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Basta! Non ce la faccio più! (1460564327468)

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on . Postato in Ansia, Stress, Panico | Letto 1980 volte

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le risposte dellespertoErnesto, 20

D

 

 

Per tutta la vita mi sono sentito inadatto; come se fossi sintonizzato su una frequenza diversa da quella che usano le persone per socializzare e capirsi. Quando parlo con le persone divento agitato e ansioso.

Comincio a parlare velocemente e a scatti, a balbettare, a saltare pezzi logici di discorso ecc. Non mi sento mai tranquillo. Neanche quando sono da solo. Se mia madre spuntasse dal nulla dicendomi: "Tranquillo Ernesto, va tutto bene", sono convinto che mi sentirei più rilassato; indice del fatto che prima stavo in tensione.

Non ho mai avuto relazioni con le ragazze. Non ho mai avuto neanche amici veri. Adesso basta! Basta! BASTA! Non posso più vivere così. Non ce la faccio più.

Ormai da una settimana sono scoppiato. Mi alterno tra crisi di pianto e scatti d’ ira. Anche se raramente, ho avuto pensieri di suicidio.

Voglio migliorarmi assolutamente, e per farlo ho pensato di mettermi ad approcciare ragazze random per strada. Abito in una città di pochi abitanti, quindi le figure di merda che farò potrebbero pesare in futuro. Così ho deciso di spostarmi in una città vicina con qualche abitante in più.

Grazie per aver letto fin qua, mi manca di esporre un' ultima questione. Quest' anno ho iniziato l' università. Ho perso completamente la testa per una ragazza del mio corso.

Ovviamente essendo uno sfigato non ho fatto una buona impressione, ne su lei, ne su nessun’ altro. Qualche volta ci parlo, ma niente di che. Non ce la faccio a flirtare, a fare contatto, a buttare la conversazione su un piano diverso da quello dell’ amicizia ecc...Inoltre ho un problema radicato in testa da anni; l' idea che provarci con una ragazza dell' università voglia dire fare un torto al resto del “gruppo”.

La stessa idea l' avevo al liceo, infatti alle superiori cercavo solo di fare il simpaticone con tutti (con pessimi risultati). So che è un' idea assurda, ma non so come eliminarla dalla testa. E' un meccanismo inconscio che mi impedisce di fargli cose come il test del cubo o di guardarla come per dire "mi piaci tantissimo”.

Mi impedisce di fare anche solo il più piccolo passo verso un' interazione più complice e sentimentale. In pratica, mi impedisce anche solo di provarci. Come posso eliminare questo mio comportamento? 

Vorrei fare un’ ultima domanda. Mettiamo che io riesca a cambiare (e devo riuscirci perché non posso più vivere così). Mettiamo che io riesca a cambiare entro l' inizio del secondo anno universitario se non prima. Sarebbe possibile provarci con questa ragazza e riuscire a conquistarla, scavalcando così una cattiva impressione di 6/7/8 mesi?

Grazie mille per l’ attenzione, una vostra risposta sarebbe oro in mezzo al marciume in cui sono.

 


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R

   

 

Caro Ernesto,

nel tuo racconto emerge in modo chiaro la descrizione  che fai di te stesso utilizzando parole caratterizzate da una connotazione negativa e auto-svalutante.

Sarebbe molto utile esplorare quali sono i fattori alla base dell’ansia e dell’agitazione che affermi di provare quando sei con le persone e quali sono  le motivazioni che ti hanno portato a sviluppare una definizione tendenzialmente negativa di te stesso

Affermi che per tutta la vita ti sei sentito inadatto, rispetto a quali parametri o termini di confronto ti sei sentito inadatto? Sembri inoltre molto severo nelle etichette verbali che utilizzi per definire te stesso, come mai pensi di non rimandare una buona impressione agli altri? Perché ti sei convinto di essere “ovviamente uno sfigato”?

Iniziare a lavorare sulla costruzione di una definizione più positiva di te stesso e di sviluppo del giusto livello di autostima potrebbe dotarti del bagaglio funzionale ad interagire in modo meno ansiogeno e più sereno con l’ambiente esterno. 

Una volta conquistato il giusto livello di fiducia, il processo di costruzione di legami relazionali che rispondano alle tue esigenze-aspettative sarebbe un percorso più  spontaneo e più facile.  

E’ fondamentale partire innanzitutto da se stessi e  decidere di sperimentare  un percorso con uno psicologo potrebbe aiutarti anche a sciogliere quei nodi interni che ti portano a sentire di fare un torto al resto del gruppo “se ci provassi con una ragazza”.

Tieni presente che molti psicologi effettuano una prima consulenza gratuita e che bisogna sempre fare riferimento ai professionisti abilitati e iscritti all’Albo.

Un carissimo augurio per il superamento delle difficoltà attuali  e il meritato raggiungimento dei  tuoi obiettivi.   

Arianna Grazzini

 

(A cura della Dottoressa Arianna Grazzini)

 

Pubblicato in data 26/04/2016

 


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Tags: ansia panico autostima psicologo crisi di pianto agitato scatti di ira auto-svalutazione immagine positiva di sè

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