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Connessioni neuronali esclusive nei bambini con ASD

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Pensate al cervello come ad un centro di trasformazioni, un luogo in cui il traffico neuronale parte in qualsiasi numero di direzioni per fare delle connessioni mentre si sta elaborando qualcosa come per esempio il sorriso della mamma.

bambini

Adesso considera lo stesso centro in un bambino con un Disturbo dello Spettro Autistico (ASD). Differenti parti del cervello sono state ideate per poter parlare ognuno con l'altro o per lavorare insieme, questo traffico della comunicazione tra differenti aree cerebrali porta un esito inatteso e diverso per motivi non apparenti. Un team di ricercatori della San Diego State University, studiando le scansioni cerebrali MRI di bambini in età scolare, hanno scoperto modelli unici di comunicazione neuronale conivolgenti l'amigdala, l'area cerebrale responsabile dell'elaborazione delle informazioni sociali.

Nei bambini con ASD, l'amigdala è connessa con altre parti del cervello e dimostra essere più debole con alcune aree e più forte con le altre, quando sono paragonati con bambini con sviluppo tipico della stessa età. Una regione cerebrale che mostrava significative differenze nelle connessioni con l'amigdala era la corteccia occipitale, localizzata nella parte posteriore del cervello. E' coinvolta nella codifica delle espressioni facciali, degli sguardi e altre espressioni facciali, come affermato da Inna Fishman, capo della ricerca.

Gli studi mostrano possibili "segnali" riguardanti i disturbi dello Spettro Autistico per un ulteriore descrtizione di questa condizione in termini biologici e non soltanto comportamentali. Fishman ha spiegato che alcuni segnali potrebbero diventare un potenziale strumento nel definire l'autismo nei bambini con questo disturbo dello sviluppo, il quale può compromettere la comunicazione ed l'interazione.

"I modelli di connessione dell'amigdala sono veramente unici nell'autismo" ha affermato Fishman. "Cosa noi abbiamo scoperto non necessarialmente può prevedere un qualcosa. Abbiamo valutato le connessioni dell'amigdala con l'intero cervello e scoperte del genere riguardanti la corteccia visiva, mi hanno sorpresa". Fishman, co-autore di Ralph-Axel Müller, insieme ai colleghi hanno contribuito alla ricerca, pubblicando i propri risultati nella rivista dell'American Academy of Child & Adolescent Psychiatry. Fishman è il direttore fondatore del SDSU Center for Autism, un gruppo interdisciplinare di ricercatori e scienziati clinici del SDSU colleges. Müller è dirigente del SDSU's Brain Development Imaging Laboratories. Il lavoro è stato supportato dal National Institutes of Health.

 

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I risultati sono stai basati sul Neuroimaging di 55 bambini, di età compresa tra i 7 e 17 anni, identificati con diagnosi di autismo e comparati con 55 bambini con sviluppo tipico della stessa età. L'RMI è stata utilizzata nella ricerca per valutare come l'attività cerebrale cambia nel tempo in questo caso, in un periodo di sei minuti. Ci offre un'immagine della continua comunicazione tra le differenti aree cerebrali, conosciuta come "connettività funzionale", mostrando  la sincronizzazione dell'attività dell'amigdala con le altre aree cerebrali. L'MRI ha rivelato una debole connessione tra l'amigdala e la corteccia occipitale. Inoltre, ha dimostrato che l'effetto di potenziamento delle connessioni tra amigdala e corteccia frontale che si evidenzia durante l'adolescenza nello sviluppo tipico giovanile era completamente assente nei partecipanti con ASD.

Questa assenza di una continua maturazione del cervello associata agli adolescenti con sviluppo tipico può contribuire alle difficoltà nella comunicazione sociale esperita da quelli con ASD che presentano negli anni dell'adolescenza e giovinezza. Fishman enfatizza che ci potrebbero essere alcune forme di bloccata coordinazione tra l'amigdala e altre parti del cervello, tuttavia non è ancora possibile dire dove queste causano delle differenze nel funzionamento sociale osservato nei bambini con ASD.

Questo è parziale a causa dell'età dei bambini dello studio. "avendo esaminato bambini che hanno 10, 12 o 14 anni ed avendo trovato delle differenze a questa età, non ci permette di fare delle inferenze su cosa può causare queste differenze. A questo punto, le connessioni cerebrali sono state formate e già abbastanza stabili".

L'autrice di questo studio spera di portare maggiori informazioni con studi follow - up sui bambini asd lattanti e in età prescolare e per osservare quando si sviluppano i primi sintomi; in particolare se i primi comportamneti osservati nei bambini con ASD conducono a dei modelli atipici di connessione o ad altre vie circostanti. Sopratttutto, comprendendo la biologia sottostante l'ASD si possono incrementare decioni cliniche riguardanti la diagnosi o prognosi per ASD e possibilmente rivolto a molti, interventi personalizzati focalizzati su specifi circuiti e basati sul livello di connessioni esclusive identificate nel cervello.

 

 

Tratto da ScienceDaily

 

 

(Traduzione ed adattamento a cura della Dottoressa Giulia Inglese)

 

 

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Tags: autismo news di psicologia ASD

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