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Riconoscere il maltrattamento infantile

on . Postato in Infanzia e adolescenza | Letto 1661 volte

Il maltrattamento dei bambini è purtroppo una realtà  drammatica e angosciosa ed è importante riuscire a riconoscerne i segni per poter intervenire al più presto

maltrattamento asiloE’ fondamentale  che gli insegnanti di scuola materna e dell’infanzia, che sono le persone più a contatto con i bambini fuori dall’ambito parentale, siano messi in grado di saper cogliere e interpretare certe manifestazioni di malessere dalle piccole vittime.

Il maltrattamento (o abuso) può consistere in atti od omissioni che incidono sull’integrità corporea, sullo sviluppo fisico, intellettivo, morale e può consistere in trascuratezza, lesioni fisiche, violenza psicologica.

Il comportamento maltrattante è caratterizzato dal suo ripetersi con continuità nel tempo, connotandosi pertanto in una relazione traumatica. Quindi non esperienze episodiche ma una condizione disfunzionale stabilizzata che ha un effetto dirompente sulle fragili e immature difese di un bambino, con probabili ripercussioni disadattive nel suo sviluppo psicofisico.

In presenza di segni fisici evidenti, risulta abbastanza facile individuarne l’origine violenta. E’ il caso di lesioni cutanee, lesioni scheletriche, traumi cranici, sintomi di lesioni interne.

Il maltrattamento può anche configurarsi nel caso di prestazione di cure gravemente inappropriate che possono consistere in incuria (carenza di cure), discuria (cure inadeguate al bisogno del bambino o al suo momento evolutivo), ipercuria (eccesso dannoso di cure, abuso di farmaci, iperprotezione).

Il comportamento dei bambini che subiscono abusi fisici è spesso caratterizzato da manifestazioni di aggressività e ostilità nei confronti dei coetanei e dei compagni di scuola, hanno difficoltà a giocare in gruppo, mostrano iperattività, esibiscono artificiosamente ruoli da capo o da adulto, minacciano gli altri bambini anche con oggetti pericolosi, oppure, al contrario, appaiono sottomessi, passivi, isolati, con cambi improvvisi d’umore e difficoltà di concentrazione. Altri segni possono consistere in eccessiva preoccupazione per l’ordine o la pulizia, difficoltà nel controllo sfinterico, autolesionismo anche tramite una condotta tesa a non evitare i pericoli, anomalie nel comportamento alimentare, rifiuto dell’attività fisica.

La violenza psicologica rispetto a quella fisica, è più difficile da individuare. Essa può essere perpetrata in vari modi: sminuire il bambino, umiliarlo,  ignorarlo, rifiutare le sue richieste d’affetto e di riscontro, usare le sue paure infantili terrorizzandolo per ottenere un dato comportamento, tenerlo isolato dal contesto sociale, criticarlo continuamente, giudicarlo negativamente per il suo aspetto o le sue capacità, impedirgli di esprimere emozioni, opprimerlo con richieste sproporzionate alle sue possibilità e, nei casi di conflitto tra i genitori, “usarlo” contro l’altro genitore. La violenza psicologica, inoltre, sussiste sempre in presenza di maltrattamento fisico.

Gli indicatori del maltrattamento psicologico possono essere rilevati per gli effetti prodotti sulla personalità e sul comportamento dei bambini i cui segnali possono consistere in un’autostima molto bassa o al contrario ipertrofica, atteggiamenti rigidi, parlano poco, vi è scarsa fantasia sia nel gioco che nella comunicazione verbale, cercano di attirare l’attenzione continuamente con gesti mirati a tal fine, sono spesso molto agitati (anche nel sonno: incubi, enuresi, paura a dormire da soli), possono manifestare crudeltà e distruttività anche verso animali e oggetti. Talvolta hanno comportamenti stereotipati (tic, dondolii, estraneità dal contesto, ecc.).

Per quanto riguarda la negligenza nelle cure, i segnali esteriori possono consistere in abbigliamento non appropriato alla stagione, sporcizia, odore sgradevole, prurito e irritazioni cutanee da carenze igieniche, parassitosi, problemi dentali, acustici o visivi non curati, malnutrizione, disidratazione, segni di frequenti incidenti domestici per mancanza di sorveglianza, stanchezza e sonno (dormono un tempo insufficiente), disattenzione, svogliatezza, ritardo nel linguaggio o vocabolario ridotto, apatia, numerose assenze ingiustificate da scuola, ricerca di affetto da estranei, passività o eccessiva autonomia.

Anche dal comportamento (in contesti sociali) dei genitori, artefici dei maltrattamenti, possono essere rilevati dei segnali che inducono a sospettare di una loro condotta abusante nei confronti dei figli: mostrano distacco affettivo, descrivono i figli come molto cattivi, se il bambino piange lo ignorano o reagiscono con estrema impazienza, lo puniscono crudelmente o lo deridono anche davanti ad altri, in caso di "incidente" tardano ad apportare cure, accusano altri dei maltrattamenti da loro agiti, spesso abusano di droga o alcol, possono presentare disturbi psicopatologici.

Nel valutare i segnali di un possibile maltrattamento è tuttavia necessario tener conto della loro intensità e del contesto, nonché agire con estrema cautela e attenzione per non incorrere in gravi errori o equivoci. Un solo segnale non è certo sufficiente per trarre conclusioni. Solo in presenza di più indicatori si potrà condividere la rilevazione con persone di fiducia eventualmente più informate sulla situazione o con professionisti in grado di interpretare con più oggettività le circostanze e, nel caso di fondato sospetto, andrà senz’altro effettuata la segnalazione agli organi competenti (servizi sociali, autorità giudiziaria).

 

(a cura del Dottore Giovanni Madeddu)

 

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Tags: aggressività insegnanti ostilità maltrattamento infantile abuso comportamento maltrattante relazione traumatica condizione disfunzionale sviluppo psicofisico incuria discuria ipercuria

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