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La Psiche tra salute e malattia. Intervista a David Lazzari

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on . Postato in Le interviste di Psiconline® | Letto 2182 volte

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Incontriamo David Lazzari per parlare insieme del suo ultimo libro, appena pubblicato da Edra Edizioni, dal titolo "La Psiche tra salute e malattia. Evidenze ed epidemiologia".

david lazzari la psiche tra salute e malattiaUn libro, come si legge nella recensione di Liuva Capezzani pubblicata qualche settimana fa su Psiconline.it, "che conduce ad apprendere un nuovo e più adeguato concetto di salute" perché "la salute si vede, si può concepire, perseguire e anche misurare portando i riflettori sulla soggettività e la dimensione psichica".

Incuriositi dalla recensione e dalla ottima risposta che il libro ha ricevuto dai lettori e dagli esperti del settore, abbiamo voluto intervistare l'autore per comprendere direttamente dalla sua viva voce il senso del volume ei suoi obiettivi.

Affabile e disponibile, David risponde volentieri alle nostre domande ed entra profondamente nelle pieghe del libro fino a farcelo conoscere nei suoi meandri più nascosti.

Qual'è l'intento che hai inteso perseguire con questo libro? Perché parlare di "salute" e "malattia" e, soprattutto, perché parlare di "psiche" interponendola fra la prima e la seconda?

Porre la psiche tra salute e malattia vuol dire collocarla al centro della vita, domandarsi quanto la dimensione psicologica conti nella traiettoria di vita della persona, intendendo la qualità della vita nel complesso, gli equilibri adattivi, i livelli di funzionamento e benessere.

Perché salute e malattia non sono incidenti di percorso (tranne in alcuni casi) ma sono legati a questi aspetti.

La psicologia, così come la viviamo ogni giorno sui media, è investita di grandi aspettative ma anche di grandi dubbi, sia a livello di scientificità che di efficacia concreta nel suo operare. E' per questo che hai voluto assegnare un largo spazio alle evidenze scientifiche? Per legare "la materia al materiale"?

Si parla tanto di psicologia ma esistono tanti luoghi comuni da superare. In parte questo è dovuto alla trasversalità di questa scienza, che riguarda – come la psiche – tutti gli aspetti della vita umana, ma anche alla sua complessità, legata alla interconnessione degli aspetti psichici con quelli biologici e sociali.

In ogni caso molti pensano che la psicologia sia fatta soprattutto di speculazioni ed opinioni, che ognuno può dire la sua.

Certamente ci sono anche opinioni e teorie, ma devono essere fondate e poi da molti anni sono stati adottati i metodi di ricerca e studio delle altre scienze della vita e della salute.

Oggi sono proprio le evidenze scientifiche che ci mostrano il grande ruolo della psiche per la salute psichica e fisica e quindi nella prevenzione e cura. Ed è fondamentale che questi dati siano conosciuti.

Nella seconda parte del volume hai dato ampio spazio agli interventi di colleghi che, con i loro scritti, parlano della concreta efficacia dei loro metodi di intervento e di quanto questi abbiamo valore per il benessere individuale e collettivo. Come mai?

Mi piace l’idea che il libro possa essere arricchito da contributi mirati, in questo caso sull’uso delle risorse che la Psicologia offre per il singolo, la società, per leggere gli equilibri adattivi e per valutare il costo-beneficio degli interventi.

Particolare accento viene posto, nel libro, sul vantaggio della "psicologia" in termini economici e di "salute pubblica". Pensi davvero che una rete psicologica capillare all'interno del Servizio Pubblico sarebbe in grado di aumentare il benessere collettivo e ridurre i costi sanitari? Non ti sembra utopico che le "parole" valgano più dei "fatti"? Che, in fondo, il benessere individuale sia più facilmente raggiungibile attraverso la farmacoterapia piuttosto che attraverso un concreto intervento psicologico?

Se la dimensione psichica non è marginale non può esserlo neanche la disponibilità di competenze psicologiche collocate nei punti strategici della rete. Le cure primarie, la scuola, il servizio sanitario, l’ospedale, i servizi del welfare… sono tutti snodi dove è fondamentale che le competenze psicologiche possano integrare le altre già esistenti, se vogliamo essere efficaci ed efficienti.

Gli studi di fonte pubblica, a partire dall’OMS, che io riporto nel libro, ci mostrano che l’aumento degli interventi psicologici ad es. per ansia e depressione porterebbe ad un notevole risparmio per tutta la società, oltre che per i diretti interessati. I problemi psicologici sono un costo enorme, spesso poco visibile, ma ben documentato in ricerche che io riporto.

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Sul farmaco il problema attuale è quello dell’abuso e di un uso improprio in molte situazioni. Le terapie psicologiche hanno effetti migliori o analoghi e senza effetti collaterali in molti casi, in altri l’uso integrato di psicoterapia e farmaco raddoppia o triplica l’efficacia del solo farmaco, consentendone un uso più mirato e temporalmente definito.

Pensi davvero che una implementazione nel Sistema Sanitario Nazionale della "cura psicologica", attraverso i LEA (Livelli Essenziali di Assistenza), come parte integrata ai trattamenti medici tradizionali per la salute globale del cittadino possa davvero fare la differenza?

Nei nuovi LEA finalmente è previsto un aiuto psicologico per le più diffuse situazioni di disagio psicologico: attuarli sarà complesso ma fondamentale.

Oggi non ci si può occupare di salute pensando solo alla sua componente biologica perché la scienza e l’esperienza ci dice che serve un approccio integrato, dove sia presente la competenza psicologica. Tutti dicono di voler “curare la persona” ma in biologia esistono “organismi”, per vedere (e curare) la persona servono anche le lenti della psicologia.

Infine, a chi pensi sia diretto il tuo libro. Chi potrebbe trarne concreto giovamento? Gli studenti di Medicina? di Psicologia? i Politici? i cittadini comuni? A chi hai pensato, a quale pubblico ti sei rivolto ipoteticamente, mentre lo scrivevi?

Nel libro io faccio parlare i dati della psicologia, della genetica, della psiconeuroendocrinoimmunologia, delle neuroscienze, dell’economia sanitaria e così via. E presento questi dati dentro un quadro unitario e integrato, perché la cosa fondamentale – oggi troppo carente – è quale sintesi emerge da questi dati.

I destinatari sono perciò tutti coloro che possono avere interesse a conoscere ed applicare questa sintesi, professionisti, studenti e persone interessate.

Certamente spero che molti politici e gente che ha le leve per decidere possa avere questo libro tra le mani. Credo di aver usato un linguaggio tecnicamente corretto ma comprensibile a tutti, almeno questo mi dice chi ha letto già il volume!

Bene. Grazie per la tua disponibilità e per la chiarezza delle tue risposte. Siamo certi che i nostri lettori le apprezzeranno e saranno interessati ad approfondirle attraverso la lettura del volume La Psiche tra salute e malattia.

La nostra intervista si conclude qui. Salutiamo David Lazzari con i nostri migliori auguri per i nuovi impegni Ordinistici e diamo appuntamento ai visitatori di Psiconline.it al prossimo incontro con il cuore della Psicologia italiana.

 

 

 


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Tags: psiche malattia salute libro;

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