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Superare la situazione di disagio e stress sul lavoro

on . Postato in La psicologia del lavoro | Letto 4734 volte

Come affrontare periodi particolari in cui gli avvenimenti della vita lavorativa diventano molto predominanti ed iniziano a influenzare anche la sfera privata e relazionale?

disagio e stress a lavoroPuò succedere di sentirsi insoddisfatti sul lavoro e i motivi possono essere diversi: un carico di lavoro eccessivo, un lavoro troppo routinario e ripetitivo, sentirsi sottoutilizzati, non riuscire ad inserirsi nelle relazioni con gli altri, non riuscire a comunicare nel modo giusto le proprie esigenze, un lavoro con pochi spazi di autonomia e creatività.

Si possono sentire particolari stati d'animo come ansia, irritabilità, rabbia, esaurimento fisico, senso di colpa, negativismo, disistima. Queste sono emozioni che ci danno informazioni su noi stessi. Alcune di queste possono essere somatizzate nel nostro corpo e portarci nel tempo a disturbi fisici ai quali non sempre sappiamo rimediare: emicrania, sudorazione,insonnia, disturbi gastrointestinali.

Anche a livello comportamentale sul lavoro si può iniziare a reagire in maniera diversa agli eventi che avvengono nella giornata. Può capitare così di avere sentimenti negativi e di risentimento verso l’organizzazione per la quale si lavora. Iniziare a lamentarsi eccessivamente, sentirsi distaccati emotivamente. Avere un sentimento di inutilità, irrilevanza e disconoscimento.

Pure la prestazione lavorativa né può risentire, si può essere più lenti, più insofferenti, si può iniziare ad aderire formalmente a regole organizzative senza grandi emozioni. Ci si può ammalare più facilmente e andare controvoglia a lavoro tanto da trovare più scuse per assentarsi.
Alcune di queste emozioni accumulano forme di stress da lavoro. Questa tipologia è il disagio tra i più sentiti dai lavoratori italiani, cresce e viene amplificato con la crisi economica,  aumentando quindi anche i rischi per la salute legati all’attività lavorativa.

Secondo l’Aias (Associazione professionale Italiana Ambiente e Sicurezza), il 27% dei lavoratori, quindi in pratica uno su quattro, soffre di stress legato alla propria attività professionale, e questo causa oltre la metà delle giornate di lavoro perse in un anno.

La prima riflessione utile da sviluppare per uscire da questo stato di disagio è comprendere che noi possiamo scegliere. Sia in maniera consapevole che inconsapevole, noi agiamo delle scelte giornalmente. Prendere consapevolezza della scelta attuata e che si sta vivendo, permette di prendere il timone della propria vita e vivere più responsabilmente.
Cosicchè le scelte comportamentali a questo disagio possono essere delle forme di difesa dette anche strategie di coping. Quest'ultime consistono in un insieme di comportamenti che si attivano per far fronte a specifiche esigenze esterne e interne vissute come imposizioni, o come superiori alle proprie risorse o non allineate con le motivazioni personali.

Una prima decisione può essere quella di continuare di evitare la situazione ovvero il sottrarsi a un ostacolo o scavalcare un problema, magari dedicandosi ad altro.
L’altra reazione è la strategia di fuga, che può portare anche all'abbandono dell’attività, allontanando momentaneamente il problema ma senza risolverlo.
Occorre, invece, cercare attivamente soluzioni nuove e iniziare a capire che dentro di noi abbiamo le risorse per poter reagire, basta sentirsi parte del problema e attivarsi per trovare una soluzione. Non ci si può aspettare che le cose cambino dall’esterno, occorre che cambino prima di tutto dentro noi stessi.
Non possiamo renderci schiavi e dipendenti da qualcun altro, un collega, un capo e aspettare che loro cambino o che guardino e soddisfino le nostre esigenze.

Assumersi la responsabilità di quello che ci sta accadendo, frutto di scelte o di atteggiamenti e comportamenti, permette di riprendersi il controllo della propria vita.
Occorre avere maggior fiducia nei propri mezzi e nelle proprie capacità ed esprimere i propri bisogni per farli rispettare. Dedicare del tempo maggiore a se stessi dopo l’attività lavorativa in maniera da creare un distacco produttivo per il proprio benessere è sicuramente una soluzione adeguata.

Non stiamo parlando di disagi dovuti a situazioni più gravi come molestie o mobbing, poiché in questi casi è sempre consigliabile denunciare, anche a danno di altri. Parlarne in famiglia, con gli amici, col medico di base e/o con uno psicologo o con uno psicoterapeuta.
Nelle situazioni di disagio ci troviamo spesso a tollerare qualcuno, o qualche situazione. Con questo atteggiamento comunichiamo l’idea di un confronto rinviato; accettare è, invece, la situazione per iniziare il cambiamento, è mettere in campo la propria disponibilità a costruire relazioni sulla base dell’uguaglianza e della fiducia.
Questo tipo di atteggiamento presuppone anche una tendenza ad agire in maniera più coraggiosa, fiduciosa e positiva le nostre azioni.

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Dobbiamo apprendere a pensare in maniera più profittevole per noi, a cambiare punto di vista, a cercare nuove soluzioni, più efficaci per le situazioni difficili che la vita ci può proporre. Dare il giusto peso e significato a ciò che ci accade intorno, credere ciò che è più efficace per noi; non rimanere focalizzati su ciò che può crearci disagio e frustrazione ma vivere in una dimensione di stima verso se stessi e fiducia che attivando pensieri costruttivi si possa risolvere tutto ed arrivare ai risultati sperati.
Pensare alle sole cose negative, interpretare gli eventi guardando solo gli svantaggi può creare degli schemi depotenzianti per il nostro essere.

La cosa più utile che possiamo fare per noi stessi è imparare a sostituire gli schemi di pensiero abituali nocivi con altri per noi più efficaci, più creativi e potenzianti per la nostra esistenza.Ogni costruzione e percezione della realtà viene da noi costruita, parte da noi per arrivare agli altri.
Uno dei migliori regali che possiamo farci è prima di tutto accettare noi stessi per quello che siamo, considerando che ogni cosa che abbiamo fatto fino ad ora era la migliore che potevamo fare in quel momento in base all'esperienza maturata. 

Tre consigli possono essere messi in atto per iniziare in maniera facilitata questo percorso e uscire dal disagio più velocemente:
1) Rivolgersi in maniera positiva a noi stessi, facendosi aiutare dal linguaggio:
Utilizzare dei termini positivi aiuta la nostra mente e il nostro corpo ad allontanare le emozioni negative che ci ostacolano e ci creano disagio. Ricercare il "bello" e il "sano" ed esprimerlo nel linguaggio quotidiano migliora i nostri stati d’animo e promuove buone relazioni anche con gli altri.

2) Mettersi in ascolto con noi stessi:
Prendersi del tempo per fare silenzio e ascoltare i nostri bisogni e ciò che questi ci provocano; ripulirsi di ciò che non ci serve e non ci motiva, e riequilibrare la nostra mente con spinte emotive che ci fanno vedere il risultato e ciò che di bello possiamo produrre.
Fare meditazione, respirare a pieni polmoni.

3) Cercare le cose che ci fanno stare bene e ci piacciono:
Cercare e relazionarsi più spesso con le persone che ci fanno sentire bene, che ci amano incondizionatamente; ascoltare la musica che ci emoziona o che ci dà carica. Questo significa riempire i nostri polmoni di aria pulita. 

I pensieri positivi influiscono quindi sui propri stati d’animo e ci focalizzano sulle nostre risorse e attitudini rivolgendole a nostro favore; cambiare i comportamenti abituali, cambiare gli schemi che ci fanno pensare ed agire sempre allo stesso modo e che ci portano agli stessi risultati.

Spostare il focus su noi stessi significa spostare le nostre energie per fare meglio, sperare di poter raggiungere un risultato positivo malgrado i numerosi ostacoli che ci sbarrano la strada.  Tutti possono farlo poiché il pensiero vive e si produce nella nostra mente e condiziona i nostri comportamenti.
Per tale motivo vale la pena provarci ed attivare un’accettazione positiva e completa di ciò che non ci piace, per vivere le situazioni con minore ansia e maggiore disponibilità al cambiamento.

Solo se ci rendiamo protagonisti del nostro cambiamento possiamo avere fede che tutto scorre e può cambiare. Solo modifcando pensiero e punto di vista si può passare dalla tolleranza di certe situazioni all’accettazione e al cambiamento.

 

(a cura del Dottor Massimo Perciavalle)

 

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