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Meccanismi neuronali che proteggono dal Disturbo Bipolare

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on . Postato in Psicopatologia | Letto 4366 volte

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Alcuni CAMBIAMENTI NELLA CONNETTIVITA’ DEL CERVELLO POSSONO PROTEGGERCI CONTRO IL DISTURBO BIPOLARE

disturbo bipolarePerché alcuni individui sviluppano il disturbo bipolare, mentre i loro fratelli ad alto rischio non lo fanno?

Un nuovo studio ha scoperto che i cambiamenti naturali nel circuito cerebrale possono aiutare le persone ad alto rischio genetico di sviluppare il disturbo bipolare a scongiurare l'insorgenza della malattia.

Lo studio, condotto da ricercatori presso la Scuola di Medicina di Icahn al Monte Sinai, apre nuove strade ai ricercatori per iniziare a studiare modi nuovi attraverso cui il cervello può impedire l'espressione della malattia, nota anche come resilienza, con la speranza di sviluppare trattamenti più efficaci.

"I fattori genetici predisponenti costituiscono il fattore di rischio più grande per l’insorgenza del disturbo bipolare e mentre noi spesso ci concentriamo sul rischio, dimentichiamo che la maggioranza di coloro che rientrano in questa categoria restano sani, dimque non manifestano il disturbo", ha detto la dottoressa Sofia Frangou, docente di psichiatria alla Scuola di Medicina di Icahn al Monte Sinai e autore principale dello studio.

Con la ricerca di meccanismi biologici che possano proteggerci contro la malattia si apre una direzione completamente nuova per lo sviluppo di nuovi trattamenti”. La nostra ricerca deve dare alla gente la speranza che, anche se la malattia mentale è di famiglia, è possibile battere le probabilità dettate dalla ‘lotteria genetica’. "

La ricerca in corso di Frangou utilizza le tecniche di neuroimaging per studiare come le differenze nella rete neurale possono sia aumentare che diminuire le probabilità di sviluppare la malattia mentale .

Il disturbo bipolare è una malattia mentale caratterizzata da forti oscillazioni di umore nei pazienti , forti cambiamenti nell'energia , nei livelli di attività e nella capacità di svolgere le attività quotidiane.

La malattia è altamente ereditabile, il che significa che le persone con un genitore o un fratello bipolare hanno un rischio molto maggiore di sviluppare la malattia, rispetto a individui che non hanno familiarità per tale disturbo.

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Per lo studio i ricercatori hanno utilizzato la risonanza magnetica funzionale (fMRI) per mappare gli schemi di connettività nel cervello di tre gruppi: i pazienti con disturbo bipolare, i loro fratelli e sorelle che non hanno sviluppato la malattia ( fratelli resilienti ) , e individui sani non imparentati.

Durante la scansione del cervello, ad ogni partecipante è stato chiesto di eseguire un compito emotivo e un compito non emotivo che coinvolge due diversi tipi di funzioni cerebrali colpiti nel disturbo bipolare.

I risultati mostrano che i fratelli resilienti ed i pazienti affetti da disturbo bipolare hanno anomalie simili nella connettività delle reti cerebrali coinvolte nell’elaborazione emotiva. Tuttavia i fratelli resilienti esibiscono ulteriori modifiche nel circuito cerebrale all'interno di queste reti.

La capacità dei fratelli di “riorganizzare” le loro reti cerebrali significa che essi hanno una neuroplasticità adattiva che possono aiutarli ad evitare la malattia , anche se portano ancora la “cicatrice genetica” del disturbo bipolare quando elaborano le informazioni emozionali", afferma Frangou .


Tratto da psychcentral.com


(Traduzione e adattamento a cura della Dottoressa Sara D’Annibale)

 

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Tags: fMRi disturbo bipolare connettività rete neurale circuito cerebrale fattori genetici resilienza elaborazione emotiva neuroplasticità

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