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Dipendente affettiva di un narcisista patologico (146600909836)

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on . Postato in Dipendenze e Abusi | Letto 1396 volte

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le risposte dellespertoNika, 50

D

 

 

Ho convissuto x 24anni con uomo che presenta tutte le caratteristiche di un narcisista patologico.

Ho capito troppo tardi che è davvero malato, ovviamente lui non è consapevole e non ha mai ammesso le sue colpe quando ho cercato di spiegargli  che i suoi comportamenti non erano giusti nei miei confronti.

Mi ha umiliata sottomessa riempita di bugie e tradimenti. Io da circa 2 anni ho lasciato la casa dove convivevamo insieme a nostra  figlia.

Purtroppo dopo un anno sono ricadutanella sua trappola, ma da un mese ho deciso di lasciarlo non ne ho potuto più. Ha continuato a sfruttarmi, ad umiliarmi,a tradirmi.

È un uomo professionalmente affermato e benestante e si è attorniato di gente ipocrita,falsa come lui che lo adula esalta .
Io da un mese non rispondo più né a messaggi né a telefonate. Anche perché al momento si limita a questo , ma sono sicura che tra non molto si farà vivo sul mio posto di
lavoro perché già è avvenuto. Io questa volta sono decisa a non voler avere nessun tipo con questo essere.

Vi chiedo solamente come posso riuscirci, temo che la mia fragilità possa farmi intenerire alla suarichiesta di tornare con lui.
Mi ha distrutto la vita anche quella di ns figlia che diversamente da me in 2 anni non l lp ha voluto più vedere.

Sono cosciente al 100/100 che è una persona malata e tornare con lui sarebbe la mia distruzione.

Vorrei solo non pensarlo più e ritornare asorridere e a vivere con i miei cari serenamente.

Vi ringrazio di cuore
attendo un vs consiglio. Grazie di cuore.

 


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R

 

 

Gentile Nika,

la situazione descritta è estremamente delicata, separarsi definitivamente da una persona con la quale si è convissuto per così tanti anni e con cui si ha una figlia non è semplice e soprattutto immediato.

Nonostante le umiliazioni che riferisce e la sofferenza provata è chiaro che c’è stato un forte legame che per essere spezzato deve riposizionare i vostri rispettivi ruoli e bisogni.

Una scelta pervasa da ripensamenti o dubbi è naturale, sentirsi fragile e più esposti  fa parte del processo di allontanamento e separazione che rende tutto più difficile ed è per questo che la “comunità” i gruppi di riferimento, la socialità giocano un ruolo fondamentale in questi processi.

Non rimanga “sola” nel senso di un isolamento emotivo e reale, costruisca una rete di sostegno, che probabilmente già possiede ma  a cui non fa affidamento del tutto, posso essere familiari, amici o persone a lei care che l’aiutano, anche solo stando in presenza,  in questo delicato momento.  Se ne sente il bisogno si rivolga ad un professionista, oppure ai gruppi di donne che si sostegno a vicenda per darsi conforto. 

Maggiore sarà la forza che troverà in se stessa, attraverso la ricostruzione e cura  di se e dell’immagine che, in qualche modo gli altri le rimandano, più sentirà di poter affrontare la definitiva separazione.

Le auguro di stare meglio attraverso le parole di Bert Hellinger:
Lasciare significa: lasciare che per un po’ le cose seguano il loro corso, che si muovano liberamente senza il nostro intervento, finché la direzione del loro movimento si mostri spontaneamente.
Se rinunciamo a tentare di guidare le cose e quelle, muovendosi, si allontanano da noi, lasciamole andare.
Molliamo la presa. Se le lasciamo andare per la loro strada, ci rendiamo liberi per qualcos'altro.
Gli Ordini del Successo

 

(A cura della dottoressa Luisa Bonomi)

 

Pubblicato in data 16/06/2016

 


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Tags: figlia separazione bugie dipendenza affettiva narcisio patologico

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