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Coping

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on . Postato in Le parole della Psicologia | Letto 10704 volte

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In che modo tendiamo a superare gli ostacoli e lo stress che la vita ci sottopone? Attuando strategie di coping!!

copingDall’inglese to cope (affrontare) il termine indica le strategie cognitivo-comportamentali a disposizione della persona per far fronte (gestire, ridurre, combattere) ai problemi derivanti dal cattivo rapporto con l’ambiente.

In altri termini, il concetto di coping è relativo a tutte quelle strategie di fronteggiamento delle avversità ambientali, costituite da diverse fonti di stress o altri problemi emergenti dal rapporto con la realtà circostante, ed è anche rappresentato dalle difese o dalle risposte, efficaci o inefficaci, positive o negative, che si è in grado di dare quando si presenta un problema.

Gli eventi stressanti (stressfull life events) possono essere classificati in: normativi, in quanto attinenti alla vita quotidiana; non normativi, ossia inattesi e straordinari; sequenziali, che tendono a ripetersi e hanno effetto cumulativo e infine specifici, ossia che hanno una durata limitata nel tempo.

Tali eventi sono spesso ardui da gestire poiché comportano una fase di cambiamento, un passaggio da una situazione all’altra.

All’interno di questo modello, Lazarus e Folkman definiscono lo stress come una transazione fra la persona e l’ambiente nella quale la situazione viene valutata dall’individuo, che percepisce una situazione di pericolo per il proprio benessere.

Alla base dello stress vi sarebbe, dunque, uno squilibrio tra le risorse e le capacità possedute dal soggetto, e quelle richieste dall’ambiente per fronteggiare gli stressors, ossia quegli eventi o situazioni che vengono percepite dalle persone come potenzialmente dannose e nocive per il proprio equilibrio psico-fisico.

Nel momento in cui si attua una valutazione del potenziale stressor considerandolo un agente stressante effettivo si attuano le strategie di coping atte a ristabilire un equilibrio positivo tra sé e l’ambiente, andando ad agire sia sull’agente stressante che su sé stessi.

Nella gestione e soluzione dell’evento stressante risultano, quindi, di fondamentale importanza il modo in cui percepiamo e valutiamo l’evento, e le risorse e le capacità con cui possiamo fronteggiarlo.

Nel modello di Lazarus e Folkman vengono concettualizzate 3 diverse tipologie di valutazione cognitiva dello stressor:

- valutazione primaria, in cui il soggetto valuta la gravità dell’evento;

- valutazione secondaria, in cui il soggetto valuta le risorse che ha a disposizione e le strategie da mettere in pratica per fronteggiare l’evento;

- valutazione terziaria, dove il soggetto valuta l’efficacia della propria azione, e in base ai risultati può convergere su altre strategie.

Un aspetto molto importante riguardante questo processo di valutazione, è riferito alla percezione di controllo sulla situazione. Quanto detto ci introduce all’altro concetto fondamentale del modello di Lazarus e Folkman: il coping.

Secondo Lazarus e Folkman, il coping può essere osservato e indagato da diverse prospettive: il coping centrato sul problema e il coping centrato sulle emozioni derivanti dal problema ed, infine, il coping atto all’evitamento del problema.

Il coping centrato sul problema (task coping): è rappresentato dalla tendenza ad affrontare il problema in maniera diretta, ricercando soluzioni per fronteggiare la crisi, quindi implica l’attivazione di pensieri, strategie e comportamenti; il coping centrato sulle emozioni (emotion coping) è rappresentato da abilità specifiche di regolazione affettiva, che consentono di mantenere una prospettiva positiva di speranza e controllo delle proprie emozioni in una condizione di disagio, oppure di abbandono alle emozioni, come la tendenza a sfogarsi o, ancora, la rassegnazione, ossia l’attivazione di pensieri, strategie e comportamenti finalizzati a arginare le emozioni negative o stressanti.

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Successivamente è stato individuato un terzo tipo di coping: il coping centrato sull’evitamento (avoidance coping), che rappresenta il tentativo dell’individuo di ignorare la minaccia dell’evento stressante o attraverso la ricerca del supporto sociale o impegnandosi in attività che distolgono la sua attenzione dal problema.

Uno degli ambiti in cui è stato utilizzato e studiato le modalità di coping è la psicologia della salute e nello specifico al modo in cui un paziente affronta la malattia e il dolore. In tale ambito si colloca il lavoro di Brown e Nicassio sulle modalità di coping dei pazienti con dolore cronico, in cui propongono una formulazione delle tipologie di coping alternativa rispetto a quella tradizionale, proposta da Lazarus e Folkman.

I due autori, infatti, descrivono due principali strategie di coping:

- strategie attive di coping: insieme dei tentativi di controllare il proprio dolore o di mantenere un buon grado di autonomia funzionale, esso infatti è più efficace dal punto di vista dell’adattamento in quanto la fonte di stress può essere eliminata o modificata;

- strategie passive di coping, dove il paziente lascia che siano gli altri a controllare il proprio dolore o che gestiscano le aree importanti della propria vita, dove il soggetto non ha alcuna influenza sullo stress, che diventa inevitabile.

In conclusione, con una buona capacità di attuare le strategie di coping in modo flessibile, ossia di non fissarsi su una sola strategia ma di riuscire a cambiarla in base allo stressor e alla situazione si può ottenere un buon adattamento allo stress.

 

Bibliografia

  • Brown, G. K. & Nicassio, P. M. (1987). Development of questionnaire for the assessment of active and passive coping strategies in chronic pain patients. Pain, 31, 53-64.
  • Lazarus, R. S. & Folkman, S. (1984). Stress, appraisal and coping. New York: Springer.
  • Lazarus, R. S. (1991). Emotion and adaptation. London: Pxfford University Press.
  • Lazarus, R. S. (1993). Coping theory and research: Past, present and future. Psychosomatic medicine, 55, 237-247.
  • Lazarus, R. S. (1998). Fifty years of the research and theory of R. S. Lazarus. An analysis of historical and perennial issues. Mahwah, New Jersey: Lawrencw Erlbaum Associates.

 

A cura della Dottoressa Gilda Puzio

 


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