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Donne e pornografia

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Una ricerca riguardante il rapporto delle donne con i materiali pornografici e sulle strategie spesso da loro adottate per poterli apprezzare e trarne piacere.

pornografiaSecondo una nuova ricerca, le donne utilizzano varie strategie per navigare attraverso il mondo maschile dell'erotismo.

"Molte persone - comprese le donne - guardano ad es. filmati pornografici, ma spesso questi video sono pieni di contenuti che possono farle sentire non proprio a loro agio, od addirittura disgustarle, annoiarle e far in conclusione deragliare totalmente la loro eccitazione", così hanno osservato gli autori dello studio, che hanno pubblicato i loro risultati negli Archives of Sexual Behavior.

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I ricercatori hanno analizzato i dati raccolti da 13 focus group, che includevano un totale di 72 donne ed un partecipante bigender. Durante i focus group, ai partecipanti è stato chiesto "L'uso dell'erotismo può contribuire al piacere?" I ricercatori hanno osservato alcune tematiche comuni emerse da questa domanda.

Le donne partecipanti allo studio affermarono che la visione di video o di immagini erotiche comportava il rischio di vedere contenuti indesiderati che portavano spesso a far diminuire la loro eccitazione o tendevano causare loro un senso di disagio. "Nel presente studio si è scoperto che vi sono una serie di motivi per cui le donne potrebbero non essere attratte favorevolmente dalla pornografia; spesso, infatti, video ed immagini vengono percepiti come qualcosa di inautentico, di non adatto alle donne (not women-friendly or queer-friendly), e che potrebbe creare aspettative non realistiche per corpi e comportamenti sessuali convenzionalmente ‘normali’ “, hanno spiegato i ricercatori.

Ma molte delle donne partecipanti alla ricerca dichiararono che utilizzavano delle strategie per evitare ciò. Alcune di loro cercavano video od immagini porno che ritenevano a basso rischio, come pornografia omosessuale o video amatoriali. Altre mandavano avanti quelle scene che ritenevano discutibili o chiudevano gli occhi per ascoltare il video piuttosto che guardarlo. Altre donne infine dichiararono che prediligevano i racconti erotici scritti piuttosto che i filmati.

"Tali scoperte evidenziarono come le donne possano effettivamente essere molto attive e coinvolte quando si tratta di consumo di pornografia (forse più di quanto si pensi) e sottolineano come le donne debbano spesso investire lavoro extra e lavoro cognitivo per godere della pornografia che viene prevalentemente creata per il pubblico maschile e che invece viene spesso vissuta come non eccitante dalle donne " spiegarono i ricercatori.

"Partendo da questa ricerca, gli studiosi si sono chiesti se la capacità delle donne di valutare, scegliere e adattare alle loro esigenze i materiali pornografici sia fondamentale per il modo in cui le donne sperimentano e interagiscono con i ‘materiali’ sessuali nella loro vita, e come potrebbero le risposte di eccitazione sessuale psicologica, fisiologica e genitale essere diverse in contesti di laboratorio dove queste capacità sono limitate o portate via?"

"Infine, i risultati dello studio evidenziarono che il modo in cui le donne tendevano interagire con i materiali erotici non era ossessivo, in quanto prevalentemente utilizzato non soltanto per trovare un proprio piacere, ma anche per suscitare eccitazione nel loro partner".

Lo studio, come tutte le ricerche, ha alcune limitazioni. I risultati sono stati basati su domande qualitative aperte, rendendo i risultati difficili da generalizzare.

"Tuttavia non avviene sempre che le donne debbano selezionare e filtrare i materiali pornografici attraverso i quali sperimentare esperienze positive ; piuttosto, questa ricerca ha suggerito che questo è un fenomeno molto più comune di quanto si pensi ", osservarono i ricercatori.

Lo studio, "Strategizing to Make Pornography Worthwhile: A Qualitative Exploration of Agentic Engagement of Women with Sexual Media", è stato scritto da Sara B. Chadwick, Jessica C. Raisanen, Katherine L. Golde e Sari van Anders.

 

Tratto da PsyPost

 

(Traduzione e adattamento a cura della Dottoressa Emanuela Torrente)

 


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