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Ansia perenne (1548091967786)

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on . Postato in Relazioni, Coppia, Famiglia | Letto 446 volte

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le risposte dellespertoMadre ansiosa, 60

domanda

 

 

Ho un figlio unico di 30 anni che vive lontano,ma che io controllo ogni giorno sul telefono,verificando suoi ingressi in Facebook e wathsapp, per vedere se è vivo.

Se per caso il telefono è spento,comincia attacco d'ansia spaventoso, che tengo a bada.

Sto bene solo se lo vedo vivo sul telefono!

 


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risposta

 

 

Salve signora,

è comprensibile che un genitore possa sintonizzarsi sullo stato emotivo del proprio figlio, per cui se il ragazzo è triste, il genitore è triste insieme a lui, così come se questo è felice, il genitore può gioirne insieme a lui.

Nella sua breve descrizione emerge che in modo simile Lei sembra completamente coinvolta e sintonizzata con suo figlio, in modo paradossale, cioè in un modo che non funziona bene perché Le provoca un serio disturbo d'ansia.

La soluzione più semplice sarebbe per assurdo che suo figlio non spenga mai il telefono, ma credo di poter dire con assoluta certezza che non sia la soluzione migliore e soprattutto la più sana. L'aspetto che più di tutto emerge come necessario ma allo stesso tempo confuso è l'assenza di una relazione chiara e di fiducia tra di voi. Questa assenza porta ad un controllo divenuto ormai una dipendenza.

Per quanto possa risultare difficoltoso e non privo di sofferenza, diventa importante differenziare e non attribuire esclusivamente la propria esistenza all'identità genitoriale. Non è possibile immaginare di stare bene esclusivamente in modo dipendente dal controllo che attua tramite il telefono. Il benessere che sembra mancarLe è certamente qualcosa da ricercare anche su altri piani di funzionamento (coniugale, individuale, amicale, lavorativo...), pur mantenendo parte di questo benessere relativo anche all'importante piano genitoriale.

E' importante sottolineare che anche nei termini utilizzati emerge una difficoltosa relazione tra Lei e suo figlio, perché il "controllo" richiama una percezione dell'altro come incapace e/o una incapacità propria di tollerare l'angoscia dell'ignoto.

Ad entrambe le vostre età (60 e 30) è opportuno parlare della costruzione di una relazione da persona a persona che vede protagonisti due adulti che scelgono volontariamente cosa condividere con l'altro e cosa tenere per sé. Purtroppo il sogno di perpetrare l'esistenza di un cordone ombelicale è qualcosa che può illudere molte coppie genitore-figlio ma che troppo spesso ha esiti nefasti purtroppo più per il figlio.

Da buon genitore, come credo Lei sia, le suggerisco di fermarsi un attimo, e sia per se stessa che per la costruzione di una relazione più funzionale con suo figlio, è opportuno che possa parlare di questa situazione con il sottoscritto (tramite apposito canale online - vedi descrizione) o con un professionista della sua zona affinché possa meglio argomentare ed iniziare a lavorare su sé stessa per il suo bene e per il bene di chi vuole bene.

Cordialmente

 

 

Pubblicato il 25/01/2019

 

 

A cura del Dottor Vito Leone

 

 


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Tags: ansia consulenza online gratuita madre figlio ansia perenne

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