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Vincent Van Gogh e l'ArteTerapia

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Con Vincent Van Gogh nella Storia dell'Arte è segnato un passaggio fondamentale che travolgerà la normale visione di questa disciplina dando origine alla moderna ArteTerapia.

Vincent Van Gogh e ArteTerapiaDa quel momento, infatti, in maniera dichiarata dallo stesso pittore nell'affascinante testo edito da Guanda dal titolo: Lettere al fratello Theo, non si cercherà più di dipingere ciò che accade all'esterno ma piuttosto l'effetto che l'esterno ha sull'interno.

Gli effetti quindi delle diverse modalità di percepire il mondo.

Grazie a questa diversa concezione e apertura a nuovi possibili orizzonti sono scatute le correnti dell'arte moderna e contemporanea che proprio nei pittori impressionisti hanno trovato la fonte di ispirazione. Sui binari paralleli alla Storia dell'Arte la Psicologia si occupò del fenomeno Van Gogh il quale nell'ultimo periodo della sua vita passato in un Ospedale della Provenza, a Saint Remie, utilizzò l'arte per trovare risposte al suo travagliato mondo interiore spesso in lotta con le convenzioni del tempo.

I colori, i profumi e il giallo dei raggi del sole della provenza faranno da sfondo ad una malattia ancora mal decodificata, in quanto non corrispondente ai normali parametri della clinica e della nosografia descritta anche nel DSM IV, ma che portava il pittore ad una incessante ricerca delle giuste forme, dei giusti colori, del giusto modo di esprimere e contemporaneamente alla ricerca della sua stessa vita.

Spesso Vincent Van Gogh è stato collocato nella casistica della schizofrenia ma dopo una accurata lettura del testo: Genio e follia Edito da Rusconi, di Karl Jaspers, allievo del fenomenologo Martin Heidegger ed alla luce della moderna nosografia si avverte una grossa difficoltà di classificazione del suo disturbo in quanto, come ben sappiamo nella schizofrenia è completamente assente l'aspetto di autocritica, cosa della quale invece il pittore ha fatto il punto cardine della sua vita.

Nella sua vita riuscì la ricerca estetica ma non riuscì il complicato eppur semplice tentativo di medicare le ferite interiori, non ci fu tempo, il pittore si tolse la vita prima di aver concluso la sua ricerca, ritenendola ormai impossibile e troppo faticosa.

Sappiamo tutti molto bene qual'è il valore attribuito da critici d'arte e mercanti d'arte alle tele del pittore ma forse meno sapppiamo di quanto lo studio della sua personalità e del suo tentativo di autocura, siano stati uno strumento fondamentale anche per nuovi metodi di cura e per innescare il percorso della moderna Arte Terapia sulla base ed alla luce di studi compiuti dalla Psicologia e dalla Psicoanalisi.

Esistono vissuti che non hanno e non avranno mai la possibilità di essere pensati e tanto meno espressi con il linguaggio verbale, vissuti che trovano una più libera espressione invece attraverso il medium artictico e l'uso del colore, che spesso facilita ed offre la chiave per l'ingresso al Mondo interiore.

Di questo Vincent Van Gogh si è fatto portavoce offrendoci con la sua testimonianza di vita un testo vivente e semovibile dal quale apprendere non solo la strada per l'uso del colore ma un tentativo disperato di autocura nell'intricata ricerca della sua individualità.

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Riferendosi ad uno dei suoi dipinti, L'Arlesiana, egli afferma: Vorrei fare dei ritratti che alla gente di un secolo dopo sembrino delle apparizioni, non più la rassomiglianza fotografia, ma la ricerca dell'espressività. Quel ritratto, che consiglio a coloro che non lo hanno veduto, è una rappresentazione dell'anima di questa donna riprodotta, così come lo è la Chiesa di Avers sur Oise, nella quale appare palese l'implosione dell'edificio nascosto sotto il giallo e il blu dei colori.

Un giallo che lo attirerà e perseguiterà fino alla sua morte, un sole interiore che non gli permetteva però di interagire con il mondo in maniera meno sofferta, meno dolorosa.

Molti altri sono i quadri di Vincent Van Gogh nei quali sembra trasparire come dietro ad una radiografia il carattere e le caratteristiche dei personeggi e dei luoghi riprodotti che sembrano anch'essi essere intrisi di anima, di vita e spesso di irrequietezza, la stessa che alitava all'interno della vita di questo grandissimo e coraggioso pittore.

 

Dott.ssa Paola Dei - Psicologa, Psicoterapeuta - Siena

 


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Tags: arteterapia pittura

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