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IL SOGNO - La via maestra verso l'inconscio

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Ne "L'interpretazione dei sogni" il fulcro del lavoro svolto da Freud è il sogno, ma la meta, lo scopo, è in realtà la scoperta di una dimensione non ancora esplorata della vita psichica: l'inconscio.

Da sempre l'uomo è affascinato ed intimorito allo stesso tempo dal propri sogni che sembrano provenire da un altro mondo, intimo, segreto, misterioso.

Per l'uomo primitivo il sogno ha un valore sacro in quanto è proprio nel sogno che diventa possibile la comunicazione immediata e completa tra ciò che chiamiamo realtà sensibile e le forze mistiche, tra quel mondo visibile e invisibile che per la mentalità primitiva forma una sola cosa. Il sogno rappresenta inoltre una importante acquisizione di dati che fornisce informazione il cui valore è equivalente, se non superiore, alle percezioni acquisite durante la veglia.

Nella cultura greca il sogno è essenzialmente collegato a fenomeni come la divinazione o l'incubazione, a culti come quello di Asclepio ed ad una ampia produzione scientifica e filosofica. In seguito ad un sogno qualcuno guarisce da una malattia, qualcuno intraprende un viaggio o sospende un'attività. Potremmo quindi, forse, definire pragmatico l'atteggiamento dei Greci verso la propria esperienza onirica dal momento che il sogno, o meglio il messaggio in esso contenuto, è essenzialmente proiettato verso l'esterno nel mondo della veglia ed integrato negli schemi di comportamento. Forse il sogno è visto soprattutto come il sogno dell'uomo e non un sapere divino inviato non si sa per quale via. L'interpretazione ha, infatti, sempre una certa attinenza al contesto reale, sia materiale che psicologico, come se il pensiero greco, sempre legato all'oniromanzia e quindi all'emanazione dei sogni dalla divinità, in realtà tentasse di rimanere ancorato al lucido razionale della coscienza e della veglia.

Nella "Repubblica", Platone sostiene che il sogno non fa che mettere in evidenza ciò che in ognuno di noi c'è, ossia una sorta di desideri terribili, selvaggi, sfrenati, che solo una desta anima razionale può tenere a freno e controllare. Per Aristotele lì sogno è, al contrario, solo una questione fisica, ossia il risultato delle sensazioni provate nella veglia, che lasciano negli organi di senso una impressione che perdura anche dopo la scomparsa dell'oggetto delle percezioni.

Con i neoplatonici, invece, il sogno acquista definitivamente un significato mistico ed estatico, in quanto forma di esistenza dell'anima che non dipende dal corpo e può dunque ascoltare direttamente la divinità, prefigurando la liberazione definitiva dal corpo che la morte accorderà.

Nel cristianesimo i sogni sono considerati divini o diabolici secondo il loro contenuto e ben presto vengono associati, in quanto ritenuti illusioni e menzogne, alla eresia. La figura dell'interprete dei sogni viene infatti soppressa e la divinazione, elemento centrale della religione pagana, vietata in quanto illegittima e sacrilega. Solo la Chiesa può farsi tramite - l'unico - tra Dio e l'uomo.

Ogni cultura e sistema sociale, nel corso dei secoli, ha dunque cercato di integrare questo fenomeno, oscillando tra il tributargli un valore supremo e controllarne gli effetti considerati in realtà pericolosi o, ancor più, trasgressivi.

Sino all''intervento di Freud, il sogno rimane, tutto sommato, un evento inspiegabile e misterioso, e solo con Freud acquista un grande valore conoscitivo e terapeutico.

Egli lo colloca, infatti, tra i fenomeni più importanti della vita psichica e, proprio perché a suo avviso espressione diretta dell'inconscio, crea un metodo interpretativo tale da consentire l'accesso a questa regione della psiche fino ad allora inesplorata.

Già nel Il secolo d.C. un certo Artemidoro, greco di Efeso, si era cimentato in un'opera di interpretazione dei sogni, fissando sia le procedure con le quali !'anima costruisce i simboli onirici, sia proponendo per i sogni un codice di classificazione. Tra l'altro era forse presente in Artemidoro l’idea di una qualche possibile relazione tra l'immagine onirica e i pensieri richiamati nella mente di chi interpreta il sogno da parte di quella stessa immagine. Egli afferma, infatti, che l'interpretazione dei sogni non è altro che accostamento di simili. Si tratta dunque di una sorta di precedente del principio associativo freudiano, con la fondamentale differenza che Artemidoro si riferisce alle associazioni suscitate nella mente di chi interpreta e non di chi sogna. Forse non era ignoto ad Artemidoro l'abbozzo di qualcosa a cui oggi daremmo il nome di relazione terapeutica, anche se Artemidoro utilizza il sogno e la relativa interpretazione a fini esclusivamente predittori, pur non escludendo dei tutto la possibilità che i segni possano essere anche indizio delle passioni dell'anima e del corpo.

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Ritornando al discorso su "L'interpretazione dei sogni" dì Freud, si può sicuramente affermare come i punti cardine dell'opera siano da un lato la scoperta del sogno come realizzazione mascherata di un desiderio e, dall'altro, la funzione del sogno come protettore dei sonno. Durante il sonno, infatti, gli impulsi e i desideri infantili inconsci e rimossi premono per giungere alla coscienza, ma trovando espressione e realizzazione nel sogno, proteggono il sonno dei sognatore e, contemporaneamente, camuffati nelle immagini oniriche, proteggono la coscienza dal loro riconoscimento.

"L'interpretazione dei sogni" può essere forse considerata l'opera più importante di Freud, per il fatto che trattando del sogno tratta in realtà essenzialmente di ciò che è dietro ad esso e che in esso si esprime. Con quest'opera Freud offre alla psicologia una nuova dimensione della personalità umana, ossia la dimensione dell'inconscio, contrapposta alla realtà della coscienza, in quanto in essa il pensiero si svolge secondo modalità diverse da quelle del pensiero cosciente. Il tempo non esiste, passato e presente si equivalgono, come si equivalgono un semplice pensiero e la sua attuazione. Anche i contenuti sono diversi rispetto alla realtà della vita cosciente e funzionano principi di giustizia elementari secondo la legge del taglione. Questa realtà, così contrapposta alla realtà della coscienza, è tuttavia con quella strettamente a contatto, tanto da poterla sopraffare fino a sostituirsi ad essa come nell'attività delirante della psicosi.

E il sogno può infatti definirsi in qualche modo come un'esperienza delirante, per il semplice fatto che il soggetto non ha alcuna idea circa la vera natura dello stato in cui prova le insolite esperienze sensoriali tipiche del sogno. Durante il sonno, infatti, tali esperienze sono vissute dal soggetto come assolutamente reali al punto che, personaggi e oggetti, che in esso trovano rappresentazione, possono, di fatto, appartenere tanto alla realtà quotidiana, quanto essere invece delle combinazioni assolutamente fantastiche e fisicamente impossibili di pezzi di realtà, possono comportarsi normalmente o lasciarsi andare alle azioni più assurde e impossibili.

I tratti fondamentali che riscontriamo nell'attività onirica, quali discontinuità, improbabilità, impossibilità, incongruità e incertezza, si riscontrano in realtà anche nei deliri, nelle allucinazioni, o nei pensieri bizzarri dei pazienti psichiatrici. Si tratta di sintomi che nel loro insieme costituiscono il quadro clinico della psicosi e, se non fosse che stiamo dormendo, potremmo dire, senza esagerare, che i nostri sogni sono formalmente psicotici. Dal momento che tutti i principali segni della malattia mentale possono essere imitati, nelle menti normali, nel normale stato onirico, ne consegue che l'analisi del sogno potrebbe essere utilizzata come un tramite efficace per lo studio della malattia mentale. D'altra parte lo stesso Freud afferma che "quando ci sforziamo di chiarire l'enigma del sogno lavoriamo per la spiegazione delle psicosi". Attraverso l'affascinante e suggestivo metodo di scomporre il sogno in ogni singolo elemento, e chiedendo al paziente di lasciare libera la mente di ricordare e associare, Freud scopre le leggi di funzionamento dell'inconscio e, per loro tramite, giunge al disvelamento di ulteriori segreti della narrazione onirica.

L'analisi dei sogni diventa, ben presto, per Freud uno strumento indispensabile per la cura delle nevrosi dal momento che, attraverso il metodo delle libere associazioni, scopre i collegamenti esistenti tra gli elementi del sogno e quei pensieri e ricordi così significativi per, la vita emotiva del sognatore connessi oltretutto al vari disturbi che lo affliggono.

Scrive Freud: "Il sogno è la realizzazione di un desiderio".

E quando accadono cose sgradevoli, inquietanti, per nulla desiderate? Come si concilia tutto ciò con la realizzazione di un desiderio? E' difficile accettare che in qualche parte nascosta e profonda di noi stessi abbiamo qualcosa in comune con quegli esseri umani protagonisti di atti violenti o addirittura criminali che animano i nostri sogni. In realtà dentro di noi albergano sentimenti e fantasie aggressive e punitive, autoaggressive ed autopunitive che da piccoli abbiamo sperimentato e/o continuiamo a sperimentare anche da adulti. Si tratta per lo più di sentimenti e fantasie inconsce che attraverso il sogno trovano l'opportunità di esprimersi e, di conseguenza, di essere rielaborati e trasformati. Il sogno, in definitiva, ci permette di scoprire e sperimentare le nostre più profonde ed antiche emozioni, una parte di noi in qualche modo ignota. Forse l'aspetto più affascinante è il fatto che, tramite il sogno, è possibile uno sguardo su un antìchissimo brano di umanità, per dirla con le parole di Nietzche, che ormai non si può più raggiungere per via diretta.

Oggi, comunque, possiamo dire che l'atteggiamento verso il sogno di una gran parte della psicoanalisi, anche e soprattutto a livello internazionale, è sostanzialmente cambiato, dal momento che esso non è più sezionato ed analizzato in ogni singola sua parte, ma tendenzialmente interpretato in modo globale. Il sogno, dunque, è inteso ed utilizzato più come una metafora, o spunto, che permette, in sostanza, di cogliere la dimensione psichica attuale del paziente, nonché la sua struttura difensiva. Tramite il sogno si cerca soprattutto di provocare nel soggetto una maggiore capacità, di simbolizzazione .In conclusione, si può affermare come l'uso diverso che oggi si fa del sogno rientri in parte in un discorso più generale ed ampio che vede la stessa psicoanalisi dare sempre più spazio all'Io e meno all'inconscio.

 

Dr.ssa Rosalinda de'Nobili, Psicologo, Psicoterapeuta - Roma

 

 

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