Emozioni ai tempi del Coronavirus
La pandemia legata al Coronavirus ha attivato una serie di emozioni molto forti in ciascuno di noi. Imparare a conoscerle, comprenderle e gestirle è fondamentale per la salute psichica di tutti.
di Lucia Ianne
La PAURA è un’emozione fondamentale che ha permesso alla specie umana di sopravvivere e di resistere nel corso dei secoli ai pericoli presenti nell’ambiente esterno. A differenza dell’ansia, la PAURA si manifesta in presenza di uno stimolo reale, concreto, percettibile.
Con la diffusione del Covid – 19 mutano completamente i nostri parametri di riferimento e la nostra percezione del rischio. Un virus è impercettibile, invisibile, possiamo solo verificarne gli effetti, i danni.
Si diffonde sempre più la corsa a reperire informazioni, anche sbagliate, sul canale web in particolare, per cercare disconferme o dati certi, ma in questo caso il rischio è di imbattersi molto spesso in fake news che contribuiscono ad alimentare il nostro senso di precarietà ed incertezza. Il nemico non è quindi identificabile, riconoscibile, un individuo o un oggetto da affrontare.
Accade perciò che il nostro prossimo, il nostro vicino può essere visto come possibile portatore di virus, come possibile veicolo di contagio. Stiamo evitando tutto quell’universo che quotidianamente cerchiamo faticosamente di costruire fatto di reciprocità, di scambi, di contatti interpersonali, di VICINANZA.
Assistiamo a quello che si può chiamare il lutto degli affetti, dei baci e degli abbracci, che costituiscono una componente fondamentale per manifestare le nostre emozioni, per trasmettere il piacere dell’incontro, della presenza dell’altro.
Un metro di distanza, così lontano ma anche così vicino.
Rivalutiamo ogni piccolo gesto, un saluto, un bacio, una stretta di mano a cui magari non attribuiamo più lo stesso valore perché fanno parte della gestualità data per scontata. In prossemica si studia la distanza sociale, ai tempi del Corona virus siamo tutti costretti ad uno spazio di relazione formale, di circostanza, l’intimità viene quasi abolita.
Eppure paradossalmente possiamo ritrovare questo spazio privato nelle nostre case, in un ambiente che spesso frequentiamo o rispettiamo poco, con i nostri familiari, che magari riabbracciamo solo a sera tornati dal lavoro.
Riprendiamoci i nostri cari , il piacere della condivisione di spazio e tempo, di un pomeriggio in famiglia, che ci permettiamo solo quando abbiamo l’influenza. È bello dire sono a casa perché sto bene, perché voglio proteggere me, la mia famiglia e chi mi sta vicino. Io resto a casa non per evitare gli altri ma per abbracciare il rispetto!
Proteggiamo I nostri bambini cercando di non trasmettere ansia o preoccupazione, ma senso di responsabilità nel veicolare il messaggio che ogni persona può dare il suo piccolo contributo, e con pazienza e tenacia, saremo come pezzi di un puzzle che alla fine ti permettono di realizzare e di vedere un’immagine intera.
Non abbiate paura di chiedere aiuto, ad una figura esperta in gestione dell’ansia e delle emozioni, stiamo vivendo un momento difficile e non sempre abbiamo le parole e gli strumenti per affrontare gli imprevisti. Uno psicologo o uno Psicoterapeuta possono aiutarvi in questo compito.
Facciamo in modo che un momento di crisi sia un punto di rinascita, di riequilibrio fisico, psichico e affettivo. Abbiamo bisogno di piccole cose, perciò curiamo, creiamo, modifichiamo o coloriamo le nostre giornate, troviamo in noi gli strumenti per dipingere una tela meravigliosa, per intingere d’Amore rosso i nostri capolavori.
È questo l’antidoto al virus, al veleno, alla morte: un potente farmaco chiamato VITA.
Articolo a cura della Dott.ssa Lucia Ianne, Psicologa Psicoterapeuta
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Tags: emozioni coronavirus covid-19