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La manipolazione affettiva nella coppia: risponde l'autrice

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on . Postato in Le interviste di Psiconline® | Letto 21564 volte

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Riconoscere ed affrontare il cattivo partner. Intervista alla dott.ssa Pascale Chapaux-Morelli

testataIl problema della manipolazione affettiva suscita un interesse sempre maggiore, in particolare quando si pone all'interno della coppia, assumendo veri aspetti patologici ed il nome di "perversione narcisista".

L'osservazione della manipolazione ordinaria, "normale" nel senso che essa è inevitabile, può quindi contenere le premesse di un funzionamento più patologico, ossia quello del manipolatore perverso, il quale spinge la sua azione fino ad operare una distruzione del suo oggetto, dell'altro.

Il perverso narcisista modella, a forza di critiche, la personalità stessa dell'altro, che perde la sua autostima e la sua volontà. Una violenza psicologica distruttiva quanto quella fisica.
Il libro "La maniplazione affettiva nella coppia", a tal proposito, viene definito nella sua prefazione da Dacia Maraini "Un vademecum che cerca di condurre a un'eventuale presa di coscienza".

Attingendo a molti casi concreti, il libro permette di individuare il profilo specifico del perverso narcisista per uscire dalla sua dipendenza e potersi ricostruire.
E' un "vademecum che divulga, per mezzo della scrittura, la necessità di restare vigili e attenti nel rischioso ambito della relazione di coppia: una messa in allarme che può risultare difficile da comunicare al di fuori di un percorso analitico".

Al fine di fornire delucidazioni sui principali interrogativi e curiosità, Psiconline intervista l'autrice del libro, Pascale Chapaux-Morelli su questa problematica fortemente attuale inerente alle difficoltà relazionali presenti nella coppia che, a volte, suscitano conflitti, manipolazioni e violenza psicologica.

libroDott.ssa la manipolazione affettiva, di cui lei tratta nel suo libro, è un problema attuale che ha per certi versi radici molto antiche. Vuole illustrarci brevemente cosa si intende per manipolazione affettiva?

Manipolare significa portare l’altro a fare o pensare ciò che non avrebbe fatto né pensato altrimenti, attraverso un subdolo meccanismo di sopraffazione. Quando gli affetti sono anche in gioco in modo diretto, come avviene nella coppia, chi manipola fa leva anche sui sentimenti propri al legame.

Quali sono le fasi della manipolazione affettiva nella coppia?

Per istaurare la manipolazione, occorre passare attraverso alcune tappe, o fasi, che portano all’opera compiuta.
Prima la seduzione, accattivare l’oggetto, illuderlo, creare e rafforzare il legame. In seguito, l’invasione della vita dell’altra persona. Rendersi utile, e poi insostituibile, intromettersi nella sua vita il più possibile.

Poi, ancora, isolare l’altra persona, da tutto e da tutti, dalla sua famiglia, dagli amici, a volte persino dal lavoro, facendoglielo abbandonare. Infine, la distruzione: denigrare, umiliare, tradire, assoggettare.

La figura del manipolatore solitamente da chi è rappresentata? Ci sono differenze di genere?

Chi manipola è una persona intelligente, un furbo che sa trarre vantaggio da ogni situazione. Dotato di grande intuizione nell’indovinare l’altro, è tuttavia privo di empatia verso il prossimo.

La manipolazione esiste senza differenza di genere.

Quali soggetti, invece, sono più a rischio di essere vittime della manipolazione affettiva?

Le persone molto empatiche, desiderose di aiutare gli altri, e che dubitano spesso di se stesse, con una scarsa autostima. Sono convinte che l’altro cambierà, che riuscirà ad amarle, se lo accontentano come egli desidera, dimostrando abnegazione totale.
Si assumono un compito ambizioso irrealizzabile: dare felicità all’infelice, rendere buono il cattivo.

Nel libro si parla spesso del "perverso narcisista" all'interno della coppia. Chi è il perverso narcisista e da quali esperienze di vita può scaturire il suo comportamento?

E’ la versione estrema del manipolatore. Fa finta, inganna.
Essendo bravo attore ci riesce molto bene, finché la sua violenza verbale o fisica viene fuori, ma solo nell’ambito ristretto della relazione: sa mantenere un’immagine di sé positiva e brillante agli occhi del resto della società.

Si propone come vittima del suo passato famigliare e, alle fine, della sua stessa partner, vera vittima. Egli lamenta sempre un’infanzia marcata dal rapporto alterato con almeno uno dei genitori.

fineCosa può esserci di positivo in una relazione con un perverso narcisista?

Il momento in cui lo si lascia.

Come può la vittima di una manipolazione affettiva accettare una relazione malata senza interromperla ai primi segnali di disagio?

Questo avviene perché i primi segnali di disagio sopraggiungono non all’inizio della relazione, bensì quando questa è ben installata, quando l’affetto è cresciuto (da una parte sola: quella della vittima).

“Per amore”, si accetta l’inaccettabile. A volte, esiste anche una dipendenza materiale ed economica che paralizza la vittima.

Chi è stato vittima di un perverso narcisista è a rischio sempre? Anche nelle future relazioni sentimentali?

E’ vero che si tende a ripetere gli errori e gli stessi schemi se non si fa un lavoro su se stessi, ma è anche vero che le persone vittime imparano molto, attraverso un’esperienza del genere. Imparano a conoscere se stesse e, un pò, gli altri. Diventano più caute, a volte anche molto diffidenti.

Se in questa relazione malata sono coinvolti anche i figli, che cosa cambia nella coppia? E quali effetti può avere sui figli un genitore perverso narcisista?

I figli purtroppo vengono usati per fare più male possibile all’altra persona, per ricattarla o danneggiarla. Poco importa se soffrono anche loro. Sono usati come pallottole.

E' possibile intervenire su un soggetto perverso narcisista aiutandolo a cambiare?

Il problema di fondo è che il perverso narcisista non ha nessuna voglia di cambiare e non ne fa la richiesta, mai. Negli ambulatori di psicologi e psicanalisti vengono le vittime.

Dato che il suo libro è stato pubblicato per la prima volta in Francia nel 2010, come mai ha deciso poi di pubblicarlo anche qui in Italia? Ritiene che il comportamento manipolatorio sia favorito da un contesto sociale culturale specifico?

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Vivo tra Italia e Francia, tutti e due questi paesi sono importanti in ugual modo per me. Avendo questa doppia cultura, cerco anche di imprimere la stessa doppia impronta in tutto ciò che faccio. Sono grata all’Editore Psiconline di avermi dato tale opportunità.

Per quanto riguarda il comportamento manipolatorio, è certamente favorito dalle circostanze e quindi anche da un contesto sociale, come la corsa al protagonismo o la
competizione professionale. Ma esiste in tutte le culture.

Ringraziamo la Dottoressa Pascale Chapaux- Morelli che, con grande disponibilità, si è prestata a rispondere alle nostre domande illustrando in modo chiaro e diffuso l'argomento da lei trattato.

 

(a cura delle Dottoresse Marrone Benedetta e D'Annibale Sara)

 

 


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Tags: figli vittime coppia manipolazione affettiva perverso narcisista cattivo partner Pascale Chapaux-Morelli perversione narcisista aspetti patologici manipolatore violenza psicologica relazione malata

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