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La vita pratica dello psicologo: il POS (Point of Sale)

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on . Postato in Vita da Psicologo | Letto 2774 volte

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In queste ultime settimane è emerso nel mondo della psicologia il problema POS (point of sale). Cioè se è obbligatorio o meno possederlo ed utilizzarlo. Abbiamo cercato di realizzare un breve vademecum in merito.

pos point of sale psicologiIl POS è uno strumento estremamente diffuso nel mondo del commercio perché consente ai clienti di pagare attraverso la cosidetta "moneta elettronica" (Bancomat e Carte di Credito/Debito). Per quanto abbia in genere costi decisamente elevati, viene considerato dai commercianti un concreto aiuto nella vendita per il motivo che consente, anche a chi non dispone di contanti in quel momento, di effettuare comunque un acquisto (che diventa una vendita per il commerciante). Oltre a ciò il POS è fondamentale nel commercio elettronico perché consente il pagamento a distanza. In concreto si tratta di un apparecchio, collegato alla linea telefonica o ad internet, che permette di effettuare il pagamento di beni e servizi con l’utilizzo di una carta di credito/debito.

Per poter ricevere pagamenti tramite POS è necessario dotarsi di un dispositivo che può essere fisso o portatile. Sia nel primo che nel secondo caso, digitando l’importo sulla tastiera, si può inserire o strisciare la carta del cliente nel lettore. Gli apparecchi più evoluti consentono anche il pagamento "contactless", cioè semplicemente avvicinando la carta al POS.

Gli psicologi, come tutti gli altri professionisti, teoricamente sono obbligati a possedere un POS poiché sono obbligati a consentire ai clienti il pagamento delle prestazioni effettuate (superiori a 5 euro) attraverso la moneta elettronica (carte di credito/debito e bancomat). Ma se il professionista non possiede il POS e non consente il pagamento, così come richiesto dal cliente, non è ad oggi (settembre 2017) sanzionabile.

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In caso di non possesso del POS il debito verso il professionista non si estingue e quindi il cliente è obbligato comunque a pagare con altri mezzi (contanti, bonifico bancario, assegno, etc.) E' comunque possibile per il professionista accordarsi preventivamente col cliente sulle modalità di pagamento in fase di stipula del contratto.

Perciò, in concreto:

  • se ho il POS, nessun problema. Lo segnalo al paziente/cliente e consento il pagamento della parcella con moneta elettronica;
  • se non ho il POS, ugualmente nessun problema. Lo segnalo al paziente/cliente e ci accordiamo per il pagamento con metodi alternativi (contanti, bonifico bancario, assegno, etc.)

Sorge a questo punto la domanda se convenga oppure no dotare il proprio studio di POS. La risposta, ovviamente, è totalmente personale.

Proviamo comunque a fare due ipotesi:

  • Ho MOLTI clienti che mi chiedono il pagamento con moneta elettronica.
    Il POS diventa non solo necessario ma utile (a prescindere dai costi) perché mi consente di stabilire un rapporto di fiducia e di fidelizzazione con i clienti/pazienti.
  • Ho POCHI clienti che mi chiedono il pagamento con moneta elettronica.
    Il POS non è necessario ma potrebbe essere utile, in particolare se mi oriento verso soluzioni senza costo fisso e/o canone mensile. Pago una quota iniziale per l'acquisto del POS fisico e collegabile allo smartphone (in genere 20/30 euro) e poi pago una commissione (in genere intorno al 2%) su ogni transazione effettuata.

Su internet è possibile trovare oggi molte offerte in tal senso ed acquistare un POS a costi davvero accettabili. Gli importi riscossi attraverso il POS vengono poi accreditati sul proprio conto corrente bancario ed il gioco è fatto.

Buona scelta!

 

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Tags: pos point of sale moneta elettronica carta di credito bancomat

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