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Hanna Segal. La creatività e la psicosi (1918-2011)

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on . Postato in Le biografie dei grandi della psicologia | Letto 398 volte

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hanna segalL'influenza di Hanna Segal nel panorama psicoanalitico è stata confermata quando, a sua insaputa, questa citazione dal suo articolo “A Psychoanalytical approach to aesthetics” è stata utilizzata come 'richiamo' per il World Trade Center Mural Project: “E' quando il mondo dentro di noi viene distrutto, quando è morto e senza amore, quando i nostri cari sono in frammenti, e noi stessi nella disperazione indifesa – è allora che dobbiamo ricreare il nostro mondo di nuovo, riassemblare i pezzi, infondere vita in frammenti morti, ricreando la vita”.

Il progetto è stato istituito in seguito all'attacco terroristico dell'11 settembre 2001 con l'obiettivo di creare un muro, alto 20 metri, sull'Equitable Building di New York, come simbolo che la vita può sopravvivere alla distruzione.

I primi anni di vita di Hanna Segal

Hanna Segal nacque a Lodz, in Polonia, nel 1918, in una famiglia colta, ma cresce a Varsavia insieme ai genitori che viaggiavano molto per lavoro.

La perdita della sorella Wanda quando aveva due anni e mezzo fu un grande colpo. Di se stessa diceva di essere molto solitaria a casa ma molto coinvolta a scuola.

La famiglia si trasferì a Ginevra quando aveva 13 anni, e questo periodo segnò l'inizio di un approccio a nuove culture e soprattutto a situazioni politiche diverse.

A 16 anni scelse di tornare in Polonia per prendere la maturità. Leggeva tutto ciò che di Freud fosse era disponibile a quel tempo.

La famiglia espulsa da Ginevra, si trasferì a Parigi, e Hanna decise di unirsi a loro nel 1939.

Nel 1940 partirono per il Regno Unito e la Segal si trasferì ad Edimburgo per terminare gli studi di medicina.

Carriera e pubblicazioni

Hanna Segal si è qualificata come analista presso la British Psychoanalytical Society nel 1945 all'età di 27 anni.

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Il primo documento di Melanie Klein “Notes on some schizoid mechanisms” è stato pubblicato nel 1946, e la Segal, che ha svolto la la sua analisi con la Klein, affermò che quel documento fosse “una bomba, anche se familiare”.

Negli anni immediatamente successivi alla qualifica di analista, ha avuto il suo primo figlio e ha scritto i due documenti in cui ha gettato le basi di ciò che ha descritto come un “piano semi-cosciente” per il resto della sua vita.

Il primo, anche se pubblicato più tardi, è stato “Un approccio psicoanalitico all'estetica”, ed il secondo “Alcuni aspetti dell'analisi di uno schizofrenico”.

Qui sono racchiuse le fondamenta dei suoi due grandi interessi: la creatività e la psicosi.

Pubblicati originariamente nell'International Journal of Psychoanalysis, questi lavore, e altri scritti in un periodo di circa 30 anni, sono stati finalmente riuniti e pubblicati nella prima collezione della Segal.

I primi anni di studio come psicoanalista hanno visto anche la pubblicazione dei suoi primi due libri “Introduzione all'opera di Melanie Klein” e “Klein”.

Betty Joseph ha commentato che Hanna Segal “comprendeva la Klein istintivamente, non solo perchè aveva un'analisi con lei, ma perchè vi era qualcosa di più profondo ed intelligente”.

Concetti contrastanti

Delle sue opere colpisce la frequenza con cui la Segal scrive di concetti contrastanti.

Lo vediamo ad esempio nei suoi scritti 'seminali' su simboli ed equazioni simboliche, creatività e delirio, istinti di vita e morte, fantasia e realtà e nel suo ultimo libro ha gemellato la caduta di Adamo ed Eva con la caduta di Lucifero.

In tutti questi articoli troviamo il suo impegno permanente per esplorare l'intricata relazione tra il funzionamento creativo e quello psicotico.

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Nel campo socio-politico ha esplorato e chiarito ulteriormente il rapporto tra forze sensate e psicotiche in relazione alla proliferazione nucleare, alla guerra e al significato simboli e all'impatto psicologico del11 settembre.

Hanna Segal, Herbert Rosenfeld, Wilfred Bion e Betty Joseph costituiscono un piccolo gruppi di grandi pensatori la cui influenza è rimasta centrale nello sviluppo della psicoanalisi.

Verso la fine della sua vita, ad Hanna Segal è stato chiesto cosa pensasse del futuro per la psicoanalisi e mentre il suo tono era cambiato dall'ottimismo alla determinazione, ha continuato a sottolineare l'importanza centrale di prestare attenzione al potere delle parte psicotica della personalità – nel paziente – nella mente dell'analista - e nel mondo socio-politico.

Hanna Segal è morta nel 2011.

 

A cura della Dottoressa Giorgia Lauro

 

 

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Tags: psicosi psicoanalisi creatività hanna segal

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