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Controllare o no il telefono? (144767587447)

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on . Postato in Adolescenza | Letto 1335 volte

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Ale, 46

D


Buongiorno, scrivo per chiedere un parere su un ragazzo di 14 anni che è andato quest'anno alla scuola superiore.

Il suo rendimento scolastico è crollato: da bravissimo è passato a mediocre o insufficiente. Passa ore in casa, a suo dire a studiare, ma i risultati non arrivano.

A volte io o mio marito lo interroghiamo dopo che è stato tre ore a studiare e ci rendiamo conto che non ha imparato niente, come se non avesse studiato. Esce sempre meno con gli amici, a sentir lui per studiare, ma si capisce che gli interessa poco uscire. Io ho ipotizzato che il problema sia nell'attaccamento esagerato al suo telefono cellulare.

Quando gli chiediamo cosa faccia con il telefono è evasivo, ma dice che senza di esso sarebbe isolato. Una volta l'ho scoperto a usarlo di notte. Quando sono a casa mentre studia glielo faccio spegnere, ma è una lotta continua. La mia domanda è: è lecito secondo lei sottrargli di nascosto il telefono per capire cosa fa, vista l'età? Oppure è un tradimento del rapporto genitore-figlio? Io ho paura che ci sia qualcosa legato al telefono che lo disturba oppure lo distrae e gli occupa i pensieri in maniera eccessiva. Grazie

 


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R


Gentile utente

comprendo molto bene le ansie che un genitore può covare nel vedere cambiare i figli. Il ragazzo è entrato in un'età e in una fase di vita molto particolore, l'adolescenza. Il cambiare ciclo di istruzione spesso altera l'andamento scolastico perchè magari bisogna abituarsi a nuovi modelli di insegnamento e di studio, perchè bisogna relazionarsi con un nuovo gruppo classe o perchè c'è un malessere interno, indipendente dall'apprendimento scolastico, inesprimibile con le parole che riesce a trovare voce in un calo di rendimento.

Invece di sottrarre il cellulare a suo figlio e allentare la sua ansia, senza risolvere il problema, cerchi di parlare con lui. Si apra e provi a sondare il suo terreno emotivo odierno. Il suo istinto di madre già le sussurra che c'è qualcosa di più oltre un recuperabile calo di voti. Segua il suo istinto e si approcci a suo figlio cercando di impostare una comunicazione emotiva. Solo così è possibile avere un reale ascolto e una reale comprensione dell'altro e dall'altro. Inoltre le consiglierei di offrire a suo figlio anche la possibilità di ricorrere ad un aiuto esterno qualora sperimentasse dei blocchi nel riuscire ad aprirsi con lei o con il padre.

Un caro saluto

Dr.ssa Valentina Bonaccio


(a cura della Dottoressa Valentina Bonaccio)  
Pubblicato in data 3/11/2015

            

 


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Tags: ansia ragazzo studiare adolescenza scuola superiore telefono comunicazione emotiva

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