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Ali di cera

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on . Postato in Le ombre della genitorialità contemporanea | Letto 1942 volte

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Quali sono le ombre della genitorialità contemporanea fra il desiderio di maternità e paternità, la realizzazione e il ruolo di genitore?

Dott.ssa Simona Adelaide Martini

ali di cera e genitorialitàNell'isola di Creta il re Minosse aveva chiesto a Dedalo, noto architetto, di costruire il labirinto in cui il figlio, metà uomo e metà toro, avrebbe trovato protezione e rifugio. Per evitare che qualcuno venisse a conoscenza della struttura, a Dedalo e suo figlio fu preclusa ogni via di fuga da Creta da parte del re.


Per provare a scappare, Dedalo costruì delle ali fatte di penne e le attaccò ai loro corpi con la cera. Malgrado gli avvertimenti del padre di non volare troppo alto, Icaro si fece prendere dall'ebbrezza del volo e si avvicinò troppo al sole (nella mitologia Febo); il calore fuse la cera, facendolo cadere nel mare dove morì. Il padre arrivò sano e salvo in Sicilia dove costruì un tempio dedicato ad Apollo, in memoria del figlio. Secondo la maggior parte delle versioni il corpo di Icaro non poté essere recuperato, con conseguente impossibilità per la sua anima di accedere nel regno di Ade.

Qual è il desiderio di Icaro? Inizialmente è presumibile voglia solo scappare da Creta, insieme al padre. Aderisce al progetto che prevede di volare con le ali costruite da Dedalo, quel tanto che basta per raggiungere la libertà. Lo strumento a sua disposizione è pensato per quello, per realizzare il desiderio condiviso e iniziale.
Cosa accade, dunque? Quale mutamento interiore avviene in Icaro, tanto da spingerlo verso il sole e sciogliere rovinosamente le ali che lo avrebbero condotto verso la libertà?

Pensiamo al sole come a un archetipo, come a un oggetto del desiderio: luminoso, caldo, meraviglioso, splendente. E accecante.

Sigmund Freud [1]  teorizza due grandi e dicotomici principi: del piacere e di realtà. In un continuo conflitto esistenziale, questi due principi cercano dimora e diritto di esistenza. E l’individuo si affanna tutta la vita a cercare un equilibrio. A non cedere totalmente a uno e a non lasciarsi ingabbiare interamente dall’altro.

Quanto diventare genitori, padre e madre, ha a che fare con questo equilibrio? Icaro, spinto e sospinto dall’accecante desiderio di raggiungere la luce, il calore e di realizzare il narcisistico desiderio di salire, salire sempre più in alto, raggiungere l’irraggiungibile, perde la vita. Dimenticandosi del pericolo, abdicando al principio di realtà che l’avrebbe potuto salvare. Il desiderio di raggiungere una meta che vede possibile, perché provvisto di ali, lo distoglie dal desiderio iniziale, fondante, fondamentale: la libertà.

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Il concetto di limite, inteso come capacità di non oltrepassare e tradire il desiderio iniziale, pare disperdersi nei meandri tecnologici della modernità. Possibilità scientifiche vissute come ali fittizie di piume e cera che possono condurre fino al sole, quando l’obiettivo era la libertà. Il sacrificio dell’identità per raggiungere l’irraggiungibile.

Hillman [2]  sostiene che “il nostro desiderio è rivolto all’immagine che dà inizio al desiderio (…) un desiderio che mira a riportare il desiderio alla sua sorgente nell’archetipo”.

Un desiderio arcaico e incipiente che si avvita su sé stesso, che non si protende verso il futuro. Un desiderio che mira al ritorno continuo e incessante alla propria identità, a un riflesso di sé stesso nell’acqua, nello specchio che rimanda l’immagine idealizzata di sé e non la propria identità di essere umano inserito nel mondo.

Un essere umano in relazione con altri esseri umani, in grado di diventare genitore responsabile e competente, a partire da un contatto autentico, ma non narcisistico e idealizzato, con il desiderio di diventare genitore e con il genitore che vorremmo essere.

Jacques Alain Miller, erede del pensiero di Jacques Lacan, parla di "circuito infernale del desiderio ossessivo", rendendo perfettamente l’idea della circolarità senza fine del desiderio narcisistico.

L’ossessione di rimanere uguali a sé stessi, di immobilizzarsi e ancorarsi a un desiderio che parla di, ma non parla con; non interagisce, non muta forma e strumentalizza ciò che ha disposizione per ottenere la propria replica. Il preludio del distopico futuro di A.I., pellicola fantascientifica di Spielberg, in cui il bambino androide prende la forma del desiderio, del riempimento del vuoto lasciato dal figlio naturale, per poi essere abbandonato come un rifiuto poiché non più necessario.

Il futuro è già qui.

 


 [1] Sigmund Freud, Tre saggi sulla teoria sessuale, Bur, 2010 (torna su)

 [2] James Hillman, “Pothos: la nostalgia del Puer Aeternus”, Cortina Raffaello, Traduzione B. Garufi, 1988 (torna su)

 

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Tags: genitorialità ombre confronto ali di cera;

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