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Depressione in tante forme? (1526907189695)

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on . Postato in Depressione | Letto 613 volte

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le risposte dellespertoFederica, 56

domanda

 

 

Sono sempre stata un carattere malinconico ma, i fatti della vita mi hanno portato alla depressione che si è manifestata in varie forme.

Da ragazza, adolescente, ho passato un periodo in cui preferivo la solitudine alla compagnia delle amiche, reputandole tutte sciocche e sentendomi esclusa poiché non condividevo il loro modo di pensare e vivere. Poi mi sono sposata a 22 anni. Ho avuto due figli e con mio marito ho passato periodi difficili. Non si occupava dei figli, soprattutto della parte "decisionale", spendeva più del nostro guadagno per delle collezioni, nascondendomi le spese in tutti i modi e lasciandomi sola a risolvere i problemi economici che creava.

E' sempre stata una persona violenta, anche se si rivolgeva agli oggetti e non alle persone, con urla e bestemmie. Accessi d'ira imprevedibili, davanti ai figli ed anche agli estranei.

Una decina di anni fa, ho fatto una cura di psicofarmaci sia di giorno che per dormire.Il mio problema più grande è sempre stata l'insonnia. Poi mio figlio piccolo è cresciuto, ha iniziato con problemi di bullismo (subiva), poi di droghe leggere... forse anche qualcosa di più per un certo periodo. Quindi problemi a scuola, furtarelli a casa, dubbi mai confermati di spaccio, liti in continuazione...

In tutto ciò il padre faceva la sua sfuriata e stop, il resto tutto a carico mio. Io proibivo le uscite, lui le autorizzava, l'ha demotivato a seguire sport per non fare fatica e perché lo considerava incapace. Ho frequentato gruppi di auto aiuto per genitori con queste difficoltà (da sola), ho avuto anche problemi di stalking sul lavoro. Mi sono messa in cura da uno psicologo ed, infine, tornata agli psicofamaci dopo essere stata messa in cura presso uno psichiatra.

Dopo 33 anni di matrimonio ho conosciuto un uomo che mi ha fatto innamorare e capire che la vita poteva essere diversa. Ho tentato terapia di coppia con mio marito (c'era stato un altro tentativo anni prima)ma lui ha abbandonato dopo due incontri. Ho deciso di lasciarlo e, dal momento che lui non voleva lasciare la casa, sono andata via io. Da sola in un monolocale anonimo e arredato. E' successo il finimondo:tutta la famiglia contro:i miei figli, i miei genitori, mia sorella (mia grande amica). Lì sono ricorsa di nuovo allo psichiatra e da allora sono in cura. Ora le cose vanno meglio, ho recuperato i ragazzi, poco i miei genitori, mi sono iscritta all'università, ho cambiato casa arredando un bilocale a mio gusto, fino alla separazione la settimana scorsa.

I problemi che persistono, sono diversi: insonnia, nonostante i sonniferi (che, purtroppo a volte aumento o mischio ad alcol), le abbuffate notturne o a tradimento (pacchetti di biscotti interi), gelosia compulsiva che mi porta a spiare la casa ed il cellulare del mio uomo, pomeriggi in cui desidero solo dormire e prendo qualcosa per farlo... spese compulsive... c'e' tutto? Bel quadretto vero?

Sono demolita e mi sento a volte forte come Sansone, a volte uno straccio. Ieri il mio compagno si è accorto che gli spio le cose, ha detto che è da molto che lo sa... si è arrabbiato, ma in modo pacato, dicendomi che lui vuole darmi amore lo stesso, se gli dimostro di mostrargli la mia fiducia.

Sembra quasi che io voglia rovinare l'unica cosa bella che mi è capitata... vedo ancora uno psicologo, ma una volta la mese per problemi finanziari... come ne esco?

Grazie

 


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risposta

 

 

Cara Federica,

nella sua lettera narra di alcune vicende e difficoltà con le quali si è trovata ad interagire fin da giovanissima, quali: la depressione, i problemi e i conflitti con suo marito, le difficoltà con suo figlio, l’insonnia persistente, la terapia psichiatrica, lo stalking sul lavoro.

Certamente ha un passato complesso che non è possibile cancellare e resettare ma che è importante elaborare con la prosecuzione del lavoro su se stessa, come sta già facendo.

Nel leggere il suo racconto vedo all’opera le sue risorse interne attraverso le quali, mossa dal desiderio di costruirsi una nuova dimensione di vita individuale e di affrancarsi da un passato fonte di sofferenza, ha preso la decisione di allontanarsi da suo marito, con la successiva separazione, anche se questo ha comportato per un determinato periodo l’andare contro tutta la sua famiglia.

Allo stato attuale le cose stanno iniziando ad appianarsi: ha consolidato la sua nuova dimensione di vita individuale, personalizzando la sua abitazione e iscrivendosi all’università, è riuscita a recuperare il rapporto con i suoi figli, ha costruito un nuovo legame sentimentale.

Persiste tuttavia ancora un forte disagio interno a causa del quale le capita di compiere abbuffate notturne, spese compulsive o di spiare il suo compagno spinta dalla gelosia, facendo ricorso talora anche a psicofarmaci e alcol a seguito del problema persistente dell’insonnia.

Un quadro dunque nel quale la sua battaglia per affermare una condizione di maggiore serenità personale si scontra con un’area conflittuale interna, evidentemente ancora molto attiva e condizionante, che esprime l’esigenza di essere ulteriormente esplorata ed elaborata per poterla gestire e sanarla.

La terapia psichiatrica con la somministrazione di psicofarmaci cura il sintomo ma non la causa a monte. A mio avviso, risulta importante oggi per lei proseguire con l’elaborazione dei suoi contenuti attraverso il sostegno psicoterapeutico. Per ovviare allo scoglio economico potrebbe anche integrare con i servizi sanitari offerti dalla sua regione.

Il rapporto con il suo compagno potrà essere più sereno e scevro da “infiltrazioni” dei suoi problemi individuali non del tutto risolti quando, lavorando ulteriormente su stessa e sulle sue emozioni, avrà raggiunto uno stato di maggiore serenità. Vedrà che in tal modo l’orizzonte di farà più chiaro.

Un caro augurio per una positiva risoluzione.

 

Pubblicato il 6/06/2018

 

A cura della Dottoressa Arianna Grazzini

 


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Tags: depressione consulenza online gratuita relazione malinconia aiuto

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