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Non so come uscire da questa situazione (1454925948668)

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on . Postato in Relazioni, Coppia, Famiglia | Letto 997 volte

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le risposte dellespertoAlice, 22

 

D

 


Gentile Dottore,
è la prima volta che scrivo su questo sito e sono molto agitata; premetto che sono una ragazza insicura e sensibile.

Ho 22 anni e da quasi due anni sono fidanzata con un ragazzo della mia età. Siamo molto diversi, due passati diversissimi, ma alla fine credo che caratterialmente ci assomigliamo per tante cose e se da un lato può essere una cosa positiva, dall'altro è un disastro.

Due caratteracci che si affrontano costantemente, un continuo discutere e ammazzarsi con parole forti e brutte che magari lì per lì sottovaluti, ma che inevitabilmente ritornano dentro e ti logorano. Ti buttano giù. Ogni volta che succede un episodio del genere mi vengono attacchi di ansia.

Già in passato da più piccolina, 15 anni circa, ne soffrivo. Non si è mai capito il motivo, comunque poi passarono.
Soffro tanto, tanto al punto di impazzire e non capire più niente. Non ho mai provato così tanta rabbia e dolore allo stesso tempo, ed il peggio è che più la relazione continua più le mie reazioni peggiorano. Sono in un costate stato di angoscia e tristezza e se anche li per li lo sfogo finisce, poi mi porto dietro gli strascichi di queste ferite.

E' orribile e vorrei tanto poter capire come riuscire a bloccare queste emozioni negative. Vorrei tornare serena come all'inizio. Anche perchè da come ho raccontato la mia storia con questo ragazzo sembra che sia sempre tutto grigio e negativo e così non è ovviamente, ci sono momenti fantastici in cui stiamo davvero bene ed è per questo che sono così legata a lui.
Eppure il risvolto negativo della medaglia c'è e io lo sento adosso in una maniera esagerata. Forse troppo. Dovrei cercare di calmarmi, di autoregolarmi e di viverla più tranquillamente, ma non ci riesco; per me qualsiasi pretesto è buono per iniziare a litigare.
Come dice lui "dovrei vivere questa relazione piu serenamente".

I nostri amici ci definiscono psicopatici quando stiamo insieme. Non capisco proprio perchè mi comporto così, anche perchè mi sento davvero sola ultimamente,  quindi aggiungere malumori e tensione con lui mi butta ancora più giu, fino ad arrivare al punto di deprimermi. Vorrei uscirne ma non so come.

Ciò che complica le cose è che i miei genitori non sanno nulla di lui: ho un blocco e non sono mai riuscita a dirglielo. Per me questo è fonte di disagio ,stress ed ansie perchè ogni volta che lo vedo devo inventare scuse con loro e giuro che mi muore il cuore a dover dire bugie alla mia famiglia perchè prima d'ora non l'avevo mai fatto.

Ho provato a obbligarmi a dirglielo, le mie amiche mi hanno sempre spinta, ma non riesco a superare questo limite che sta diventando per me un ostacolo insormontabile . E il peggio è che nemmeno lui sa che loro non sanno, perchè sin dall'inizio ha dato per scontato che io avessi raccontato ai miei genitori di lui (come è giusto e normale che sia) e quindi le cose si complicano anche su questo fronte perchè mi dispiace dire a lui dopo tutto questo tempo una cosa del genere, ci rimmarrebbe troppo male, e così la sto portando avanti evitando per la maggior parte delle volte il discorso.

Non ne posso piu! Ormai sono quasi due anni e non sta ne in cielo ne in terra che loro, i miei genitori, non lo sappiano!
Tra qualche mese ci sarà la mia laurea e probabilmente si incontreranno, mi viene l'ansia al solo pensiero, e per questo sto seriamente pensando di non invitare o lui o loro (ma è da pazzi lo so).

Davvero è più forte di me, non ci riesco in nessun modo! E so che nessuno mi può capire, perchè è una sensazione che sta solo nella mia mente malata e per questo chiedo a lei cosa ho che non va.
Ho provato a impormi di dirglielo tantissime volte con uno stress assurdo, ma ogni volta era più facile inventare una cavolata e levarmi dal problema, ogni volta sceglievo la strada più facile e non affrontavo mai la situazione  e ora al solo pensiero di doverglielo dire mi viene da nascondermi. Non so più come fare, mi sto esasperando.

Unito a tutto ciò penso sia utile informarla anche del fatto che un anno e mezzo fa la mia migliore amica è "impazzita " e ha deciso di eliminare me ed altri dalla sua vita, nessuno dei suoi amici se lo è saputo spiegare; mentre alcuni sono andati avanti, io ci sto ancora male e credo di non averla ancora superata.

Per me lei era un punto di riferimento , era la persona che mi conosceva meglio e che mi ha aiutata a superare i miei limiti; anche quando ero fidanzata con il mio ex solo a lei dicevuto tutto, condividevo il mio tempo. Ora senza di lei mi sento persa e tanto sola.
E forse è proprio per questo che punto tutto sul mio ragazzo adesso, vedendo solo lui come presenza fondamentale nella mia vita, ma sbagliando purtroppo, sia perche lui non la può sostituire sia perchè non posso far girare la mia vita intorno a lui, non posso concentrare tutto su di lui.
Anche perchè si sa, le relazioni possono finire da un giorno all'altro, figuriamoci a vent'anni, e io come farò nel caso? Il solo pensiero mi fa venire i brividi.

Insomma questa è la mia storia che mi sta portando all'esaurimento nervoso. Non so come uscirne e ho una paura folle di non saper affrontare queste situazioni.
La ringrazio per il suo ascolto e confido in una risposta perchè non so più davvero da che parte girarmi.

 


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R

 


Gentile Alice,
certo, da quanto descrive,  la sua situazione è piuttosto complessa e richiederebbe molti approfondimenti. Sarebbe improprio cercare di darle risposte senza altri elementi.

Ritengo che la scelta più efficace sarebbe rivolgersi quanto prima ad un professionista esperto iscritto all'ordine degli psicologi della sua regione (magari privilegiando chi offre il primo colloquio gratis) in modo da analizzare le cause profonde del suo disagio ed individuare una via per rendere la sua vita serena e ricca di soddisfazioni.

Le pongo solo alcune domande sulle quali riflettere: qual è il vero motivo per il quale non informa i suoi parenti della sua relazione? come mai continua a frequentare una persona con la quale si trova continuamente a disagio? E perché ha difficoltà a comprendere la scelta della sua amica di non frequentare più lei e il suo gruppo?
Augurandole ogni bene, la saluto.
S. Bertini 

 

(a cura della Dottoressa Susanna Bertini)

 

Pubblicato in data 17/02/2016

 

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