Pubblicità

Elimina il telefonino se vuoi una comunicazione efficace!

0
condivisioni

on . Postato in Infanzia e adolescenza | Letto 667 volte

5 1 1 1 1 1 Votazione 5.00 (3 Voti)

Oggi gli adolescenti sono costantemente in contatto fra di loro con gli smartphone e questo li illude di poter avere una comunicazione efficace ma le ricerche dimostrano che la qualità è invece nettamente peggiorata.

Elimina il telefonino se vuoi una comunicazione efficaceOggi, gli alunni tra 8 e 18 anni spendono circa un terzo delle loro vite a dormire, un terzo a scuola ed un terzo assorti nei nuovi media, dagli smartphone ed i tablet, alla tv ed i portatili.

Essi passano, insomma, più tempo a comunicare attraverso degli schermi, di quanto non ne spendano a parlare con le altre persone direttamente, faccia a faccia.

Analizzando i dati, dall’arrivo del nuovo millennio, la percentuale di tempo per il gioco che non avviene attraverso lo schermo è sceso del 20%, a favore di quello che si serve di questi strumenti.

Ciò è importante perché è quello che influenza il modo in cui i ragazzi comunicano.

Prendiamo il caso dei messaggi, che molti giovani (ed adulti) preferiscono alle chiamate.
Messaggiare permette di modulare in modo più preciso ciò che si vuole comunicare.
Se si risponde “haha” ad una battuta, si può scrivere “hahahaha” per segnalare che quest’altra è particolarmente divertente – o “HAHAHAHA” se essa è stata strepitosa.
Se siete arrabbiati, potete rispondere con uno sbrigativo “ok” e, se siete furiosi, potete scegliere di non rispondere affatto.
Per un’affermazione potete usare un solo “!”, mentre per un’esclamazione ad alta voce c’è “!!”, o persino “!!!”.

Pubblicità

Questi segnali sono matematicamente precisi, quindi messaggiare è ideale per coloro che si preoccupano facilmente dei possibili fraintendimenti.

Lo svantaggio importante è che niente è spontaneo. Non ci sono indizi non verbali; né pause, cadenze e risatine che aiutino a definire il messaggio dell’altro.

Senza di essi, i bambini non possono imparare la comunicazione faccia a faccia.

 

Comunicazione faccia a faccia vs comunicazione online.

Lo sa bene la Dottoressa Hilarie Cash, psicologa clinica e co-fondatrice del reSTART, un servizio per la Dipendenza da Internet. La studiosa ha spiegato che “non c’è niente di male nel fare delle amicizie online, finchè se ne hanno anche nel mondo reale!”.

Le interazioni online sono pericolose non per quello che forniscono, ma per quello che non riescono a garantire: la possibilità di imparare cosa significa sedersi, faccia a faccia, mentre si sta avendo una conversazione con un’altra persona.

Sì, perché queste conversazioni seguono un ritmo differente e le informazioni vengono trasportate in modo più veloce e sintetico.
Ad esempio, le persone che comunicano attraverso una webcam, non riescono a guardarsi mai negli occhi l’un l’altro, perché questi non sono perfettamente allineati con la telecamera che trasmette lo sguardo all’altro.

Anche l’odore di una persona, il contatto visivo consistente che deriva dall’essere nella stessa stanza, sono importanti”, ha aggiunto la Dottoressa Cash. Ed anche questi sono elementi che mancano.

E’ molto simile al nutrire di zucchero una persona affamata”, ha continuato la studiosa. “E’ piacevole per un breve periodo, ma, alla fine, essa morirà di fame”.

 

Quanto può essere dannoso uno smartphone?

La Professoressa Sherry Turkle ha illustrato i limiti della comunicazione tramite cellulare, riprendendo quanto detto da un comico su quanto siano dannosi i telefoni, soprattutto per i bambini:
Non guardano più le persone mentre parlano con esse. E non imparano cosa sia l’empatia. Se vedono un altro bambino, gli dicono ‘sei grasso’ ed osservano come cambi la sua faccia per il dispiacere, allora possono esclamare ‘Ooooh, non va bene dire così ad una persona”…, ma se, invece, scrivono ‘Sei grasso’, pensano semplicemente ‘Mmm, è stato divertente. Mi piace”.

Ed ecco un altro dato allarmante: quando adolescenti ed adulti stanno comunicando faccia a faccia, la sola presenza degli smartphone può far diminuire la loro connessione.

Nel 2013, gli psicologi Andrew Przybylski e Netta Weinstein, della University of Essex, hanno invitato delle coppie di stranieri in una piccola stanza ed hanno chiesto loro di intrattenere una conversazione.

Per facilitare la loro interazione, i ricercatori hanno suggerito un argomento: discutere di un evento interessante, accaduto loro nel mese passato.

La particolarità dell’esperimento era che alcuni di essi avevano nella stanza uno smartphone non in funzione, mentre per gli altri c’era un block notes di carta.

Ogni partecipante è riuscito a legare con l’altro in qualche misura, ma le coppie nella prima situazione ebbero difficoltà a connettersi: esse hanno riferito, infatti, di aver instaurato delle relazioni di bassa qualità e che i loro compagni erano meno empatici ed affidabili.

Insomma, da questo studio è emerso che i telefoni sono un disturbo per la comunicazione, a causa della loro mera esistenza, anche quando essi non venivano usati attivamente.

Si potrebbe ipotizzare che essi distraggono perché ci ricordano tutto il mondo presente dietro i mezzi della comunicazione immediata e la sola soluzione, come suggeriscono gli autori, è rimuoverli completamente.

 

Conclusioni

Diversi studi stanno indagando quanto possa essere dannoso, o meno, l’avvento della nuova tecnologia.

Pubblicità

Nonostante alcuni indiscutibili vantaggi, sembrerebbe emergere un dato allarmante: i media si stanno sostituendo alle persone e ci stanno privando di alcune delle nostre caratteristiche peculiari, in primis, l’essere “animali sociali” e, quindi, la capacità di comunicare in un modo tanto articolato ed affascinante.

Ciò che preoccupa ancora di più, però, è che questo fatto non coinvolge pochi, o solo una fascia d’età, ma che questo sia un pericolo che riguarda tutti, adulti e, soprattutto, bambini.

È un rischio che vale davvero la pena correre?

 

 

Fonte: Science of Us

 

(Traduzione ed adattamento a cura della Dottoressa Alice Fusella)

 

 

Ti è piaciuto l'articolo che hai appena letto e vuoi essere informato sulle novità che vengono pubblicate su Psiconline.it?
Iscriviti alle nostre newsletter settimanali per essere in continuo contatto con la psicologia!

I agree with the Privacy e Termini di Utilizzo
 
Pubblicità
Vuoi conoscere il nome di uno psicologo e/o psicoterapeuta
che lavora nella tua città o nella tua regione?
Cercalo subito su

logo psicologi italiani
Vuoi conoscere la Scuola di Specializzazione
in Psicoterapia adatta alle tue esigenze?
O quella più vicina al tuo luogo di residenza?
Cercala su

logo.png

 

Tags: comunicazione smartphone telefonini comunicazione efficace

0
condivisioni

Guarda anche...

Pubblicità

Pubblicità

I Sondaggi di Psiconline

Su Psiconline trovo più interessanti...

Pubblicità

Le Risposte dell'Esperto

Ansia di perdere i propri cari…

Rita, 22     Salve, parlo a nome del mio fidanzato che non sa che sto scrivendo qui. ...

Madre (1540532640215)

Giusi, 60     Non riusciamo a relazionarci con nostro figlio di 31 anni. ...

Senso di colpa di per aver det…

Delia, 36     Mio figlio di tre anni e mezzo, sta avendo difficoltà ad ambientarsi alla scuola materna. ...

Area Professionale

La legge 4/2013 ha davvero nor…

Molto si è parlato a riguardo della legge 4/2013 che cerca di dare un inquadramento legislativo alle professioni non organizzate in ordini e collegi. Con que...

Il counselling non può essere …

Maria Sellini, Segretario Generale dell'AUPI, ha inviato una lettera al Quotidiano Sanità affrontando il problema del counselling. La riportiamo integralmente, ...

Pazienti che provengono da pre…

Un breve articolo dedicato a psicologi e psicoterapeuti che si trovano a lavorare con pazienti che provengono da precedenti relazioni psicoterapeutiche e/o sono...

Le parole della Psicologia

Sentimento

Il sentimento è quella risonanza affettiva, meno intensa della passione e più duratura dell’emozione, con cui il soggetto vive i suoi stati soggettivi e gli asp...

Burnout

Il burnout è generalmente definito come una sindrome di esaurimento emotivo, di depersonalizzazione e derealizzazione personale, che può manifestarsi in tutte q...

Oblio

L'oblio è un processo naturale di perdita dei ricordi per attenuazione, modificazione o cancellazione delle tracce mnemoniche, causato dal passare del tempo tra...

News Letters

0
condivisioni