Pubblicità

Autismo: il legame tra lo sguardo e l’imitazione di un’espressione

0
condivisioni

on . Postato in Psicopatologia | Letto 2595 volte

5 1 1 1 1 1 Votazione 5.00 (1 Voto)

Uno studio sostiene che l'autismo interrompe le connessioni tra il contatto visivo e la mimica facciale.

autismo

L' empatia, cioè la capacità di identificare e comprendere le emozioni delle altre persone, coinvolge molti aspetti: alcuni riguardano i processi di pensiero complessi e sofisticati, altri interessano quelli più semplici ma essenziali.

Questi ultimi includono l'attenzione congiunta, che viene scaturita da un contatto visivo che si instaura tra due o più individui e permette loro di orientarsi su uno stesso oggetto, e la mimica facciale, cioè la tendenza a riprodurre sul proprio volto le espressioni emozionali viste sugli altri.

I soggetti affetti da autismo hanno difficoltà con entrambe queste abilità, ma secondo un nuovo studio pubblicato nell’Autism Research, è anche importante studiare come queste due funzioni interagiscono.

"L'empatia è un tratto umano essenziale nelle relazioni sociali", spiega Sebastian Korb, ricercatore presso l' International School for Advanced Studies (SISSA) di Trieste e uno degli autori di questo studio. "Secondo le teorie dell' embodied cognition, per comprendere meglio l'espressione del viso della persona di fronte a noi riproduciamo la stessa espressione sul nostro viso".
Questo non significa necessariamente che se vediamo qualcuno che sorride noi sorridiamo di conseguenza, anche se questo accade a volte. Invece, quello che spesso succede, è che i muscoli facciali coinvolti nel sorriso vengano attivati, ma così minimamente che il movimento è invisibile ad occhio nudo.

La difficoltà, ormai nota, che le persone autistiche hanno nell'interpretare le emozioni delle altre persone potrebbe derivare dalla loro ridotta capacità di mimica facciale, dal momento che molti studi hanno dimostrato che questa funzione è deficitaria in tali soggetti.

Inoltre, altri studi hanno dimostrato che anche l'attenzione congiunta è compromessa nell'autismo e, come sopra accennato, questa è un'altra funzione che ha un enorme rilevanza durante l'interazione sociale. Tuttavia, le difficoltà nella mimica facciale e nell'attenzione congiunta nell' autismo rimangono controverse e poco conosciute. Per questo motivo "riteniamo che l'interazione tra queste due abilità merita molta attenzione", spiega Korb. "Nei nostri esperimenti abbiamo visto che nelle persone con tratti autistici più pronunciati, l' attenzione congiunta tendeva a disturbare la mimica facciale, mentre nei soggetti normali la facilitava".

Una questione di interazione

Hanno preso parte all’ esperimento 62 soggetti che non hanno ricevuto una diagnosi clinica di autismo. I ricercatori, quindi, hanno utilizzato un questionario per misurare le tendenze autistiche di tali persone normali.
Sono stati coinvolti nello studio individui non diagnosticati come autistici perché, come dimostrato in letteratura, tutti possono mostrare tratti più o meno autistici sebbene nella maggior parte dei casi questi tendono ad essere lievi e, quindi, non portano ad una diagnosi vera e propria del suddetto disturbo.

Pubblicità

Durante l'esperimento i soggetti hanno interagito con un "avatar", una faccia interattiva tridimensionale. All'inizio di ogni prova, l'avatar guardava in basso, ma non appena lo sguardo del soggetto (monitorato per mezzo di un sistema di eye-tracking) si muoveva verso la regione dell'occhio dell' avatar, quest'ultimo alzava gli occhi e poteva avere un contatto visivo con l’individuo testato (condizione di attenzione congiunta) oppure evitare il suo sguardo e guardare in alto (condizione di assenza di attenzione congiunta). Successivamente, l'avatar spostava lo sguardo su uno dei due oggetti posti a lato della stanza, mentre l'eye-tracker registrava se lo sguardo del soggetto aveva seguito o meno quello dell'avatar.

A quel punto, l'avatar poteva sorridere oppure fare un'espressione di disgusto.

Durante tutta la sperimentazione, la mimica facciale del soggetto è stata misurata mediante l' elettromiografia facciale (un metodo utilizzato per la registrazione dell'attivazione muscolare).

"Quello che abbiamo osservato è che in condizione di attenzione congiunta e nel caso in cui l'avatar sorrideva, i soggetti con tratti autistici più pronunciati tendevano a mostrare meno l'attivazione del muscolo grande del sorriso, mentre quelli con lieve o nessun tratto autistico hanno mostrato una risposta espressiva molto più amplificata", spiega Korb. 

Si potrebbe concludere quindi che "gli individui senza tratti autistici tendono a mostrare una risposta empatica ed una mimica facciale più intense a persone con le quali hanno stabilito un contatto visivo e hanno sperimentato una condizione di attenzione congiunta. Se invece il soggetto ha tendenze autistiche, il contatto visivo con l’avatar può disturbare e diminuire la sua capacità di mimica facciale".

"Al fine di comprendere sia i meccanismi che sottendono una normale interazione sociale sia i processi alterati nell'autismo, è quindi importante osservare non solo quali funzioni sono compromesse ma anche come queste lavorano ed interagiscono tra loro ", conclude Korb.

 

Tratto da Psypost.org

 

(traduzione e adattamento a cura della Dottoressa Benedetta Marrone)

 

Ti è piaciuto l'articolo che hai appena letto e vuoi essere informato sulle novità che vengono pubblicate su Psiconline.it?
Iscriviti alle nostre newsletter settimanali per essere in continuo contatto con la psicologia!

Scegli come ricevere la newsletter:
I agree with the Privacy e Termini di Utilizzo
 
Pubblicità
Vuoi conoscere il nome di uno psicologo e/o psicoterapeuta
che lavora nella tua città o nella tua regione?
Cercalo subito su

logo psicologi italiani
Corsi, Stage, Informazioni per formare e far crescere i Professionisti della Psicologia
Logo PSIConline formazione

Tags: sguardo imitazione mimica facciale empatia autismo contatto visivo

0
condivisioni

Guarda anche...

Le parole della Psicologia

Ecolalia

L'ecolalia è un disturbo del linguaggio che consiste nel ripetere involontariamente, come un'eco, parole o frasi pronunciate da altre persone Si osserva, come stadio normale, nello sviluppo del...

Per saperne di più

La trappola dell’empatia

Quando troppa empatia danneggia chi la prova Per empatia si intende la capacità dell’individuo di “sentire dentro” comprendendo i diversi stati d’animo e i vissuti altrui, attraverso un...

Pubblicità

Pubblicità

I Sondaggi di Psiconline

Quanto sei soddisfatto della tua vita?

Pubblicità

Le Risposte dell'Esperto

Gelosia o invidia? (1551968137…

Flow, 24     Buongiorno, ho 24 anni e sono sposato. ...

Problemi con la biologia marin…

JIM87, 32     Buongiorno ho frequentato il corso di laurea magistrale di biologia marina all'Università di Padova e dopo vari problemi con un pro...

Relazione di coppia patologica…

Matilde, 39     Salve, da qualche anno convivo con un uomo che giunti al secondo anno si è trasformato. Inizialmente ero un po' più fredda io for...

Area Professionale

Articolo 8 - il Codice Deontol…

Prosegue con l'articolo 8, anche questa settimana, su Psiconline.it il lavoro di commento al Codice Deontologico degli Psicologi Italiani a cura di Catello Parm...

Articolo 7 - il Codice Deontol…

Proseguiamo su Psiconline.it, settimana dopo settimana, il lavoro di commento al Codice Deontologico degli Psicologi Italiani, a cura di Catello Parmentola e di...

Elementi di Diritto per lo psi…

In questo articolo forniremo dettagliatamente alcuni elementi basilari di diritto per lo psicologo clinico che si trovi chiamato ad operare direttamente nel con...

Le parole della Psicologia

Pedofilia

  Con il termine pedofilia si intende un disturbo della sessualità di tipo parafilico, caratterizzato da intensi e ricorrenti impulsi o fantasie sessuali ...

Musofobia

Il termine musofobia, che deriva del greco μῦς (mys) che significa "topo", è la paura persistente ed ingiustificata per i topi, più in generale per i roditori. ...

Pregoressia

È un disturbo alimentare, noto anche come mammoressia, legato all’ossessione di tornare subito in forma dopo il parto Non si tratta di un deficit contemplato n...

News Letters

0
condivisioni