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Come imparare ad andare [1599913536491]

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on . Postato in Relazioni, Coppia, Famiglia | Letto 198 volte

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le risposte dellesperto

mar, 29 anni

domanda

Ho avuto una relazione di 5 anni finita per motivi banali, incomprensioni, caratteri opposti e contrastanti. La storia é finita quasi tre anni fa ed ancora non riesco ad uscirne.

Premetto che in questi 3 anni ci siamo rivisti tante volte fino a qualche giorno fa, ma i traumi passati non ci permettono di dimenticare e provare a ricostruire qualcosa insieme.

È diventata un ossessione ormai e non mi permette di vivere ed essere felice.

Vorrei imparare un metodo per immagazzinare questo dolore e riprendere in mano la mia vita.

 


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risposta

Buongiorno Mar,

da quanto leggo mi pare di riconoscere due tendenze opposte: da una parte tentare di uscire dalla storia ("la storia è finita quasi tre anni fa ed ancora non riesco ad uscirne..") e dall'altra "provare a ricostruire qualcosa insieme".

All'interno di queste due tendendze opposte, ovvero di questo conflitto, il ruolo giocato dai traumi che cita è qullo di non permettervi di "dimenticare" e ricostruire.

Sarebbe utile chiarirsi se i banali motivi relativi alle incomprensioni, caratteri opposti e contrastanti per cui è finita la storia coincidono con i traumi che cita o non coincidono con essi e quindi se i traumi si riferiscano ad altre esperienze.

Nel caso in cui coincidano, la difficoltà a dimenticare nascerebbe sia dalla necessità di riattribuire a ciò che chiama "banale" un senso che forse banale non è,e che plausibilmente ha più il senso del traumatico e l'urgenza di essere risolto prima che dimenticato, sia dalla necessità di comprendere come mai scotomizza gli stessi eventi in due categorie, banali e traumatici.

In generale quando un'esperienza ha impatti traumatici che per ragioni sopecifiche non si dissolvono nel tempo, rimane un irrosolto che attiene proprio alla non dissoluzione della traumaticità dell'esperienza emotiva.

Il trauma, se non elaborato, non risolto, riverbera nei sistemi cerebrali come propensione a restare nel passato, perchè nel passato c'è qualcosa di irroslto che l'organismo ha bisogno di risolvere per la sua salute psicofisica.

L'ossessione, che è tecnicamente un pesiero ricorsivo, intrusivo, non controlalto, rappresenta un tentativo neuropsicologico di riavvolgere il filo della propria storia fino al nodo in cui sembra che tutto si sia fermato perchè quel nodo possa essere sciolto.

E' un meccanismo che per quanto disturbante ha la funzione, non efficace in sé, di riprendere da dove ci si è fermati per andare avanti.

Nel caso in cui invece i motivi banali per cui la storia si è interrotta siano diversi dai traumi che non permettono di dimenticare e ricostruire, c'è da chiedersi se i traumi a cui si riferisce siano pregressi o concomitanti alla vostra storia.

Se sono pregressi, sono quei traumi che hanno inficiato la vostra storia fin dall'inizio, senza che ve ne rendeste conto, rubricando in motivi banali.

Se i traumi sono concomitanti alla storia, allora essi avrebbero distratto la vostra attenzione dai motivi banali di incomprensione e l'ossesione, sempre nei termini di pensiero ricorsivo intrusivo e non controllato assomiglia di più ad un rimpianto, al dispiacere di quello che sarebbe potuto essere, se non ci fossero statai i traumi, e non è stato. Rimane comunque il fatto, o il paradosso, che, se i motivi banali sono diversi dai traumi, le due tendenze motivazionali, a uscire dalla storia e a ricostruire la storia, sarebbero potute persistere anche in assenza dei traumi.

In altri termini se non ci fossero i traumi, diversi dai motivi banali che hanno interrotto la storia, potreste non avere nulla da dimenticare e riuscire ricostruire, ma rimarrebbero comunque i banali motivi, per cui è finita la storia da cui non riesce ad uscire e da cui presumibilmente tenta volutamente di uscire.

Allora la domanda che sollecito è questa: è sicura che aveva piacere di restare in quella storia e che qualcosa non le impedisse di ammetterlo a se stessa indipendentemente dalla presenza dei traumi?

In tutti i casi non sono in grado di suggerirle un "metodo" per "immagazzinare" ciò che chiama dolore e che potrebbe riferisi al lutto simbolico di una storia che forse era finita molto prima che finisse concretamente, o riferisi al conflitto delle due tendenze motivazionali.

Ciò che a mio avviso sarebbe più opportuno affrontare è una riflessione guidata da uno psicoteraputa specialsta che possa aiutarla non ad immagazzinare ( forse con questa parola intendeva dire chiudere, sopprimere) ma ad "elaborare" ( che vuol dire processare quanto rimasto bloccato, "immagazzinato", soppresso) gli stati e i processi mentali emotivi e cognitvi che l'hanno attraversata prima durante e dopo la sua storia.

L'elaborazione può avvalersi anche di metodi elettivi per la dissoluzione o decondizionamento dei traumi, se necessario, come per esempio l'EMDR.

E' però un metodo che non può essere applicato da autodidatta: ha bisogno di un approccio psicoterapico completo che contempli la comprensione dei suoi processi entro una cornice che solo uno specialista può offrirle e può offrirle meglio meglio di quanto possa fare io in questo momento avendo pochi elementi della sua storia che invece meriterebbero di essere raccolti, ascoltati.

Spero di esserle stata di qualche aiuto. Un caro augurio di bene per ogni suo bisogno e desiderio.

dott.ssa Liuva Capezzani

 

Pubblicato in data 21/09/2020

 

 


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Tags: ossessione relazione affettiva;

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