per tutta la vita.

La scuola è il posto in cui le relazioni tra pari hanno dunque un ruolo significativo. Queste relazioni sono in grado di fornire contributi sostanziali allo sviluppo del bambino di tipo intellettuale e sociale. In particolar modo, il contributo di tipo sociale consente la costruzione del senso di sé all’interno dell’ambiente relazionale; permette di interiorizzare le norme che regolano comportamenti e valori morali di ciò che è accettabile; rappresenta un valido aiuto per contenere le emozioni negative, elaborarle e superarle.

Pubblicità

In sintesi, il mondo della scuola è fondamentale per lo sviluppo della fiducia, della sicurezza e dell’autonomia personale nonché per la costruzione di una propria identità.

Fatta questa doverosa premessa, il ritorno a scuola è un passaggio che non può essere lasciato a improvvisazione. E ciò ha diverse motivazioni. Da un lato è possibile che l’alunno abbia timore di rientrare a scuola, ad esempio a causa di cambiamenti che ha subìto nel fisico o nel carattere oppure perché preoccupato di essere preso in giro o di subire forme di bullismo da parte dei propri coetanei. La seconda motivazione riguarda gli insegnanti. Alcuni di loro esprimono timori o dubbi rispetto alla presenza in classe di alunni malati o ex malati poiché non hanno conoscenze adeguate sulla malattia e non ricevono alcuna indicazione su come gestire eventuali problemi di carattere medico, le domande dei compagni, le preoccupazioni e le difficoltà di chi è stato malato e della sua famiglia.

Fino a un po' di tempo fa, si preferiva non parlarne e fare finta di niente trattando l’alunno esattamente come il periodo precedente al tumore in modo da non fargli pesare le differenze rispetto a prima. Lo scopo era nobile ma il prezzo da pagare era altissimo in termini emotivi, psicologici nonché a livello di profitto scolastico dato che il bambino non riusciva a tenere il passo dei suoi compagni. Spesso i bambini tendevano ad isolarlo per varie ragioni (presenza di eventuali menomazioni o di emotività intensa, timore che la malattia potesse essere contagiosa…). Un’altra conseguenza indiretta di questo “far finta di nulla” era consegnare alla classe l’idea che il cancro fosse un tabù, un mostro il cui solo parlarne poteva far danni.

Alla luce di tutto ciò, appare fondamentale adottare una comunicazione chiara e aperta con l’intero gruppo classe in relazione a ciò che sta succedendo e a ciò che è successo al loro compagno di scuola: questo è un passaggio chiave perché da un lato serve a prevenire incomprensioni tra i bambini circa l’apparente favoritismo della maestra nei confronti del loro compagno di classe, e soprattutto serve a dare il messaggio che il tumore non è affatto un tabù. Questo momento comunicativo andrebbe svolto con la presenza di maestre, bambini e psicologo attraverso l’ausilio di filmati, diapositive e illustrazioni nonché l’utilizzo di un linguaggio metaforico parametrato all’età degli studenti.

E l’insegnante come deve agire nei confronti del bambino?

Innanzitutto riducendo le richieste inerenti i compiti da svolgere a casa: l’importante non è la quantità ma svolgerne pochi e bene. Sarebbe importante adottare tempi di lavoro brevi, alternati a frequenti pause, soprattutto durante i compiti ripetitivi e noiosi; e poi rendere le lezioni interattive e stimolanti attraverso l’utilizzo del gioco. È opportuno modificare i limiti di tempo per le verifiche, concedendo un tempo più lungo riducendo quanto più possibile le distrazioni. È importante valorizzare la qualità del lavoro e non la quantità o la velocità del bambino sfruttando i punti di forza del bambino: ad esempio, se ha difficoltà nella scrittura ma ha buone abilità linguistiche, può essere utile favorire l’espressione orale sostituendola, quando possibile, a quella scritta. Non bisogna punire il bambino attraverso annotazioni su registro o eliminando l’intervallo. L’insegnante dovrebbe cercare il dialogo e, quando serve, rassicurare il bambino quando non riesce nei suoi compiti oppure nei momenti di sconforto.

Pubblicità

In definitiva, per il bambino l’ambiente scolastico è fondamentale per il suo ritorno a una vita normale. Le opportunità di un coinvolgimento sano tra pari fornisce a bambini e giovani che hanno sconfitto il cancro la possibilità di affrontare in maniera funzionale diverse questioni critiche, come sostenere l'incertezza, il concetto di dipendenza rispetto il concetto di autonomia, le difficoltà legate all’immagine del corpo, l'intimità, la sessualità. Tutto ciò aiuta questi bambini a migliorare il benessere psicologico e diminuire stress e ansia. Per tali ragioni è necessario preparare la classe (bambini e docenti) al ritorno in aula del bambino, come visto precedentemente.

Spesso il superamento del cancro dal punto di vista organico non coincide con il superamento del cancro dal punto di vista psicologico. Per un bambino, riappropriarsi della propria vita è fondamentale. E in questo, il mondo della scuola con le sue dinamiche e le sue figure ha un ruolo fondamentale che non deve essere trascurato ma, anzi, potenziato e valorizzato.

 

(Articolo a cura del Dott. Danilo N. Selvaggio, Psicologo, autore di Psiconcologia Pediatrica, Edizioni Psiconline)

 

 

 

Ti è piaciuto l'articolo che hai appena letto e vuoi essere informato sulle novità che vengono pubblicate su Psiconline.it?
Iscriviti alle nostre newsletter settimanali per essere in continuo contatto con la psicologia!

Scegli come ricevere la newsletter:
I agree with the Privacy e Termini di Utilizzo
 
Pubblicità
Vuoi conoscere il nome di uno psicologo e/o psicoterapeuta che lavora nella tua città o nella tua regione? Cercalo subito su logo psicologi italiani
Vuoi conoscere la Scuola di Specializzazione in Psicoterapia adatta alle tue esigenze? O quella più vicina al tuo luogo di residenza? Cercala su logo.png




 

 

Tags: scuola infanzia cancro pediatrico

0
condivisioni

Guarda anche...

Area Professionale

La rilevazione del trauma al T…

Il Test del Villaggio e la sua costruzione possono idealmente inscriversi in una spirale aurea sulla quale vengono declinate le diverse fasi di vita, dalla nascita alla vecchiaia, con informazioni che ci aiutano a cogliere l'organizzazione di personalità del soggetto, le sue difese, il suo trauma. ...

Articolo 25 - il Codice Deonto…

Prosegue su Psiconline.it, con il commento all'art.25 (uso degli strumenti di diagnosi e di valutazione), il lavoro a cura di Catello Parmentola e di Elena Leardini che settimana dopo settimana spiega ed approfondisce gli articoli del Codice Deontologico degli Psicologi Italiani Articolo 25 Lo psi...

Articolo 24 - il Codice Deonto…

Prosegue su Psiconline.it, con il commento all'art.24 (Consenso Informato), il lavoro a cura di Catello Parmentola e di Elena Leardini che settimana dopo settimana spiega ed approfondisce gli articoli del Codice Deontologico degli Psicologi Italiani Articolo 24 Lo psicologo, nella fase iniziale de...

Pubblicità

Pubblicità

I Sondaggi di Psiconline

Come reagisci allo stress?

Pubblicità

Le Risposte dell'Esperto

Bisogno di aiuto (156328344573…

la vita è un caos, 17 Salve, siamo due sorelle di 17 anni e sono ormai 4 anni che nostra madre ha divorziato con nostro padre e dopo poco tempo ha conosciuto...

Non riesco ad andare da uno ps…

Sshx, 18 Circa 6 anni fa ho cominciato a presentare dei sintomi che, nel corso del tempo, si sono aggravati progressivamente e che adesso non mi permettono d...

Perdita improvvisa di un genit…

lorena, 26 Salve, innanzitutto ringrazio per questa preziosa opportunità. Scrivo questo messaggio per conto del mio fidanzato, lo stesso ha infatti perso il ...

Area Professionale

La rilevazione del trauma al T…

Il Test del Villaggio e la sua costruzione possono idealmente inscriversi in una spirale aurea sulla quale vengono declinate le diverse fasi di vita, dalla nasc...

Articolo 25 - il Codice Deonto…

Prosegue su Psiconline.it, con il commento all'art.25 (uso degli strumenti di diagnosi e di valutazione), il lavoro a cura di Catello Parmentola e di Elena Lear...

Articolo 24 - il Codice Deonto…

Prosegue su Psiconline.it, con il commento all'art.24 (Consenso Informato), il lavoro a cura di Catello Parmentola e di Elena Leardini che settimana dopo settim...

Le parole della Psicologia

Idrofobia

L'idrofobia, chiamata anche in alcuni casi talassofobia, è definita come una paura persistente, anormale e ingiustificata per i liquidi, in particolare dell’acq...

Emetofobia

Dal greco emein che significa "un atto o un'istanza di vomito" e fobia, ovvero "un esagerato solito inspiegabile e illogico timore di un particolare oggetto,&nb...

Il Cyber-Sex

La Cyber-Sex Addiction: pornografia, sesso in rete e dipendenza. Il termine Cyber-Sex, dall’inglese “sesso (Sex) cibernetico (Cybernetic), si riferisce all’att...

News Letters

0
condivisioni