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on . Postato in Depressione | Letto 306 volte

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le risposte dellespertonessuno, 28

 

domanda

 

 

Da circa 5 anni soffro di una forma di..boh, ansia, fobia, depressione, non so proprio come definirla.

Non so bene quando è cominciata, ma la sfiducia in me stessa mi porta ad avere timore anche delle cose più semplici, e tutto questo col tempo si è accentuato sempre più, fino alla prima crisi depressiva vera e propria.

Oggi mi sento in un loop, non vado avanti, ho sempre meno relazioni sociali, esco sempre meno, cammino velocemente se sono costretta ad uscire, così da incontrare meno gente possibile.

Esco solo per comprare fumo e alcol, faccio solo stronzate e non realizzo nulla: il vino è l'unica cosa che mi fa stare più tranquilla, mi permette di non pensare, mi fa sentire meno dolore.

Non so come andare avanti, avrei voluto fare qualcosa di bello della mia vita, ma oggi è solo un enorme vuoto.

La depressione è cominciata con una delusione, non so perchè ma non riuscivo più a dormire, allora mi hanno dato amiltriptilina -credo non si usi più da decenni- era bellissimo, mi faceva dormire per 20 ore al giorno, poi quando ho cominciato la psicoterapia, siamo passati a uno psichiatra vero e agli SSRI; finchè ho sospeso tutto: non volevo la pietà di qualcuno che mi ascoltasse per soldi, che mi desse consigli pratici per ovviare al problema, quando poi il rumore di fondo sta sempre lì; e i farmaci credo siano inutili, non mi hanno fatto stare meglio un solo giorno.

Quindi, che fare? Cerco di studiare, di laurearmi una buona volta, ma va sempre peggio. Più ho bisogno di persone accanto e più mi isolo, non sopporto nessuno attorno.

Penso che questa strada abbia solo un'uscita. Non mi aspetto una risposta, era solo uno sfogo credo, grazie.

 


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risposta

 

 

Cara lettrice,

le sue parole esprimono una radicata sofferenza interiore per la quale si sente di stare in un loop che l’ha portata ad isolarsi sempre più rispetto agli altri, ricorrendo al fumo e all’alcol per sentirsi più tranquilla, non pensare e sentire meno dolore.

Dimostra tuttavia di avere una forte autoconsapevolezza del suo attuale stato di disagio, riconducendolo ad un evento specifico di delusione che ha avuto cinque anni fa e identificando il focus in una base di sfiducia in se stessa.

In passato si era già rivolta ad un servizio di psicoterapia, fattore indicativo della volontà di superare lo stato di disagio, ma l’ha poi abbandonato ritenendo di non averne tratto beneficio in concomitanza con l’indirizzamento ad una terapia farmacologica prescrittale da uno psichiatra.

A mio avviso, la base concreta da cui partire per darsi una nuova possibilità di iniziare un percorso di recupero, è proprio la sua consapevolezza e presa di coscienza dello stato attuale di disagio.

Vorrei invitarla a riflettere sul fatto che un percorso terapeutico risulta efficace quando si è motivati in prima persona ad intraprenderlo.

Sono molte le variabili che concorrono ad un buon esito, tra le quali assume un ruolo di grande rilevanza il rapporto di empatia che si instaura con il professionista , dissimile dalla “pietà” a cui lei fa riferimento nella sua lettera.

Perché non darsi ora la possibilità di tentare un nuovo percorso orientato al recupero della fiducia in se stessa e alla riattivazione della rete di relazioni sociali cui si sta sottraendo ?

La sua lettera di “sfogo” rappresenta il primo passo per uscire dal loop in cui si sente intrappolata. Potrebbe fare riferimento ai professionisti che offrono l’opportunità di un primo colloquio gratuito (tra gli iscritti all’Albo della sua regione). Ciò le consentirebbe di scegliere lo psicoterapeuta con il quale si sente maggiormente in sintonia ed empatia.

Un caro augurio per un nuovo inizio di recupero.

A cura della Dottoressa Arianna Grazzini

 

Pubblicato in data 02/10/2017

 

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Tags: depressione consulenza online gratuita nessuno;

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