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Alcolismo

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on . Postato in Le parole della Psicologia | Letto 3321 volte

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L'alcolismo si contraddistingue per l'incapacità di rinunciare ad assumere bevande alcoliche e ad autocontrollarne la quantità.

alcolismo

L'alcolismo può essere talmente forte nella incapacità di autocontrollo che si traduce in situazioni problematiche sul piano sociale, familiare e lavorativo o si ripercuote negativamente sulla salute. 

L'alcolismo è una sindrome patologica determinata dall'assunzione acuta o cronica di grandi quantità di alcol. A poco a poco, il pensiero e il desiderio di bevande alcoliche diventa pressoché costante e la loro mancata assunzione determina una sindrome d'astinenza del tutto sovrapponibile a quella che si osserva nei tossicodipendenti, caratterizzata da accelerazione del battito cardiaco (tachicardia), tremori, nausea e vomito, agitazione, allucinazioni, convulsioni.

Il termine alcolismo è ampiamente usato ed è stato coniato nel 1849 da Magnus Huss, ma in medicina il termine è stato sostituito dal concetto di "abuso di alcol" e "dipendenza da alcol" come specificato nel DSM III del 1980; allo stesso modo, nel 1979, un comitato dell'Organizzazione Mondiale della Sanità ha consigliato l'abbandono dell'uso del termine "alcolismo" come entità diagnostica, preferendo la categoria di "sindrome da dipendenza da alcool". L'alcolismo è la presenza costante della tolleranza, dell'astinenza e dell'uso eccessivo di alcol. L'incapacità del bevitore di controllarne l'assunzione, nonostante la consapevolezza del proprio danno alla sua salute, indica che la persona potrebbe essere un alcolizzato.

Se si intende guarire da questa forma di dipendenza, il primo passo della terapia è quello di capire se siete dipendenti dall’alcol, se riuscite a mantenere il controllo sull’assunzione la terapia può consistere in una riduzione delle quantità. Se invece siete dipendenti la semplice riduzione non è efficace e smettere completamente deve essere lo scopo della terapia. La terapia per l’alcolismo può comprendere:

  1. Disintossicazione e astinenza
  2. Consulenza psicologica
  3. Terapia comportamentale e progetto terapeutico
  4. Farmaci per uso orale
  5. Supporto continuo
  6. Terapia per i problemi psicologici
  7. Terapia per le malattie connesse

La diagnosi è realizzabile grazie a dei questionari e la disintossicazione avviene per mezzo di terapie di gruppo e con l'utilizzo di farmaci come le benzodiazepine, utilizzate per la cura dei sintomi dell'astinenza. Spesso gli alcolisti risultano dipendenti anche da altre sostanze, per la maggior parte da benzodiazepine; ciò può richiedere ulteriori cure mediche. Rispetto agli uomini, le donne sono più sensibili all'alcol e più inclini a subire i deleteri effetti fisici, cerebrali e mentali. Le stime dell'Organizzazione Mondiale della Sanità parlano di 140 milioni alcolisti in tutto il mondo.

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Tuttavia, si può avere un problema con l'alcol (e subirne tutti gli effetti negativi a livello personale e sociale) anche senza essere propriamente alcolisti; è il caso del binge drinking ovvero parliamo di una condizione caratterizzata dal consumo occasionale di notevoli quantità di bevande alcoliche e conseguente perdita di controllo sul proprio comportamento. Lo scopo principale di queste "abbuffate alcoliche" è l'ubriacatura immediata nonché la perdita di controllo. Spesso si associa al compimento di un reato, a volte è assunto come moda giovanile.

L'esatta consistenza dell'intossicazione, comunque, varia da paese a paese. Il punto critico può essere raggiunto dopo molte ore o anche diversi giorni di assunzione. A causa degli effetti a lungo termine, il binge drinking è considerato uno dei più grandi problemi di salute al giorno d'oggi. Sappiamo comunque che la dipendenza fisica dall’alcol non compare di punto in bianco, con l’andare del tempo il consumo eccessivo di alcol modifica invece l’equilibrio dei neurotrasmettitori cerebrali connessi al piacere del bere. L’abuso di alcol sul lungo periodo può modificare l’equilibrio di queste sostanze chimiche, inducendo l’organismo a desiderare l’alcol per sentirsi bene o per evitare le sensazioni negative.

Se sentite di non riuscire a controllare il vostro rapporto con l’alcol parlate con il vostro medico, anche solo se pensate di non essere alcolisti ma siete preoccupati perché ritenete di bere troppo, o che l’alcol vi stia causando problemi nella vita quotidiana. Tra gli altri modi per chiedere aiuto esistono le consulenze psicologiche o i gruppi di auto aiuto, ad esempio gli Alcolisti Anonimi. Probabilmente la vostra prima visita avverrà dal medico di base o da un medico generico.

Se il medico sospetta che soffriate di problemi legati all’alcol vi rivolgerà molte domande sulle vostre abitudini e probabilmente vi farà compilare un questionario. Quest’ultimo potrà chiedervi il permesso di avere un colloquio con i vostri famigliari o amici, o magari sono stati proprio i vostri famigliari a contattarlo per esporgli le proprie preoccupazioni. Tuttavia le informazioni emerse durante la visita sono strettamente confidenziali: il medico non può divulgare informazioni. Per aiutare chi ha problemi con l’alcol esistono diversi tipi di terapia ovvero possiamo parlare di un intervento breve, una serie di consulenze psicologiche senza necessità di ricovero presso una struttura, oppure nel ricovero presso una struttura residenziale.

Per Approfondimenti

  • harmoniamentis.it
  • farmacoecura.it
  • wikipedia.org
  • Lessico dei termini psichiatrici e di salute mentale Centro scientifico Editore

 

 

A cura della dottoressa Alessandra Antonacci

 

 


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Tags: alcolismo alcol autocontrollo le parole della psicologia benzodiazepine

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