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La dipendenza nelle relazioni

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Quando una relazione è disfunzionale, e determina sofferenza, la vittima, meglio dire il soggetto, di tale abuso presenta le caratteristiche del dipendente relazionale.

dipendenza, relazioniSull’onda che, anche da noi, sta riscuotendo il tema della violenza psicologica, molti, oserei dire quasi tutti, confondono i differenti tipi di dipendenza possibili, utilizzando erroneamente i termini come sinonimi.

In effetti, esistono tre situazioni ben distinte, ossia tre differenti tipologie di dipendenza e quindi di dipendente relazionale, che ora andrò ad esaminare:

1)  CODIPENDENTE, descritta dalla terapeuta Robin Norwood nel 1985;

2)  DIPENDENTE AFFETTIVA, persona con fragilità e bassa autostima;

3)  DIPENDENTE INDOTTA, con caratteristiche di origine biochimica;

 

CODIPENDENZA:

Spesso, anche in articoli di addetti ai lavori, si confondono i tipi di dipendenza che possono, o meno, caratterizzare una persona.

L’errore più comune è quello di utilizzare, in ogni caso, il termine CODIPENDENZA. Questo termine fu introdotto da  Robin Norwood in un rivoluzionario lavoro del 1985, dove la partner in una relazione malata veniva per l’appunto definita codipendente.

Il termine veniva usato per indicare i casi in cui, per motivazioni inconscie, dovute a traumi subiti nell’infanzia, una donna tendeva a scegliere relazioni in cui il partner fosse un dipendente da sostanze (alcool e droghe) da qui il “CO” di codipendente. Rimando al suo libro “Donne che amano troppo” che resta ineguagliato.

 

DIPENDENZA AFFETTIVA:

Mi riferisco qui, ad una situazione in cui la relazione non vede necessariamente uno dei partner con una dipendenza da sostanze, né vede necessariamente la presenza di violenza e abuso.

In questi casi è la fragilità della donna, la sua bassa autostima a portarla a divenire dipendente da un essere umano (anche sano). Si tratta di persone che possono cercare di colmare con un rapporto amoroso, lacune emotive, ferite narcisistiche, personali più o meno inconscie mancanze.

 

DIPENDENZA BIOCHIMICA:

Questo terzo e fondamentale tipo di dipendenza è sottostimato, non compreso e poco studiato (in Italia), perciò desidero occuparmene qui un po’più a fondo. Questa forma di dipendenza si determina in ogni relazione, ma va da sé che in caso di relazione d’abuso, di violenza psicologica sia sempre presente.

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Per comprendere ciò che intendo, occorre sapere che il nostro benessere è dovuto a sostanze chimiche endogene, è dovuto alla presenza nel nostro cervello, ma non solo, di determinati elementi chimici.

Le molecole 'magiche' sono: l'adrenalina, l'ossitocina, la dopamina, la serotonina, le endorfine. Queste sostanze non derivano dal nulla, ma sono prodotte dal nostro organismo in determinate situazioni, alcune comuni a tutti altre individuali (es:sport, attività ludiche, musica, arti, ecc). Durante una relazione d'amore vengono prodotte in grande quantità.

Se la relazione è con un soggetto affetto da disturbo narcisistico di personalità o psicopatia, i livelli di questi ormoni vanno alle stelle. La fase del lovebombing ( in cui vi è un eccesso di attenzioni e romanticherie) è attuatata al fine di sedurre e legare a sé la vittima, ciò avviene grazie alla produzione nel nostro cervello delle molecole suddette.

I livelli elevati portano ad uno stato di esaltazione, energia, come se assumessimo una droga esterna. Il legame con l'abusante si rinforza sempre più anche a causa del successivo altalenare dell'elargizione di attenzioni con il comportamento noto del rinforzo intermittente.

Durante i periodi di allontanamento dal partner il nostro corpo va in astinenza. Non è un modo di dire, l'astinenza è reale, gli effetti sono gli stessi dell'astinenza da sostanze (droghe,alcol) la sofferenza è enorme.

Ecco perché una relazione disfunzionale va anche detta "tossica" e perché quando finisce ( o si interrompe) si soffre tanto. Il nostro corpo va in astinenza con tutti i sintomi che ne conseguono.

Il partner è al contempo il fornitore e la sostanza, e la vittima prova le conseguenze della dipendenza biochimica. Il termine dipendenza è qui inteso con lo stesso identico significato che nelle tossicodipendenze.

Anche nella donna lasciata dal manipolatore si ha il craving ossia il bisogno incontrollabile, coatto di procurarsi la sostanza, in questo caso rappresentata dal manipolatore stesso.

Cercherò, in un successivo articolo, di approfondire il ruolo esercitato dalla chimica del cervello sulla nostra salute. Mi preme aggiungere che, una volta distinti, i tre tipi di dipendenza relazionale possono, ma assolutamente NON sempre, essere mescolati tra loro.

Farò alcuni esempi. Un codipendente, all’interno di un rapporto con una persona usa a sostanze tossiche, è anche una dipendente affettiva e, quando la relazione finirà avrà i sintomi della dipendenza biochimica.

Una persona dipendente affettiva, svilupperà i sintomi della dipendenza biochimica, alla fine di una relazione.

Chi subisce violenza psicologica sviluppa SEMPRE dipendenza indotta biochimica e i sintomi del PTSD (disturbo post traumatico da stres) pur NON essendo dipendente affettiva né tantomeno codipendente.

Ossia, una donna che incappi in un narcisista e/o in uno psicopatico (più raro) molto spesso è una donna sana, equilibrata, con alta autostima, senza ferite narcisistiche e senza necessità di colmare lacune infantili. Anzi, il più delle volte sono donne che, prima della relazione d’abuso, avevano avuto, e avranno, relazioni sane.

 

(DOTT.SSA MINA RIENZO Psicologa, Psicoterapeuta)

 


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Tags: codipendenza dipendenza relazioni dipendenza affettiva dipendenza indotta;

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