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Violenza domestica

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on . Postato in Le parole della Psicologia | Letto 2870 volte

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violenza domesticaLa violenza domestica è il comportamento abusante di uno o entrambi i compagni in una relazione intima di coppia, quali il matrimonio e la coabitazione.

Secondo l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) la violenza domestica è un fenomeno molto diffuso che riguarda ogni forma di abuso psicologico, fisico, sessuale e le varie forme di comportamenti coercitivi esercitati per controllare emotivamente una persona che fa parte del nucleo familiare.

Può portare gravi conseguenze nella vita psichica delle donne, degli uomini e dei bambini che la subiscono perché può far sviluppare problemi psicologici come sindromi depressive, problemi somatici come tachicardia, sintomi di ansia, tensione, sensi di colpa e vergogna, bassa autostima, disturbo post-traumatico da stress e molti altri. Le condizioni di chi subisce la violenza sono tanto più gravi quanto più la violenza si protrae nel tempo, o quanto più esiste un legame consanguineo tra l’aggressore e la vittima.

Il fenomeno della violenza domestica risulta essere diffuso in tutti i paesi e in tutte le fasce sociali; gli aggressori appartengono a tutte le classi e a tutti i ceti economici, senza distinzione di età, razza ed etnia. Le vittime sono uomini, donne e bambini che spesso non denunciano il fatto per paura o vergogna.

Per difendersi da situazioni di abuso domestico è necessario prima di tutto imparare a riconoscere i comportamenti tipici dell’abusante.

La violenza domestica va declinata nei suoi vari aspetti, perché molto spesso chi la subisce fa fatica a riconoscerla. Quando si ripete ciclicamente nel tempo assume le connotazioni del maltrattamento. In questa parola sono racchiusi i seguenti tipi di violenza:
violenza sessuale (stupro, tentato stupro, molestie) Qualsiasi gesto fisico, visivo, verbale o sessuale vissuto da una donna e/o da un bambino che, sia nel momento stesso in cui avviene sia dopo, viene vissuto come una minaccia, un’ invasione o un attacco e che ha l’effetto di ferirla/o, umiliarla/o toglierle/gli la sua capacità di controllare il contatto intimo;
violenza fisica, (botte, ferite, omicidio) Si definisce qualsiasi atto fisico dalle percosse, per esempio lo schiaffo, che non va mai sottovalutato, alle lesioni. Ogni persona ha un proprio confine fisico, rappresentato dalla nostra pelle. Questo confine è molto importante anche dal punto di vista emotivo. Ogni sconfinamento che non avvenga con il nostro consenso, ancora più se attuato con la forza, è una grave offesa;
violenza psicologica e verbale (minacce, ricatti, denigrazioni, svalutazioni) Un’ insieme di comportamenti che hanno come obiettivo quello di ledere la dignità della donna e d'indebolirla:il rifiuto, inteso come azione di non ascolto, di non accettazione e di
L’isolamento inteso come gesto di separazione volto a non consentire interazioni o relazioni con l’esterno.
L’intimorire come azione che crea paure alla donna per mezzo di minacce violente.
violenza economica ( privazione di fondi e risorse) Qualsiasi azione che crea un comportamento di dipendenza economica della donna nei confronti dell’uomo.
A) Nel caso in cui la donna lavora, mettere in atto delle strategie sul luogo di lavoro che porteranno al licenziamento della stessa.
B) Nel caso in cui la donna cerca di lavoro: accrescere il suo senso di disistima per evitare che si proponga per eventuali posti di lavoro: partecipazione a concorsi, invio curricula ecc.

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Chi commette ripetutamente azioni violente fra le mura domestiche di solito ha un unico obiettivo: desidera porre la sua vittima in uno stato di “sudditanza” perché vuole sentirsi potente e perché esercitare azioni di comando e di controllo su un membro della famiglia lo fa sentire appagato e sicuro di sé. I suoi comportamenti hanno sempre come unico scopo quello di controllare tutto il vissuto del partner per rafforzare il suo personale sentimento di potere; per raggiungere questo obiettivo sente che deve eliminare tutto ciò che potrà ostacolare il rafforzamento di questo senso di sicurezza. Di solito gli abusanti sono soggetti estremamente insicuri nella vita sociale, non hanno grandi possibilità di sfogo e relazioni sociali appaganti.

La donna che subisce violenze domestiche richiede interventi sanitari in misura molto maggiore delle altre donne; spesso è costretta a recarsi dal medico o al Pronto Soccorso perché é stata ferita o ustionata, perché ha lividi, fratture, lesioni, perché ha contratto dal partner, marito o compagno, malattie veneree o per abortire, a seguito di violente aggressioni fisiche. Vive nella paura continua di sbagliare, di dire o fare qualcosa che possa scatenare la reazione violenta del maltrattatore; si sente insicura e indifesa. nella propria casa; é perennemente in ansia per sé e per i propri figli; ha disturbi del sonno e della digestione.

In caso di violenza domestica è importante rompere l’isolamento e trovare il coraggio di parlare con qualcuno di ciò che avviene fra le mura domestiche. Uscire da questo problema è possibile. Prima di tutto la vittima deve rendersi conto che quello che sta accadendo fra le mura domestiche è un reato. Per arrivare a questa consapevolezza deve osservare e analizzare quello che le accade attorno, imparare ad essere obiettiva e giudicante nei confronti di chi sta abusando.

 

Per Approfondimenti:

  • Wikipedia.org
  • Carabinieri.it
  • diagnose-gewalt.eu

 

(A cura della Dottoressa Alessandra Antonacci)

 

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