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Equilibrio precario (1456914894833)

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on . Postato in Disturbi alimentari | Letto 949 volte

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le risposte dellespertoNeve, 23

 

D

 


Buongiorno,
Mi chiamo Elisa, fatico notevolmente a trovare parole capaci di esprimere ciò che sento, quindi spero mi scuserà per la probabile mancanza di linearità.

Credo di vivere un rapporto conflittuale con il mio corpo da quando sono piccola. Sono alta 1.70 cm e peso 52 kg, quindi mi ritengo normopeso, ma ho il costante bisogno di controllare la circonferenza delle mie cosce e della mia vita fissandoli allo specchio, senza però mai guardare il mio volto.

Le persone spesso apprezzano la mia fisicità, altre volte criticano con un po' di acidità, e in quel momento vivo un ulteriore conflitto: da un lato vorrei nascondermi, diventare invisibile per l'odio che mi soffoca nei confronti di chi mi parla, da un altro lato mi sento leggera e oserei dire quasi "potente" (aspetto di cui mi vergogno, e che cerco di celare).

Ho un rapporto difficile con il cibo, detesto quasi ogni genere di sapore, direi che mangio "perché devo".
Ho vissuto periodi in cui vivevo di the caldo e biscotti, atri in cui mangiavo a dismisura. Ho visitato decine e decine di siti di ragazze "pro ana", e disdegnavo ciò che leggevo, ho letto libri scritti da psicologi (e ho spesso trattato il tema nei corsi universitari che seguo) e sulla carta direi che conosco abbastanza bene il fenomeno.

Mi sono iscritta in palestra da pochi mesi, il mio fisico si sta delineando, mi stimola molto l'appetito e mi sento soddisfatta, ma ho il costante terrore di una bilancia che superi i 50 kg (mi peso quasi ogni giorno, altri mi impongo forzatamente di stare lontana da quella terribile arma qual è la bilancia).

Ne ho parlato solo con una persona, la quale però non è riuscita a capirmi, e credo anzi mi abbia delusa. Questa è la mia perenne quotidianità: un eterno conflitto tra aspetti contrastanti.

Ho un carattere forte e schietto, ma mi sento terribilmente fragile; sono timida e arrossisco facilmente, ma vivo attimi di forte egocentrismo; mi frego delle opinioni altrui, ma cerco sempre approvazione. Non riesco nemmeno a descriverle quale sia la mia reale richiesta, rileggendo le mie parole deduco che vorrei solo cercare un equilibrio all'interno della mia persona.

La ringrazio molto.

 


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R

 


Cara Elisa,
dalle sue parole si evidenzia chiaramente che sta vivendo un disagio, che porta con sé da diverso tempo. Periodi di abbuffate, periodi di estremo controllo sul peso e magrezza.

Poco importa i libri o i seminari o tutto ciò che ha fatto per informarsi sul fenomeno "alimentare". Come lei ben sa nessuno può curare se stesso, perché quando si è direttamente coinvolti in qualcosa si perde la lucidità che serve per vedere, pensare ed agire.

Elisa, lei è alta 1.70 cm e pesa 52kg? Sembra più 50kg visto che ha paura che l'ago della bilancia superi i 50. Il suo indice di massa corporea per 170 - 52 kg è 17.99 ovvero al limite del sottopeso. Questo solo per darle qualche numero.

Quanto tempo è che ha questi disturbi alimentari?  Che età aveva la prima volta che si sono manifestati? Cosa stava accadendo in quel periodo nella sua vita?
Cerchi di staccarsi dal peso, che è solo un sintomo di un disagio che sta sotto, altrove.

Provi a pensare, a tornare indietro e cerchi di ricordare la sua vita, gli eventi che l'hanno segnata e lasci da parte per ora la storia del suo peso e dei sali scendi.
Cerchi di non pesarsi più di 1 volta ogni 3 giorni per iniziare e poi al massimoo 1 volta a settimana. Il problema non è il peso. Cerchi di essere forte e provare a vedere da dove viene.

Ci sono molte tecniche e aiuti oggi che la possono sostenere per superare il suo disagio. Si rivolga ad un terapista, meglio ancora se abilitato E.M.D.R.
Lei c'è gia stata, ma quanto è durata la sua terapia?  Si è data e ha dato una reale possibilità di conoscerla? Non si è sentita capita o ha sentito parole che non era pronta ad ascoltare?

Cordialmente Alessandra Carini.

 

(a cura della Dottoressa Alessandra Carini)

 

Pubblicato in data 15/03/2016

 

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Tags: psicologi rapporto conflittuale corpo terrore conflitto fisicità equilibrio precario normopeso egocentrismo

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