Pubblicità

Bambini ansiosi. Consigli pratici su come affrontarli

0
condivisioni

on . Postato in Infanzia e adolescenza | Letto 1381 volte

5 1 1 1 1 1 Votazione 5.00 (1 Voto)

Bambini ansiosi. Due esperti affrontano un tema delicato ed importante per i genitori come l'ansia dei bambini. Come affrontarla? Cosa dire? come gestirla? Cosa non fare?

bambini ansiosiIn genere, quando si trovano di fronte ad un bambino ansioso, i genitori tendono a ripetere frasi rassicuranti, come “Andrà tutto bene, vedrai!”, o “Non è niente, passerà!”, …

Sappiate, però, che questo non li aiuta. Cosa fare (e non fare), allora, per tranquillizzarli? Cosa dire (e non dire)? I bambini di oggi sono più preoccupati che mai.

Secondo alcune interviste, estrapolate dalla letteratura sulla salute mentale, il bambino medio di oggi è più ansioso delle persone che sono state ricoverate in ospedale con una diagnosi di Disturbo d’ansia negli anni 1950.

Queste preoccupazioni, inoltre, tendono ad intensificarsi in prossimità di momenti di transizione – come l’inizio della scuola.

C’è, quindi, qualcosa che i genitori possono dire per aiutare i loro bambini ad affrontare questo stress?

Esistono tecniche specifiche per età?

Rispondiamo a queste domande grazie al contributo di due professioniste, esperte del settore.

La Dottoressa Jill Emanuele, psicologa clinica e direttore del corso al Child Mind Institute, sottolinea come, dall’età delle elementari in poi, la cosa più importante che i genitori possano fare è convalidare le preoccupazioni del figlio.
“Quando le persone dicono ‘Sono preoccupato o ansioso’”, puntualizza la studiosa, “La prima reazione è dire ‘Starai bene. Andrà bene.’”.

Però, quando i genitori seguono questa linea, “Non danno mai l’opportunità alla persona di esperire ciò per cui prova ansia”, ha aggiunto la Dottoressa Emanuele.
Le parole di conforto possono dare sì un sollievo temporaneo, ma se l’ansia non viene affrontata a testa alta, tornerà e sempre più forte.

Pubblicità

Invece, quando i bambini dimostrano di essere preoccupati per qualcosa, i genitori possono aiutarli ad affrontare le loro paure, facendo domande riguardo le loro preoccupazioni ed elaborando delle strategie per affrontarle.

I bambini delle scuole medie, invece, affrontano un tipo di stress sociale completamente nuovo – sia nella vita reale, che sui social media.

La Dottoressa Marilyn Wilcher, direttore e fondatore del Benson-Henry Institute for Mind Body Medicine, suggerisce che una strategia che i genitori possono usare per gestire l’ansia nei bambini potrebbe essere proprio quella di controllare la quantità di tempo che essi passano al computer o con il telefono.

La studiosa suggerisce che questa potrebbe essere anche l’età giusta per cominciare ad esplorare quali sono le ragioni scientifiche dietro lo stress.
“Lo stress accade da sè”, ha spiegato la Dottoressa Wilcher. Ma “noi dobbiamo insegnare al nostro corpo come rispondervi ed una di queste strategie è il rilassamento”.

Ovviamente, non c’è un’unica risposta che vada bene per tutti, ma i genitori possono parlare con i loro figli di ciò che li fa stare bene (cantare, piuttosto che alcuni esercizi particolari), determinando, così, quali strategie funzionano di più.

Infine, i ragazzi delle scuole superiori, secondo quanto riferito dalla Dr. essa Emanuele, attraverseranno “cambiamenti cerebrali significativi”, che portano a conseguenze altrettanto rilevanti sulla salute mentale.
Per i genitori, le strategie per aiutare i figli a gestire lo stress sono sempre le stesse (identificare le loro ansietà specifiche e le strategie per affrontarle), ma con un passaggio in più. Poiché sono così vicini all’età adulta, “Dovete riuscire a conquistarli per poter collaborare con loro”, suggerisce la studiosa.

In più, essi possono mettere la giusta pressione per aiutarli a raggiungere il successo. Infatti, quando i ragazzi si preparano per lasciare la scuola e cominciare il college, o qualunque altra fase della vita, la posta in gioco potrebbe sembrare troppo alta ed andare ad influenzare, in senso negativo, le loro prestazioni. I genitori possono aiutarli, ad esempio, spiegando che un brutto voto non impedirà loro di raggiungere la felicità futura e che “possono riuscire ovunque ed in qualsiasi campo”.

Pubblicità

Insomma, qualsiasi età abbiano i vostri figli, voi genitori dovete essere sicuri che essi non assorbano parte del vostro stesso stress.
Infatti, se i bambini capiscono “che i genitori sono ansiosi o preoccupati per loro, lo saranno ancora di più”, ha spiegato la Dottoressa Wilcher. Al contrario, se i bambini vedono che i loro genitori sanno come gestire bene lo stress, cominceranno ad imitare questo comportamento.

Quindi, una delle cose migliori che i genitori possano fare per aiutare i bambini ad affrontare lo stress e l’ansia è cercare di farlo prima per se stessi e nel migliore dei modi.

 

 

Fonte: Time.com

 

(Traduzione ed adattamento a cura della Dottoressa Alice Fusella)

 

 


Scrivi articoli di psicologia e psicoterapia e ti piacerebbe vederli pubblicati su Psiconline?
per sapere come fare, Clicca qui subito!

Ti è piaciuto l'articolo che hai appena letto e vuoi essere informato sulle novità che vengono pubblicate su Psiconline.it?
Iscriviti alle nostre newsletter settimanali per essere in continuo contatto con la psicologia!

Scegli come ricevere la newsletter:
I agree with the Privacy e Termini di Utilizzo
 
Pubblicità
Stai cercando un pubblico specifico interessato alle tue iniziative nel campo della psicologia?
Sei nel posto giusto.
Attiva una campagna pubblicitaria su Psiconline
logo psicologi italiani
Vuoi conoscere la Scuola di Specializzazione in Psicoterapia adatta alle tue esigenze? O quella più vicina al tuo luogo di residenza? Cercala su logo.png




Tags: ansia genitori adolescenti

0
condivisioni

Guarda anche...

Pubblicità

Pubblicità

I Sondaggi di Psiconline

Quanto sei soddisfatto del tuo lavoro?

Pubblicità

Le Risposte dell'Esperto

Rapporti nonni-nipoti [1619430…

soffice, 42 anni     Gentili dottori, vi chiedo un parere circa l’atteggiamento da tenere verso il padre di mio marito, nonno della nostra bam...

Ho fallito in tutto sono depre…

Alessandro, 62 anni.     Ho 62 anni e sono arrivato ad uno stadio di depressione da cui non vedo possibilità di uscita, sono disperato ormai. ...

Due nemici sotto lo stesso tet…

maria, 69 anni     Salve ! Sto vivendo un momento abbastanza difficile e complicato della mia vita e da sola non riesco ad uscirne, ecco perch...

Area Professionale

Esame di Stato Psicologi 2021

In questo breve articolo ci soffermeremo sulla modalità di svolgimento dell'Esame di Stato (EDS) per la professione di Psicologo/a, ad un anno dall'esperienza p...

Il modello Kübler-Ross: le cin…

Nel 1969, Elizabeth Kübler-Ross, lavorando con pazienti terminali, ha ideato un modello in cui venivano presentate le cinque fasi del dolore: diniego, rabbia, c...

Sistema Tessera Sanitaria - No…

ultimi aggiornamenti sull' utilizzo della Tessera Sanitaria per psicologi.   Uno fra tutti è il cambio del termine per la comunicazione online delle sp...

Le parole della Psicologia

Gelosia retroattiva

La gelosia retroattiva prende anche il nome di sindrome di Rebecca, nome ispirato dal film di Alfred Hitchcock, ovvero Rebecca la prima moglie, tratto dal roman...

La sindrome di Alice nel Paese…

Disturbo neurologico  che colpisce la percezione visiva, associato a  emicrania, crisi epilettiche o sostanze stupefacenti. La sindrome di Alice nel ...

Solipsismo

Il solipsismo (dal latino "solus", solo ed "ipse", stesso, quindi "solo se stesso") è un attaccamento patologico al proprio corpo di tipo autistico o narcisisti...

News Letters

0
condivisioni