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Solitudine. Chi ne soffre di più?

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on . Postato in News di psicologia | Letto 293 volte

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Il più grande studio al mondo sulla solitudine. Una nuova ricerca aiuta a spiegare chi si sente solo e chi no.

 

solitudine

 

Ti sei sentito solo durante la pandemia di COVID-19?

Alcune persone si sono sentite sole, mentre altre sembrano aver affrontato molto bene il crescente isolamento sociale che deriva dalle misure volte a ridurre il numero di nuove infezioni in molti paesi. Ma perché alcune persone si sono sentite sole quando altre no?

La scienza psicologica sta solo iniziando a capire quali fattori influenzano la sensazione della solitudine. Un nuovo studio, ora pubblicato sulla rivista scientifica Personality and Individual Differences, ha fatto un passo importante verso una migliore comprensione delle differenze individuali nella solitudine.

Nello studio, gli scienziati hanno analizzato il più grande gruppo di volontari che sia mai stato studiato sulla solitudine. I partecipanti hanno preso parte al BBC Loneliness Experiment, un sondaggio online lanciato su BBC Radio 4 e BBC World Service.

Complessivamente, oltre 46.000 volontari di età compresa tra 16 e 99 anni hanno contribuito allo studio.

È importante sottolineare che i volontari provenivano da 237 paesi diversi, rendendolo finora lo studio più diversificato nella ricerca sulla solitudine. Poiché molti studi precedenti si sono spesso concentrati su persone provenienti da un determinato paese, i loro risultati potrebbero essere stati fortemente influenzati dalle norme culturali. Questa volta non è stato così.
I volontari hanno compilato un questionario online che indica quanto spesso e intensamente hanno vissuto la solitudine. Hanno anche risposto a molte altre domande su se stessi, come età e genere. Inoltre, i volontari hanno fornito informazioni sul loro lavoro e sul loro stato di relazione.

Lo studio ha rivelato tre risultati interessanti:

 

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1. L'età influisce sulla solitudine

Mentre si potrebbe pensare che le persone anziane possano sentirsi più sole, lo studio ha dimostrato che è vero il contrario: le persone anziane hanno chiaramente riferito una solitudine meno frequente rispetto ai giovani. In generale, le persone di mezza età erano più sole delle persone anziane e i giovani erano più soli delle persone di mezza età.

2. Il genere influisce sulla solitudine

Gli uomini hanno riportato una solitudine più frequente rispetto alle donne. Questa scoperta è stata influenzata anche dall'età. Mentre gli uomini di tutte le età si sentivano più soli delle donne, la differenza di genere era minima per le persone anziane.

3. La società influenza la solitudine

Le persone che vivevano in società individualiste (come gli Stati Uniti), in cui il successo individuale è un importante obiettivo di vita, riferivano una solitudine più frequente rispetto alle persone che vivono in società più collettiviste (come il Guatemala), in cui i bisogni e gli obiettivi di un gruppo più ampio come la famiglia sono più importanti del successo individuale. Questo effetto è stato più forte per gli uomini e le persone anziane.

Conclusioni:

Nel loro insieme, lo studio ha dimostrato che gli uomini più giovani che vivono in un paese individualista come gli Stati Uniti sono più vulnerabili alla solitudine. Le donne anziane che vivono in un paese collettivistico avevano meno probabilità di sentirsi sole. Queste informazioni potrebbero essere importanti quando si pianificano strutture di supporto per combattere la solitudine.

 

Riferimenti:

Manuela Barreto, Christina Victor, Claudia Hammond, Alice Eccles, Matt T. Richins, Pamela Qualter. Loneliness around the world: Age, gender, and cultural differences in loneliness. Personality and Individual Differences, 2020, in press.

 


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Tags: solitudine società culture individualiste differenze individuali culture collettiviste norme culturali

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